lunedì 12 agosto 2013

Propaganda di guerra e costruzione del nemico (Michel Chossudovsky)

I pianificatori militari del Pentagono sono profondamente consapevoli del ruolo centrale della propaganda di guerra. Per iniziativa del Pentagono, del Dipartimento di Stato e della CIA, è stata lanciata una campagna di terrore e di disinformazione. La plateale distorsione della verità e la sistematica manipolazione delle fonti di informazione sono parte integrante della pianificazione bellica. In seguito all'11/9, il Segretario della Difesa Donald Rumsfeld ha creato l'Office of Strategic Influence (OSI), ovvero l'"Ufficio della Disinformazione", come è stato etichettato dai suoi critici: "Il Dipartimento della Difesa ha detto che avevano bisogno di farlo, e stavano realmente per impiantare storie che erano false in paesi stranieri - come sforzo per influenzare l'opinione pubblica mondiale." (1)
Ma, all'improvviso, l'OSI veniva formalmente sciolta sotto la spinta di pressioni politiche e di "fastidiosi" articoli dei media, "i cui scopi erano deliberatamente tendenziosi rispetto alla necessità di portare avanti gli interessi Americani." (2) "Rumsfeld si ritirava, dichiarando tutto il suo sconcerto." (3) Nonostante questo apparente dietrofront l'orwelliana campagna di disinformazione del Pentagono rimane funzionalmente intatta: "A questo riguardo il Segretario alla Difesa non è stato particolarmente franco. Fare disinformazione con la propaganda militare è parte essenziale della guerra." (4) Rumsfeld, più tardi, ha confermato in un'intervista stampa che, mentre l'OSI non esisteva più di nome, "i compiti previsti per l'Ufficio vengono eseguiti" (5) (le precise parole di Rumsfeld possono essere consultate a www.fas.org/sgp/news/2002/11/dod111802.html). Molte delle agenzie governative e dei servizi di informazione - con collegamenti con il Pentagono - sono coinvolti in vari aspetti della campagna di propaganda. La realtà viene rivoltata. Le azioni di guerra vengono annunciate come "interventi umanitari" indirizzati al "cambio di regime" ed al "ristabilimento della democrazia". L'occupazione militare e l'uccisione di civili sono presentate come "peace-keeping". La diminuzione delle libertà civili - nel contesto della cd "legislazione antiterrorismo" - viene dipinta come un mezzo per fornire la "sicurezza interna" e preservare le libertà civili. E sottolineando queste realtà manipolate, le dichiarazioni"Osama bin Laden" e "Armi di distruzione di massa", che circolano in modo diffuso nella catena dell'informazione giornalistica, sono promosse come fondamentali per una razionale un'interpretazione degli eventi mondiali. Nel critico "panorama di pianificazione" che conduce ad una invasione dell'Iraq, il capovolgimento dell'opinione pubblica, internamente e nel mondo, costituisce parte integrante dell'agenda di Guerra, la propaganda di Guerra viene progettata a tutti gli stadi: prima, durante le operazioni militari, così come nella terribile conclusione della guerra. La propaganda di guerra serve a distogliere dalle reali cause del conflitto e dalle conseguenze della guerra stessa. Pochi mesi dopo che l'OSI venne sciolto tra le polemiche (febbraio 2002) il New York Times confermava che la campagna di disinformazione procedeva a pieno ritmo e che il Pentagono stava: "...considerando di emanare una direttiva segreta ai militari americani per condurre operazioni coperte mirate ad influenzare l'opinione pubblica ed i politici nei paesi amici e nelle nazioni neutrali ..." La proposta ha acceso un aspra battaglia nell'amministrazione Bush sul fatto se i militari dovessero eseguire missioni segrete di propaganda in nazioni amiche come la Germania... "La lotta - ha dichiarato un funzionario del Pentagono - verte sul sistema di comunicazioni strategiche per la nostra nazione, sul messaggio che noi vogliamo inviare per influenzare a lungo termine, e come costruirlo. Noi possediamo le strutture, le capacità e l'addestramento idonei per influenzare la pubblica opinione delle nazioni amiche e neutrali. Noi possiamo fare questo e farla franca!" (6)

Fabbricare la verità
Per sostenere l'agenda di guerra queste "realtà fabbricate", introdotte giorno dopo giorno nella catena dell'informazione di massa, devono diventare verità indelebili, che formino parte di un ampio consenso politico e dei media. A questo riguardo, i media ufficiali, sebbene agiscano indipendentemente dall'apparato militare e di intelligence, sono uno strumento di questo sistema tendente al totalitarismo. In stretto collegamento con il Pentagono e la CIA, anche il Dipartimento di Stato ha istituito una sua propria unità civile di propaganda, guidata diretta dalla Sottosegretaria di Stato per le Relazioni e gli Affari Pubblici Charlotte Beers, una figura potente nell'industria pubblicitaria. Lavorando a stretto contatto con il Pentagono, la Beers è stata nominata a capo dell'unità di propaganda del Dipartimento di Stato immediatamente dopo l'11/9. Il suo mandato consisteva nel "contrapporsi e neutralizzare l'anti-Americanismo esterno." (7) Il suo ufficio al Dipartimento di Stato deve: "'assicurare che le pubbliche relazioni (di coinvolgimento, di informazione e guida, di influenza sulle comunicazioni internazionali importanti), vengano praticate in armonia con gli affari pubblici (con sfera di estensione al di là degli Statunitensi) e con la diplomazia tradizionale, per dare impulso agli interessi e alla sicurezza degli USA e produrre la base morale per la leadership Americana nel mondo." (http://www.state.gov/r/ )

Il ruolo della CIA
La più importante componente della campagna di paura e disinformazione è la CIA, che, segretamente, retribuisce autori, giornalisti e critici dei media attraverso una ragnatela di fondazioni private ed organizzazioni di facciata sponsorizzate dalla CIA. La CIA influenza anche l'ambito e la direzione di molte produzioni di Hollywood. Dall'11/9 una terzo delle produzioni di Hollywood sono film di guerra. "Le star e gli autori di Hollywood si precipitano a sostenere il nuovo messaggio di patriottismo, consultandosi con la CIA e dibattendo con il militari su possibili attacchi terroristici nella vita reale." (8) "The Sum of All Fears" (L'estate del terrore)", diretto da Phil Alden Robinson, che descrive lo scenario di una guerra nucleare, ha ricevuto l'approvazione e il supporto economico sia del Pentagono, che della CIA. (9) Disinformazione viene quotidianamente "seminata" da agenti della CIA nelle redazioni dei più importanti quotidiani, delle riviste e dei canali Televisivi. All'esterno vengono spesso utilizzate ditte di pubbliche relazioni per creare "storie fasulle, accuratamente documentate da Chaim Kupferberg in relazione agli eventi dell'11 settembre: "Un gruppo relativamente piccolo, ma ben coordinato, di corrispondenti preparano gli scoops che vengono pubblicati nelle relativamente poche fonti di notizie ufficiali, dove i parametri del dibattito sono stabiliti e la "realtà ufficiale" viene consacrata per tutti gli altri nella catena dell'informazione". (10) Inoltre, iniziative di subdola disinformazione sotto gli auspici della CIA sono messe in atto attraverso vari servizi di informazione satelliti in altri paesi. Dall'11/9 esse sono risultate nella disseminazione giornaliera di false informazioni riguardanti presunti "attacchi terroristici". Praticamente in tutti i casi riportati (Gran Bretagna, Francia, Indonesia, India, Filippine ecc.) si diceva che i "presunti gruppi terroristi" avevano "collegamenti con al Qaeda di Osama bin Laden", senza naturalmente riconoscere il fatto (ampiamente documentato da rapporti di intelligence e documenti ufficiali) che al Qaeda è una creazione della CIA.

