martedì 27 agosto 2013

Fermiamo i delinquenti USA! (Alberto B. Mariantoni)

La storia si ripete

Guerra contro l’Iraq  

Esultiamo, gente! Rallegriamoci… Dopo quasi sessant’anni di parodia disneylandiana della storia… o, se preferite, di favole, documenti ed immagini sulla «supremazia delle regole del Diritto internazionale»; sul «ripudio della guerra come strumento di soluzione per le controversie tra gli Stati»; sul «diritto dei Popoli a disporre della propria libertà, indipendenza autodeterminazione e sovranità»; sul «rifiuto dell’ingerenza negli affari interni dei diversi Paesi del mondo», si ritorna alla «Legge della giungla»!



In altre parole, si ritorna alla «Legge del più forte», del «più arrogante» e del «più prepotente». Si ritorna alla “legge” dell’Amerika di sempre: quella, per intenderci, degli spacconi di Tucson o dei pistolero di Tombstone» dei duelli all’Ok Corral, delle rapine alle banche, delle imboscate alle diligenze, degli stermini di Pellerossa, nonché delle angherie, dei soprusi e delle prevaricazioni nei confronti dei più deboli o della violenza per la violenza a scopo di lucro… Il tutto, naturalmente, sotto l’occhio vigile e “disinteressato” del proverbiale e subornato sceriffo del West, con la celeberrima e brillante stella a sei punte!

L’opinione dell’Assemblea generale e del Consiglio di Sicurezza dell’ONU? Le norme del Diritto internazionale? Le prese di posizione del Vaticano, della Francia, della Germania, della Russia e della Cina contro la guerra preventiva all’Iraq? La volontà di milioni e milioni di persone che ogni giorno, nel mondo, manifestano la loro opposizione all’ormai imminente intervento armato americano e britannico contro Baghdad? «Bazzecole», «banalità»… «Dettagli» che non contano!

“Quando si tratta di garantire la nostra sicurezza – ha ultimamente dichiarato il pagliaccio ipermediatizzato di Washington - “non dobbiamo chiedere permessi a nessuno”!

Per tutti gli «altri», però – quegli Stati, cioè, che, per una ragione o per un’altra, non sono in sintonia con le mire espansioniste ed imperialiste dell’attuale Bill il Kid della Casa Bianca – il «permesso», resta d’obbligo! Magari, pure per respirare…

Primo tra tutti, l’Iraq… il cui solo «delitto», in questo momento - pur non rappresentando nessuna minaccia o provocazione per nessuno – sarebbe semplicemente quello di non «volere disarmare» completamente, in una situazione d’assedio e d’incombente invasione militare voluta e perpetrata ai suoi danni dalla prima Superpotenza nucleare, biologica, batteriologica e chimica del mondo: gli Stati Uniti d’America.

Vigliacchi e maramaldi come sono - e sono sempre stati… - gli obesi e buffoneschi «Warriors» d’oltre Atlantico, per realizzare le loro tradizionali «liberazioni», preferisco ogni volta attaccarsi (dopo gli immancabili e terroristici bombardamenti a tappeto sulle città!) agli eserciti disarmati ed alle popolazioni indifese, piuttosto che dovere in qualche modo rischiare un qualsiasi corpo a corpo virile con i loro avversari e, di conseguenza, una qualunque goccia del loro sangue, quasi sicuramente, già AIDSsizzato.

Il loro leggendario e spezzante «eroismo» (escluso quello dei film di Hollywood, proiettati in technicolor e cinemascope…), lo abbiamo già visto – tra il 1942 ed il 1945 - in Africa del Nord, in Europa, nel Pacifico, in Giappone; negli anni successivi, in Corea, nel Viet-Nam, in Cambogia, in Iran, a Grenada, a Panama, in Libia, in Libano, in Somalia, in Iraq; e più recentemente, in Bosnia, in Serbia, nel Kossovo ed in Afghanistan: quello, cioè, dei delinquenti di professione!

Non dimentichiamo, infatti, che quei volgari e prezzolati gangster, per soddisfare gli sporchi interessi dell’apparato militaro-industriale del loro Paese, sono capaci - senza il benché minimo stato d’animo - di qualunque nefandezza!

Inutile, riparlare di Gorla, di Montecassino, di Roma, di Genova, di Milano, di Torino, di Dresda, d’Amburgo, di Hiroshima, di Nagasaki. Superfluo, rievocare le stragi d’innocenti nel Nord-Corea, i milioni di morti del Viet-Nam e della Cambogia, quelli dell’America Latina o dell’Africa. Pleonastico, ricordare i colpi di Stato, le “covered missions” e gli abominevoli massacri perpetuati dai suddetti criminali nei diversi Paesi del mondo, negli ultimi 200 anni.

Domani, purtroppo, in Iraq saremo ancora costretti ad assistere al medesimo scenario…

Allora, una buona volta, vogliamo tentare o no di fermarli, questi delinquenti?



Alberto B. Mariantoni

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