La dottrina dell' "Autodifesa"
In questa congiuntura critica, nei mesi che portano all'annunziata invasione dell'Iraq, la campagna di propaganda si è messa in movimento per sostenere l'illusione che "l'America si trova sotto attacco". Passata non solamente attraverso i media ufficiali ma anche attraverso molti siti internet di comunicazione alternativa, queste "realtà fabbricate" ritraggono la guerra come un atto di autodifesa in buona fede, mentre nascondono accuratamente i vasti obiettivi strategici ed economici della guerra. A sua volta, la campagna di propaganda sviluppa un casus belli, "una giustificazione", una legittimità politica per la guerra. La "realtà ufficiale" (comunicata abbondantemente nei discorsi di George W) si posiziona sulla premessa marcatamente "umanitaria" di una cosiddetta "guerra preventiva", o più chiaramente "difensiva", "una guerra per proteggere la libertà": " Noi siamo sotto attacco, perché noi amiamo la libertà! Ed è per questo, perché noi amiamo la libertà e diamo valore alla vita di ogni uomo, che stanno tentando di ferirci." (11) Espresse nel National Security Strategy (NSS), la dottrina della "guerra difensiva" preventiva e della "guerra al terrorismo" contro al Qaeda costituiscono le due essenziali colonne portanti della campagna di propaganda del Pentagono. L'obiettivo è presentare l' "azione militare preventiva", cioè la guerra, come atto di "autodifesa" contro due categorie di nemici, gli "stati canaglia" ed i "terroristi islamici": "La guerra contro i terroristi di portata globale è un'impresa di durata indeterminabile. L'America agirà contro queste minacce che stanno profilandosi, prima che prendano forma completamente. Gli stati canaglia ed i terroristi non cercano di attaccarci utilizzando mezzi convenzionali. Sanno che tali attacchi fallirebbero. Invece essi si affidano ad azioni di terrore e, potenzialmente, all'uso di armi di distruzione di massa (...) Gli obiettivi di tali attacchi sono le nostre forze armate e le nostre popolazioni civili, in violazione di una delle principali norme della legge di guerra. Come è stato dimostrato dalle perdite dell'11 settembre 2001, vittime civili in massa sono l'obiettivo specifico dei terroristi e queste perdite saranno esponenzialmente più gravi se i terroristi entreranno in possesso ed useranno armi di distruzione di massa. Gli Stati Uniti hanno a lungo mantenuto l'opzione di azioni preventive per contrastare una seria minaccia alla nostra sicurezza nazionale. Più grande la minaccia, maggiore il rischio della inattività, e più irresistibile il fatto di intraprendere azioni anticipatorie per difenderci, (...). Per bloccare o prevenire tali atti ostili da parte dei nostri avversari, gli Stati Uniti, se necessario, agiranno preventivamente". (12) (National Security Strategy, White House, 2002, http://www.whitehouse.gov/nsc/nss.html )

L'immissione della disinformazione nella catena dell'informazione
Come viene portata a compimento la propaganda di guerra? Quotidianamente vengono immesse nella catena dell'informazione due tipi di "dichiarazioni" che "balzano agli occhi" provenienti da una varietà di fonti (comprese dichiarazioni di funzionari della sicurezza nazionale, dai media, istituti con sede a Washington ecc.). Alcuni dei fatti (comprese le notizie riguardanti presunti terroristi) sono palesemente fabbricate dai servizi di informazione. Queste dichiarazioni sono supportate da semplici ed attraenti "ritornelli", che preparano la scena per fabbricare le notizie:
Ritornello n. 1: "Al Qaeda di Osama bin Laden" (Osama) è dietro la maggior parte delle storie riguardanti la "guerra al terrorismo", compresi "asseriti", "futuri", "presunti" e "reali" attacchi terroristici. Quello che raramente viene menzionato è che questo nemico esterno, al Qaeda, è una "attività di intelligence" della CIA, usata in operazioni coperte.
Ritornello n. 2: La dichiarazione "Armi di Distruzione di Massa (ADM)" viene usato per giustificare la "guerra preventiva" contro gli "Stati sponsors del terrore", - ad esempio nazioni come l'Iraq, l'Iran, e la Corea del Nord, che si suppone in possesso di ADM. Come è ampiamente documentato nel caso dell'Iraq, una larga quantità
di notizie riguardanti attacchi biologici e con ADM è stata costruita a tavolino.
Le dichiarazioni su "ADM" e "Osama bin Laden" diventano parte del dibattito giorno dopo giorno, incorporate in conversazioni di routine tra cittadini. Ripetute fino alla nausea, esse penetrano nella coscienza profonda della gente comune forgiando le loro percezioni individuali sui fatti attuali. Attraverso la falsità e la manipolazione, questo formare le menti di intere popolazioni prepara il terreno, sotto la facciata di una democrazia funzionante, per l'instaurazione di fatto di uno stato di polizia. Non c'è bisogno di dire che la propaganda di guerra indebolisce il movimento pacifista. La disinformazione riguardo presunti "attacchi terroristici" o "armi di distruzione di massa" provoca a sua volta un atmosfera di paura, che mobilita un fermo patriottismo e sostegno per lo Stato ed i suoi principali esponenti politici e militari. Ripetuto praticamente in ogni rassegna nazionale di notizie questa stigmatica focalizzazione su ADM-al Qaeda essenzialmente serve come un dogma, per ingannare la gente sulle cause e le conseguenze della guerra di conquista dell'America, mentre fornisce una semplice, indiscussa e autoritaria giustificazione all' "autodifesa". Più recentemente, sia nei discorsi del Presidente Bush che in quelli del Primo Ministro Blair, come pure nelle notizie informative, le asserzioni sulle ADM ora sono attentamente mescolate con quelle che riguardano Osama. Il ministro della difesa della GB Jack Straw ai primi di gennaio ha avvertito che "gli 'stati canaglia' come l'Iraq probabilmente erano la fonte più importante di tecnologia ADM per gruppi come al Qaeda". (13) Inoltre, in gennaio è stata scoperta a Edimburgo una presunta cellula di al Qaeda con "collegamenti con l'Iraq", dicendo che era coinvolta nell'uso di armi biologiche contro il popolo inglese. L'agenda nascosta delle dichiarazioni sui "collegamenti con l'Iraq" è clamorosamente ovvia: viene detto che i cd "stati sponsor del terrore" sostengono Osama bin Laden. Di converso, viene detto che Osama collabora con l'Iraq nell'uso delle armi di distruzione di massa. Negli ultimi mesi, diverse migliaia di notiziari hanno tessuto le trame di eventi che collegano le ADM con Osama, trame delle quali qui si forniscono degli estratti:
- "Gli scettici argomenteranno che la inconsistenza delle prove non sono una prova che gli Iracheni non abbiano continuato a sviluppare armi di distruzione di massa. Quindi questo consente a Washington di cercare qua e là altre prove materiali schiaccianti e accusatorie, come la pretesa esternata a metà settimana, sempre senza alcuna prova, che gli estremisti Islamici affiliati con al Qaeda fossero entrati in possesso di un'arma chimica in Iraq, nel novembre scorso, o più tardi in ottobre." (14)
- "La Corea del Nord ha ammesso di avere mentito su ciò e sta imprudentemente riavviando il suo programma nucleare. L'Iraq ha quasi certamente mentito su questo, ma non lo ammetterà. Nel frattempo al Qaeda, sebbene dispersa, rimane una forza oscura e minacciosa ed assieme ad altri gruppi terroristi ed a potenziali destinatari del suo mortale arsenale potrebbe riemergere in Iraq e Corea del Nord". (15)
- "Il Primo Ministro Britannico Tony Blair ha indicato l'Iraq, la Corea del Nord, il Medio Oriente e al Qaeda fra i problemi "difficili e pericolosi" che si affacciano alla Gran Bretagna nel prossimo anno." (16)
Gli argomenti "ADM-Osama" sono usati in modo massiccio dal sistema dei mezzi di informazione di massa. Dopo l'11 settembre, queste proposizioni paradigmatiche sono diventate anche una parte dei quotidiani discorsi politici. I collegamenti fra ADM e Osama hanno inoltre permeato le opinioni degli operatori della diplomazia internazionale e i funzionari delle Nazioni Unite.

Michel Chossudovsky
16 gennaio 2003
http://globalresearch.ca/articles/CHO301B.html



NOTE
1. Intervista con Steve Adubato, Fox News, 26 Dicembre 2002.
2. Air Force Magazine, gennaio 2003, in corsivo.
3. Adubato, op. cit. in corsivo.
4. Ibidem, in corsivo.
5. Riportato in Federation of American Scientists (FAS) Secrecy News,
http://www.fas.org/sgp/news/secrecy/2002/11/112702.html
L'intervista stampa di Rumsfeld può essere consultata a: http://www.fas.org/sgp/news/2002/11/dod111802.html
6. New York Times, 16 dicembre 2002.
7. Sunday Times, Londra 5 gennaio 2003.
8. Ros Davidson, Le stelle si meritano le loro strisce, The Sunday Herald (Scozia), 11 Novembre 2001.
9. Vedi Samuel Blumenfeld, Il Pentagono e la CIA arruolano Hollywood, Le Monde, 24 luglio 2002,
http://www.globalresearch.ca/articles/BLU207A.html .
10. Chaim Kupferberg, I preparativi di propaganda per l'11 settembre, Global Outlook, No. 3, 2003, p. 19,
http://www.globalresearch.ca/articles/KUP206A.html .
11. Considerazioni del Presidente Bush a Trenton, New Jersey, "Welcome Army National Guard Aviation Support Facility, Trenton, New Jersey ", 23 settembre 2002.
12. Strategia per la Sicurezza Nazionale, Casa Bianca, 2002, http://www.whitehouse.gov/nsc/nss.html
13. Agenzia France Presse (AFP), 7 gennaio 2003.
14. All'interno delle News, 20 gennaio 2003.
15. Christian Science Monitor, 8 gennaio 2003
16. Agenzia France Presse (AFP), 1 gennaio 2003


Come si costruisce un nemico

Uno dei principali obiettivi della propaganda di guerra è "fabbricare un nemico". Mentre cresce il sentimento contro la guerra e vacilla la legittimità dell'amministrazione Bush, i dubbi riguardo l'esistenza di un "nemico esterno" devono essere fugati. Mentre si avvicina la data della programmata invasione dell'Iraq, l'amministrazione Bush ed il suo fedele alleato britannico hanno moltiplicato gli "avvertimenti" di futuri attacchi terroristici di al-Qaeda. Il nemico deve apparire autentico: migliaia di articoli e di editoriali che collegano al-Qaeda al governo di Baghdad vengono introdotti nella catena informativa. Colin Powell ha sottolineato questa relazione nel Forum Economico Mondiale di Davos, in gennaio. L'Iraq viene incidentalmente presentato nelle dichiarazioni ufficiali e nei media come "un paradiso per la rete del terrore ed i suoi fornitori": "L'amministrazione Bush sta accumulando le prove, che sono ancora fortemente trattenute, che non è un caso che i gruppi terroristi dell'universo di al-Qaeda abbiano scelto come armamenti i veleni, i gas e gli ordigni chimici che sono armi che portano la firma del regime iracheno". (1) In tale contesto la propaganda si propone di coprire la verità ed eliminare le prove di come al-Qaeda di Osama bin Laden è stata fabbricata e trasformata nel "Nemico numero uno". Nel frattempo le "operazioni antiterrorismo" dirette contro i musulmani, inclusi gli arresti di massa arbitrari, sono state incrementate. Negli USA le misure di emergenza sono contemplate in caso di guerra. Il sistema corporativo dei media è attivo nel preparare la pubblica opinione. Deve venire giustificata una "emergenza nazionale" in quanto l' "America è sotto attacco": "gli USA e gli interessi occidentali nel mondo devono essere preparati per attacchi di rappresaglia delle cellule dormienti un attimo dopo che lanciamo un attacco all'Iraq". (2)

Difesa della patria
Le procedure di emergenza sono già pronte. Al Segretario della Difesa Nazionale - il cui mandato è di "salvaguardare la nazione dagli attacchi terroristici", è già stata garantita l'autorità per "prendere il controllo di un'emergenza nazionale", che implica di fatto l'istituzione di un governo militare. Il Northern Command a sua volta sarebbe messo a capo delle operazioni militari nel teatro USA di "guerra al terrorismo".

Il programma di vaccinazione contro il vaiolo
Nel contesto di queste misure di emergenza sono già in corso i preparativi per la vaccinazione di massa contro il vaiolo in risposta ad una presunta minaccia di attacco con armi biologiche sul suolo USA. Il programma di vaccinazione, che è stato oggetto di una intensa propaganda dei media, sarebbe lanciato con il solo scopo di creare un'atmosfera di panico tra la popolazione: "Alcuni individui infetti con un blocco di biglietti aerei, oppure di autobus, potrebbero spargere l'infezione del vaiolo attraverso il paese, attivando un'epidemia di vaste proporzioni. Non è inconcepibile che la Corea del Nord o l'Iraq possano avere il vaiolo in laboratori nascosti e passare il mortale agente ai terroristi". (3) L'agenda nascosta è chiara come il cristallo. Come meglio discreditare il movimento contro la guerra e mantenere la legittimazione dello stato? Creare le condizioni che instillino la paura e l'odio, presentare i governanti come "guardiani della pace", impegnati ad estirpare il terrorismo ed a preservare la democrazia. Nelle parole del Primo Ministro britannico Tony Blair riecheggiano quasi testualmente i dispacci della propaganda USA: "Credo sia inevitabile che presto ci proveranno in qualche modo. Penso possiamo vedere le prove dai recenti arresti che la rete terroristica sia estesa su di noi, come su tutta Europa, e sul resto del mondo. La cosa più paurosa su questa gente è la possibile commistione di fanatismo e di tecnologia capace di portare sul bersaglio distruzione di massa". (4)

Gli arresti di massa
Gli arresti di massa di individui di origine mediorientale, dall'11 settembre 2001, basati su accuse infondate, non sono motivati da considerazioni sulla sicurezza. La loro principale funzione è di fornire "credibilità" alla campagna di paura e propaganda. Ogni arresto, ampiamente pubblicizzato dai media ufficiali, reitera giorno dopo giorno il tentativo di "dare un volto" a questo invisibile nemico. Tutto questo serve dunque ad offuscare il fatto che al-Qaeda è una creatura della CIA. Il "Nemico Numero Uno" non è un nemico, ma uno strumento. In altre parole, la campagna della propaganda realizza due importanti funzioni. Primo, deve assicurare che il nemico venga considerato una minaccia reale. Secondo, deve distorcere la verità, cioè deve nascondere "la relazione" tra questo "nemico fabbricato" ed il suo creatore nell'apparato militare e di intelligence. Inoltre, la natura e la storia di al-Qaeda di Osama bin Laden e le brigate Islamiche, fin dall'inizio della guerra Sovietico-Afghana, deve essere occultata e cancellata, poiché, se diventasse palese ad un più largo pubblico, la legittimazione della cosiddetta "guerra al terrorismo" collasserebbe come un castello di carte. E in questo processo verrebbe trascinata la legittimazione dei principali attori politici e militari.

Lo scandalo della "previa conoscenza dell'11/9"
Il 16 maggio 2002 i tabloid di New York rivelarono che "il Presidente Bush era stato avvertito di un possibile dirottamento prima degli attacchi terroristici" e non aveva agito. (5) La campagna di disinformazione era visibilmente bloccata dalle crescenti prove dei collegamenti CIA-Osama. Per la prima volta dall'11/9 i media ufficiali hanno accennato alla possibilità di una copertura dei più alti livelli dell'apparato statale USA. Coleen Rowley, agente FBI, che aveva messo sull'avviso l'FBI, giocava un ruolo chiave nello scatenare le crisi. Il suo controverso memorandum inviato al Direttore FBI Robert Mueller provava l'esistenza di "deliberati ostacoli" sulla strada dell'inchiesta sugli attacchi dell'11 settembre: "Pochi minuti dopo gli attacchi dell'11 settembre lo SSA David Frasca, il Direttore dell'Unità sul Fondamentalismo Radicale dello FBI, affermava che probabilmente era una pura coincidenza, e che non si dovesse fare nulla fino a che non si riceveva il loro permesso, perché potevamo far saltare qualcosa d'altro che era in corso altrove nel paese." (6) In risposta ad un'imminente crisi politica, la campagna di paura e disinformazione veniva super alimentata. La catena delle notizie venne improvvisamente inondata da rapporti ed avvertimenti di "futuri attacchi terroristici". Una dichiarazione dalle parole studiate accuratamente (visibilmente intesa a diffondere paura) del Vicepresidente Dick Cheney contribuì a preparare la scena: "Penso che le prospettive di futuri attacchi negli USA siano quasi una certezza... Potrebbe accadere domani, potrebbe accadere la prossima settimana, potrebbe accadere l'anno prossimo, ma loro continueranno a provarci. E noi dobbiamo essere preparati". (7) Quello che Cheney stava realmente dicendoci è che la nostra "attività di intelligence", che noi abbiamo creato, colpirà ancora. Ora, se al-Qaeda, questa "creatura della CIA", stesse progettando nuovi attacchi terroristici, ci si dovrebbe aspettare che la CIA come prima cosa rendesse noto tutto questo. Inoltre, con tutta probabilità, la CIA controlla i cosiddetti "preavvisi" che vengono
emanati da fonti CIA su "futuri attacchi terroristici" negli USA e in tutto il Mondo.

La struttura uniforme della propaganda
Dopo un'attenta analisi dei documenti su reali, "possibili" o "futuri" attacchi terroristici si nota che la campagna di propaganda esibisce una struttura uniforme. Simili concetti appaiono simultaneamente in centinaia di rapporti dei media:
- Essi si riferiscono a "fonti affidabili", un crescente volume di prove, cioè governo, intelligence o FBI.
- Essi invariabilmente indicano che i gruppi terroristi coinvolti hanno "legami con bin Laden" o al-Qaeda o sono "vicini a bin Laden".
- I rapporti spesso indicano la possibilità di attacchi terroristici, "presto o tardi" o "nei prossimi due mesi".
- I rapporti spesso sollevano il tema dei cd "bersagli facili", indicando la probabilità di vittime civili.
- Essi indicano che futuri attacchi terroristici potranno aver luogo in diversi paesi alleati (comprese Gran Bretagna, Francia, Germania) nei quali l'opinione pubblica è fortemente contrari alla guerra al terrorismo degli USA.
- Essi confermano la necessità per gli USA ed i loro alleati di iniziare azioni "preventive" dirette contro tali diverse organizzazioni terroriste e/o i governi stranieri che danno rifugio ai terroristi.
- Essi spesso puntano sulla probabilità che questi gruppi terroristi posseggano ADM, comprese armi biologiche e chimiche (ed anche armi nucleari). Vengono anche menzionati i collegamenti all'Iraq ed agli "stati canaglia" (discussi nella Parte I).
- Inoltre gli avvertimenti includono anche la messa in guardia contro "attacchi al suolo degli USA", e contro attacchi a civili nelle città dell'Occidente.
- Essi indicano gli sforzi intrapresi dalle autorità di polizia per catturare i presunti terroristi.
- Gli individui arrestati praticamente in tutti i casi sono musulmani e/o di origine mediorientale.
- I rapporti vengono anche usati per giustificare la legislazione della Homeland Security e la "schedatura etnica" e gli arresti in massa di presunti terroristi.
Questo schema di disinformazione nei media occidentali applica le solite frasi accattivanti e ritornelli, come si può vedere dai brani scelti nella stampa qui di seguito:
"I rapporti pubblicati, assieme alle nuove informazioni ottenute da fonti di intelligence e militari USA, indicano un crescente volume di prove che terroristi associati e/o vicini a Osama bin Laden stanno pianificando un importante attacco sul suolo USA. Sono obiettivi anche i paesi alleati che si sono uniti alla caccia mondiale alle cellule radicali musulmane votate allo scatenare nuove ondate di attacchi terroristici. L'attivazione da parte del governo USA di forze antiterrorismo arriva mentre l'FBI emette il 14 nov. l'avvertimento che un nuovo "spettacolare" attacco terroristico potrebbe essere prossimo, presto piuttosto che tardi. Altrove, il governo australiano ha emesso un avvertimento senza precedenti ai propri cittadini che terroristi di al-Qaeda potrebbero lanciare attacchi entro i prossimi due mesi". (8)
"Sebbene il Direttore della CIA George Tenet abbia detto in una recente testimonianza al Congresso che "un tentativo di condurre un altro attacco sul suolo USA è certo", un terzetto di ex alti funzionari CIA hanno messo
in dubbio la possibilità di qualsiasi attacco terroristico "spettacolare" all'interno degli USA." (9)
"I tedeschi sono nervosi dall'epoca degli attacchi terroristici negli Stati Uniti, per paura che il loro paese sia un bersaglio per il terrorismo. Diversi dei dirottatori degli attacchi dell'11 sett. hanno programmato le loro mosse ad Amburgo. (10)
"Il 18 dicembre, un ex funzionario governativo, conservando l'anonimato, parlando ai giornalisti relazionava sull'alta probabilità di un attentato terroristico, "prima o poi". Egli indicava come potenziali obiettivi hotels e centri commerciali. Il funzionario, nello specifico, prevedeva un possibile attentato con armi chimiche nella metropolitana di Londra, il rilascio di virus del vaiolo, l'avvelenamento delle riserve idriche e attacchi distruttivi
contro "obiettivi da cartolina postale" come il Big Ben e Canary Warf. L'allarme "prima o dopo" avveniva di seguito ad un avvertimento del Ministero dell'Interno della fine di novembre che affermava che radicali Islamici potevano usare vilmente bombe o gas velenosi per infliggere stragi di proporzioni vastissime alle città Britanniche. Tutto questo produceva grandi titoli sui giornali, ma l'allarme veniva rapidamente ritirato nel timore che potesse produrre panico pubblico." (11)
"Il messaggio di ieri era che questi terroristi, comunque sconosciuti, ci stanno provando, e, prima o poi, potrebbero passare attraverso le difese di Londra. Gli esperti hanno detto ripetutamente che il Regno Unito, con il suo forte sostegno agli USA ed alla loro guerra al terrorismo, è un obiettivo autentico e realistico per i gruppi terroristi, compresa la rete di al-Qaeda guidata dalla mente dell'11 settembre Osama bin Laden. (12)
Citando Margaret Thatcher: "Solamente l'America ha la capacità ed i mezzi per trattare con Osama bin Laden o Saddam Hussein o gli altri malvagi psicopatici che prima o poi gli si troveranno davanti". (13)
Secondo un recente allarme del Dipartimento di Stato USA "L'aumentata sicurezza alle installazioni ufficiali USA ha portato i terroristi a cercare obiettivi più facili come aree residenziali, club, ristoranti, luoghi di preghiera, alberghi, scuole, eventi ricreativi all'aperto, villaggi, spiagge ed aeroplani". (14)

Attacchi terroristici reali
Per essere "efficace" la campagna di disinformazione e paura non può affidarsi solamente ad inconsistenti "avvertimenti" di futuri attacchi, essa richiede anche fatti di terrorismo "reali" o "incidenti" che forniscano credibilità ai piani di guerra dell'amministrazione. La propaganda si appoggia sulla necessità di implementare "misure di emergenza" come anche di implementare azioni militari di rappresaglia. Lo scatenamento di "incidenti come pretesto per la guerra" è parte delle ipotesi del Pentagono. Nei fatti è una parte integrale della storia militare USA. (15) Infatti, nel 1962 il Capo degli Stati Maggiori riuniti aveva ideato un piano segreto intitolato "Operatione Northwoods" per provocare deliberatamente delle vittime civili per giustificare l'invasione di Cuba: "Possiamo far esplodere una nave USA nella Baia di Guantanamo ed incolpare Cuba", "Possiamo sviluppare una campagna di terrore comunista cubano nell'area di Miami, in altre città della Florida e persino a Washington" "le liste delle vittime nei quotidiani USA provocherebbero un utile ondata di indignazione nazionale". (V. il documento declassificato Top Secret 1962 titolato "Justification for U.S. Military Intervention in Cuba" (16) (V. Operation Northwoods at http://www.globalresearch.ca/articles/NOR111A.html ). Non vi sono prove che il Pentagono e la CIA abbiano giocato un ruolo diretto nei recenti attacchi terroristici. Questi sarebbero stati messi in atto da organizzazioni, o da cellule di queste organizzazioni, che operano in modo del tutto indipendente, con un certo grado di autonomia. Questa autonomia è tipica, è nella vera natura di una operazione segreta di intelligence spionistica. Essa non è necessariamente a conoscenza del ruolo che svolge per conto dei suoi sponsor dell'intelligence. Un recente (2002) documento ufficialmente classificato, è sta redatto per dare un indirizzo alle richieste del Pentagono per la formazione di un cosiddetto " Gruppo di Operazioni Pre-attive e Preventive" (P2OG) per lanciare operazioni segrete mirate a "stimolare reazioni" tra i terroristi e gli stati che posseggono armi di distruzione di massa, cioè, per esempio, spingere all'azione cellule terroriste ed esporsi ad attacchi di "pronta risposta" da parte delle forze USA". (17) L'iniziativa P2OG non è niente di nuovo. Essa sostanzialmente amplia un esistente apparato di operazioni coperte. E' ampiamente documentato che la CIA ha sostenuto gruppi terroristi dall'era della Guerra Fredda. Questo "spingere le cellule terroriste" con operazioni coperte di intelligence spesso richiede l'infiltrazione e l'addestramento di gruppi radicali collegati ad al-Qaeda. Il supporto segreto da parte dell'apparato militare e di intelligence USA è stato convogliato alle varie organizzazioni terroriste islamiche attraverso una complessa rete di intermediari e satelliti dell'intelligence. Inoltre, numerose dichiarazioni ufficiali e rapporti di intelligence confermano collegamenti recenti (nell'era post Guerra Fredda) tra le unità militari di intelligence USA ed operativi di al-Qaeda, come è accaduto in Bosnia (metà anni '90), Kosovo (1998-99) e Macedonia (2001). (18) Il Comitato del Partito Repubblicano al Congresso USA in un rapporto del 1997 indica l'aperta collaborazione tra i militari USA ed operativi di al-Qaeda durante la guerra civile in Bosnia. (19) (V. US Congress, 16 January 1997, http://www.globalresearch.ca/articles/DCH109A.html)

Legami tra al-Qaeda ed il servizio informazioni militare del Pakistan (ISI)
E' veramente rivelante che praticamente in tutti i fatti di terrorismo post 11/9 venga detto che l'organizzazione terrorista ha "legami con al-Qaeda di Osama bin Laden". Questo, di per sé, risulta un capitolo cruciale nell'informazione. Chiaramente, il fatto che al-Qaeda sia una creatura della CIA non viene mai menzionato negli articoli di stampa, e tanto meno considerato rilevante. I legami di queste organizzazioni terroriste (particolarmente di quelle in Asia) con l'intelligence militare del Pakistan (ISI) viene riconosciuto in pochi casi dalle fonti ufficiali e nei comunicati stampa. Confermato dal Council on Foreign Relations (CFR), si dice che alcuni di questi gruppi hanno collegamenti con l'ISI pakistano senza identificare la natura di tali collegamenti. Non c'è bisogno di dire che questa informazione è fondamentale per identificare i mandanti di questi attacchi terroristici. In altre parole, viene detto che l'ISI sostiene queste organizzazioni terroriste mentre allo stesso tempo mantiene stretti legami con la CIA.

L'attentato di Bali (ottobre 2002)
L'attentato di Bali nella località balneare di Kuta, ha prodotto quasi 200 morti, in prevalenza turisti Australiani. Si è detto che l'attentato è stato perpetrato dal Jemaah Islamiah, un gruppo che opera in diversi paesi dell'Asia Sudorientale. Resoconti stampa e dichiarazioni ufficiali puntano agli stretti legami tra il Jemaah Islamiah (JI) e al-Qaeda. Il "capo operazioni" del JI è Riduan Isamuddin, alias Hambali, un veterano della guerra sovietico-afghana che è stato addestrato in Afghanistan e Pakistan. Secondo un rapporto dell'UPI: "La guerra [sovietico-afghana] ha procurato le opportunità per figure chiave di questi gruppi, che andarono in Afghanistan, di provare in prima persona la gloria del jihad. Molti dei radicali detenuti a Singapore ed in Malesia hanno ricevuto la loro ispirazione ideologica dalle attività dei mujahideen in Afghanistan e Pakistan." (20) Quello che il rapporto trascura di far menzione è che l'addestramento dei Mujahideen in Afganistan e nel Pakistan era dovuto ad una iniziativa portata avanti dalla CIA e lanciata sotto la Presidenza di Jimmy Carter nel 1979, utilizzando l'ISI Pakistano come intermediario.

Collegamenti del JI all'intelligence militare indonesiano
Vi sono indizi che, oltre ai suoi presunti collegamenti con al-Qaeda, il Jemaah Islamiah ha pure collegamenti con l'intelligence militare indonesiano, che a sua volta ha collegamenti con la CIA e l'intelligence australiano. I collegamenti tra Ji ed il Servizio Informazioni indonesiano (BIN) sono riconosciuti dall'International Crisis Group (ICG): Questo collegamento [del JI con il BIN] deve essere indagato più approfonditamente: esso non significa necessariamente che l'intelligence militare stesse operando con il JI, ma solleva una questione sulla misura di quanto sapesse o se avrebbe potuto scoprire di più sulla JI di quanto abbia riconosciuto". (21) (International Crisis Group, http://www.crisisweb.org/projects/s...fm?reportid=845 , 2003) Comunque l'ICG non menziona che l'apparato di intelligence dell'Indonesia è controllato dalla CIA da più di 30 anni. Dopo l'attentato dell'ottobre 2002 a Bali, un contraddittorio rapporto proveniente dagli alti gradi indonesiani indicava il coinvolgimento del capo dell'intelligence indonesiano generale A. M. Hendropriyono e della CIA: "L'agenzia ed il suo direttore, Gen. A. M. Hendropriyono, sono bene considerati dagli Stati Uniti e da altri governi. Ma qui vi sono anche alti ufficiali dell'intelligence che credono che dietro l'attentato vi sia la CIA". (22) In risposta a queste dichiarazioni, l'amministrazione Bush ha chiesto che il Presidente Megawati Sukarnoputri negasse pubblicamente il coinvolgimento degli USA negli attentati. Non venne emessa nessuna ritrattazione ufficiale. Non solo il Presidente Megawati rimase silenziosa in proposito, ma accusò anche gli USA di essere: "una superpotenza che obbliga il resto del mondo ad andare con essa. Vediamo come l'ambizione di conquistare altre nazioni abbia portato ad una situazione nella quale non vi è più pace a meno che il mondo intero non accondiscenda alla volontà dei soli con la potenza e la forza". (23) Nel frattempo l'amministrazione Bush aveva usato gli attentati di Bali per promuovere la sua campagna di paura: "Lunedì il Presidente Bush ha detto che egli ritiene che al-Qaeda sia responsabile del mortale attentato in Indonesia e che è preoccupato per nuovi attacchi negli Stati Uniti". (24) "La notizia [riguardante l'attentato di Bali] è arrivata mentre funzionari dell'intelligence USA avvertivano che nei prossimi mesi ci si possono aspettare altri attentati come quello in Indonesia, in Europa, in estremo oriente o negli USA". (25)

L'insabbiamento
I collegamenti del JI al servizio informazioni indonesiano non sono mai stati citati nell'indagine ufficiale del governo indonesiano, guidata dietro le scene dall'intelligence australiano e dalla CIA. D'altra parte, dopo breve tempo dall'attentato dinamitardo, il Primo Ministro Australiano John Howard "ha ammesso che le autorità Australiane erano state allertate su possibili attentati a Bali, ma venne scelto di non dar credito all'avvertimento." (26) Inoltre, alla vigilia degli attentati, il governo Australiano aveva deciso di operare con il Kopassus, Forze Speciali Indonesiane, nella cosiddetta "guerra al terrorismo".

Australia: "Vantaggiosa Ondata di Indignazione"
Ricordando l'Operazione Northwoods, l'attentato di Bali è servito a scatenare "una vantaggiosa ondata di indignazione". (27) Ha contribuito a indurre l'opinione pubblica Australiana a favore dell'invasione USA dell'Iraq, e contemporaneamente a indebolire il movimento di protesta contro la guerra. Dopo l'attentato di Bali il governo australiano ha aderito "ufficialmente"alla "guerra al terrorismo" guidata dagli USA. Esso non ha utilizzato gli attentati di Bali come pretesto solamente per integrarsi completamente nell'asse militare USA-GB, ha anche adottato drastiche misure poliziesche dirette contro i propri cittadini, come la "schedatura etnica": "Il Primo Ministro John Howard recentemente ha fatto la straordinaria dichiarazione che è preparato ad eseguire attacchi militari preventivi nei vicini paesi asiatici contro terroristi che pianificano di attaccare l'Australia. Le agenzie di intelligence australiane sono anche molto preoccupate sulla probabilità di un attacco di al-Qaeda con armi nucleari. (28)

Gli attentati al Parlamento Indiano del dicembre 2001
Gli attacchi terroristici al Parlamento indiano del dicembre 2001, che hanno contribuito a spingere l'India ed il Pakistan sull'orlo della guerra, sono stati presumibilmente eseguiti da due gruppi ribelli con base in Pakistan, il Lashkar-e-Taiba ("Esercito dei puri") ed il Jaish-e-Muhammad ("Esercito di Maometto"). I resoconti stampa hanno riconosciuto i legami di entrambe i gruppi con al-Qaeda, senza comunque menzionare che essi erano direttamente sostenuti dall'ISI pakistano. Il Council on Foreign Relations (CFR) a questo riguardo conferma che: "attraverso la sua Interservices Intelligence agency (ISI), il Pakistan ha fornito finanziamenti, armi, installazioni per l'addestramento, ed aiuto per l'attraversamento dei confini al Lashkar ed al Jaish… A molti era stato dato addestramento ideologico nelle stesse madrasas, o seminari musulmani, che hanno insegnato ai talebani ed ai combattenti stranieri in Afghanistan. Essi hanno ricevuto addestramento militare in campi in Afghanistan o in villaggi del Kashmir controllato dal Pakistan. Gruppi estremisti [sostenuti dall'ISI] recentemente hanno aperto diverse nuove madrasas in Azad Kashmir." (29) (Council on Foreign Relations at http://www.terrorismanswers.com/groups/harakat2.html , Washington 2002) Ciò che il CFR non cita è la cruciale relazione tra l'ISI e la CIA ed il fatto che l'ISI continua a sostenere il Lashkar, il Jaish ed il movimento attivista Jammu and Kashmir Hizbul Mujahideen (JKHM), mentre collabora anche con la CIA. Ironicamente, confermato dagli scritti di Zbigniew Brzezinski (che è giusto membro del CFR), l'addestramento di questi "combattenti stranieri" è stata un'iniziativa della politica estera USA, lanciata durante l'amministrazione Carter nel 1979 all'inizio della guerra sovietico-afghana. Simultaneamente con l'accordo di pace di Ginevra del 1989 ed il ritiro sovietico dall'Afghanistan, l'ISI è stato strumentale nella creazione del movimento attivista Jammu and Kashmir Hizbul Mujahideen (JKHM). (30) L'opportuno attacco al Parlamento indiano, seguito dai tumulti etnici nel Gujarat all'inizio del 2002, fu il punto culminante di un processo iniziato negli anni '80, finanziato con il denaro della droga ed assistito dall'intelligence militare del Pakistan.

Smantellare la campagna della propaganda, costruire il consenso contro la guerra
Noi ci troviamo nella congiuntura della crisi più pericolosa della storia moderna, che richiede un grado mai realizzato in precedenza di solidarietà, coraggio e impegno. La guerra dell'America, che include l'uso di "primo intervento" delle armi nucleari, minaccia il futuro dell'umanità. Molte delle giustificazioni per fare questa guerra senza confini poggiano sulla legittimazione del programma antiterrorismo dell'amministrazione Bush. Quest'ultimo fa parte della campagna di propaganda, che a sua volta viene usata per ottenere il sostegno della popolazione USA per una incondizionata accettazione dell'agenda di guerra. Negli Stati Uniti, e in tutto il mondo, il movimento contro la guerra ha guadagnato impulso. Mentre milioni di persone si sono unite contro la guerra, la campagna di terrore e di disinformazione dell'Amministrazione Bush, diffusa dal sistema dei media, è servita a sostenere la precaria legittimazione dell'amministrazione Bush. A questo bivio critico, il movimento contro la guerra/per la democrazia deve necessariamente portarsi ad un livello più alto, che parli delle principali funzioni della macchina propagandistica dell'amministrazione. Lo scopo primario della propaganda è di sostenere la legittimità dei governanti ed assicurare loro il potere.

Minare il "diritto di governare" dell'amministrazione Bush
In altre parole, la mobilitazione del sentimento contro la guerra non basta per far indietreggiare la marea montante della guerra. Ciò che è necessario, è di mettere in dubbio la legittimazione dei principali protagonisti politici e militari, rivelare il vero volto dell'Impero Americano e di sottolineare il modo criminale di condurre la politica estera. Infine, quello che è necessario è mettere in discussione e eventualmente minare il "diritto di governare" dell'amministrazione Bush. Rivelare le bugie dell'amministrazione Bush è la base per distruggere la legittimazione dei principali protagonisti politici e militari. Anche se la maggioranza della popolazione è contro la guerra, questo in realtà non impedirà che la guerra si scateni. L'obiettivo della campagna di propaganda è quello di sostenere le menzogne che supportano la legittimazione dei principali attori, politici e militari, compresi Bush, Cheney, Rumsfeld, Ashcroft, Tenet, Armitage, Rice, e altri. Finché il gabinetto Bush viene considerato un "governo legittimo" agli occhi del popolo e dell'opinione pubblica mondiale, che abbia o no il sostegno del pubblico esso porterà a termine il piano di invasione dell'Iraq. In altri termini, questa legittimazione deve essere demolita! Questo vale anche per la Gran Bretagna, dove la maggioranza della popolazione è contraria alla guerra condotta dagli USA; devono essere promosse azioni con il risultato definitivo della caduta del Governo Blair e il ritiro della Gran Bretagna dalla coalizione militare con a capo gli Stati Uniti. Una condizione necessaria per abbattere i detentori del potere è di indebolire e finalmente smantellare la loro campagna propagandistica. Come raggiungere al meglio questo obiettivo? Mettendo completamente a nudo le menzogne che stanno sotto alla "guerra al terrorismo" e rivelando la complicità dell'Amministrazione Bush negli eventi dell'11 settembre. Questo è un grande inganno, è la più grande menzogna della storia USA. Il pretesto per la guerra non regge ed i governanti dovrebbero essere rimossi. Inoltre, è importante mostrare che il "Nemico Numero Uno" è una montatura costruita. Gli attentati terroristici sono assolutamente reali, ma chi c'è dietro di loro? Le operazioni coperte a sostegno delle organizzazioni terroriste, inclusa la storia dei collegamenti di al-Qaeda con la CIA dalla guerra sovietico-afghana, devono essere completamente rivelati perché essi sono in relazione diretta con l'ondata di attentati terroristici che si sono verificati dall'11 settembre, dei quali si è detto che sono tutti collegati ad al-Qaeda. Per invertire la marea, è necessaria la diffusione di informazioni a tutti i livelli, che neutralizzi la campagna propagandistica.

La verità scalza ed eclissa la menzogna
E la verità è che l'amministrazione Bush di fatto sostiene il terrorismo internazionale come pretesto per fare la guerra all'Iraq. Una volta che la verità venga compresa completamente, la legittimazione dei governanti crollerà come un castello di carte. Ma possiamo raggiungere questo obiettivo solamente contrastando efficacemente la campagna di propaganda ufficiale. La forza ed il successo dei grandi raduni contro la guerra negli USA, nell'Unione Europea ed in tutto il mondo dovrebbero gettare le fondamenta di una rete permanente composta da decine di migliaia di comitati locali contro la guerra nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle parrocchie, nelle scuole, nelle università ecc. Alla fine è attraverso questa rete di controinformazione che la legittimazione di coloro che "governano in nostro nome" sarà disputata. Per far deragliare i piani di guerra dell'amministrazione Bush ed incapacitare la sua macchina della propaganda nei prossimi mesi dobbiamo raggiungere i nostri concittadini in tutto il paese, negli USA, in Canada ed in tutto il mondo, i milioni di persone comuni che sono state ingannate sulle cause e le conseguenze di questa guerra, per non dire delle implicazioni della legislazione sulla Sicurezza della Nazione dell'amministrazione Bush, che sostanzialmente pone le basi per la costruzione di uno stato di polizia. Questa iniziativa richiede la diffusione di informazioni in un'ampia rete di associazioni di base, con lo scopo di indebolire ed infine invalidare la macchina della propaganda dell'amministrazione Bush. Quando le menzogne, incluse quelle riguardanti l'11 settembre, saranno rivelate e comprese da tutti, la legittimazione dell'amministrazione Bush sarà distrutta, il Grande Fratello non avrà gambe sulle quali sostenersi, nessuna guerra della quale nutrirsi. Mentre questo non necessariamente risulterà in un fondamentale e significativo "cambio di regime" negli USA, un nuovo "consenso antiguerra" sarà emerso, ed alla fine preparerà il terreno per una più ampia lotta contro il Nuovo Ordine Mondiale e la ricerca del dominio globale da parte dell'Impero Americano.

Michel Chossudovsky
28 gennaio 2003
http://globalresearch.ca/articles/CHO301B.html



NOTE
1. Washington Post, 25 gennaio 2003.
2. Ibid
3. Chicago Sun, 31 dicembre 2002.
4. Reuters, 21 febbraio 2003
5. See Ian Woods, Conspiracy of Silence, McKinney Vindicated, Global Outlook, No. 2, 2002.
6. Coleen Rowley, Memo To FBI Director Robert Mueller, citato in Global Outlook, No. 3, 2003, p. 28.
7. The Boston Globe, 5 giugno 2002.
8. Insight on the News, 3 febbraio 2003.
9. UPI, 19 dicembre 2002.
10. New York Times, 6 gennaio 2003.
11. Toronto Star, 5 gennaio 2003.
12. The Scotsman, 8 gennaio 2003.
13. UPI, 10 dicembre 2002.
14. AFP, 3 gennaio 2003.
15. V. Richard Sanders, War Pretext Incidents, How to Start a War, Global Outlook, pubblicato in due parti, Issues 2 and 3, 2002-2003.
16. Operazione Northwoods, documento top secret declassificato inviato dal Capo di S.M. riuniti al Segretario della Difesa Robert McNamara il 13 marzo 1962, http://www.globalresearch.ca/articles/NOR111A.html .
17. William Arkin, The Secret War, The Los Angeles Times, 27 ottobre 2002.
18. V. Michel Chossudovsky, War and Globalisation, The Truth behind September 11, Global Outlook, 2003, Chapter 3, http://globalresearch.ca/globaloutlook/truth911.html
19. V. Clinton-Approved Iranian Arms Transfers Help Turn Bosnia into Militant Islamic Base, Congressional Press Release, US Congress, 16 gennaio 1997, http://www.globalresearch.ca/articles/DCH109A.html
20. UPI, 6 gennaio 2002.
21. International Crisis Group, Indonesia Backgrounder: How The Jemaah Islamiyah Terrorist Network Operates, http://www.crisisweb.org/projects/s...fm?reportid=845 , 2003
22. Raymond Bonner e Jane Perlez, More Attacks on Westerners Are Expected in Indonesia, New York Times, 25 novembre 2002
23. Citato in Raymond Bonner e Jane Perlez, op cit.
24. USA Today, 15 ottobre 2002.
25. Business AM, 15 ottobre 2002.
26. Christchurch Press, 22 novembre 2002), (Simili avvertimenti vennero fatti dalla CIA)
27. Operazione Northwoods, op cit.
28. Insight on the News, 3 febbraio 2003.
29. Council on Foreign Relations: http://www.terrorismanswers.com/groups/harakat2.html , Washington 2002.
30. See K. Subrahmanyam, Pakistan is Pursuing Asian Goals, India Abroad, 3 novembre 1995.

ALLEGATO
Le prove che successive amministrazioni USA hanno sostenuto al-Qaeda vengono riassunte qui sotto (i riferimenti contengono una selezionata bibliografia):
- Le "Brigate Islamiche" sono una creazione della politica estera USA. Nell'era post Guerra Fredda la CIA continua a sostenere ed utilizzare al-Qaeda di Osama bin Laden nelle sue operazioni coperte. Nel gergo standard della CIA, al Qaeda è classificata come una "attività di intelligence".
- Il Congresso USA ha documentato in dettaglio i collegamenti tra al-Qaeda e le agenzie del governo USA durante la guerra civile in Bosnia-Herzegovina, ed anche in Kosovo e Macedonia.
- Le prove confermano che al-Qaeda è sostenuta dall'intelligence militare del Pakistan, l'Inter-services Intelligence (ISI). E' ampiamente documentato che si suppone che l'ISI abbia giocato un ruolo di copertura nel finanziare gli attentati dell'11/9. L'ISI ha una stretta relazione operativa con la CIA.
- L'ISI pakistano ha ugualmente sostenuto varie organizzazioni terroriste islamiche, mentre collaborava anche con la CIA.
- Questi vari gruppi terroristi sostenuti dall'ISI pakistano operano con un certo grado di autonomia in relazione ai loro sponsor segreti, ma alla fine agiscono in maniera da servire gli interessi USA.
- La CIA tiene traccia delle sue "attività di intelligence". Ampiamente documentato, i nascondigli di Osama bin Laden sono noti. Al-Qaeda è infiltrata dalla CIA. In altre parole, non vi sono stati "fallimenti dell'intelligence"! I terroristi dell'11/9 non hanno agito di propria volontà. I dirottatori suicidi erano gli strumenti di un'operazione di intelligence accuratamente pianificata.
Per ulteriori dettagli consultare: Centre for Research on Globalization, 9/11 Reader, che costituisce un'estesa bibliografia a http://globalresearch.ca//by-topic/sept11/
V. pure Michel Chossudovsky, War and Globalisation, The Truth behind September 11, Global Outlook, 2002
http://globalresearch.ca/globaloutlook/truth911.html ,
Centre for Research on Globalization, Foreknowledge of 9/11 Una raccolta di articoli e documenti del CRG a supporto dell'indagine sull'11/9, http://globalresearch.ca/articles/CRG204A.html

---
Copyright Michel Chossudovsky, CRG 2002. Tutti i diritti riservati.
Viene concesso il permesso di inviare questo testo ai siti Internet non commerciali, indicando la fonte e l' URL specifico, senza alcuna variazione del saggio e pubblicando la nota del copyright. Per pubblicare questo testo, o brani del testo, in forma stampata e/o in altre forme, inclusi siti Internet commerciali, contattare il Centro per la ricerca sulla globalizzazione, CRG a editor@globalresearch.ca

Nessun commento:

Posta un commento