sabato 10 agosto 2013

La pericolosità del nuovo mondo (Rigolf Hennig)

Gli Stati Uniti e le lobbies mondialiste hanno posto le premesse della III Guerra mondiale di Rigolf Hennig

Un vecchio articolo (2000) può servire per non perdere di vista la realtà dei fatti.

Ormai ogni osservatore degli avvenimenti internazionali lo sa: il 21° secolo sarà caratterizzato da guerre, ma ancora non si sa se esse saranno regionali o globali. Le opinioni divergono su questo argomento. Gli uni stimano che non si produrranno più i conflitti classici di tipo militare, gli altri pensano che le potenzialità conflittuali si accumulino su scala regionale. Rigolf Hennig crede da parte sua che stiamo per passare (o che siamo già passati) da una seconda Guerra mondiale, conclusa senza mai essere stata seguita da un trattato di pace, ad una Terza Guerra mondiale. Speriamo che il prossimo decennio non gli dia ragione.
- SYNERGIES EUROPÉENNES -



Nessuno vuole la guerra, ma nessuno oggi si accorge dei segni premonitori del nuovo conflitto globale che si delinea all’orizzonte. Pertanto, l’occhio dell’osservatore intelligente non può più tralasciare niente.

Sono gli stessi cenacoli che la preparano, quelli che hanno innescato le due guerre mondiali, del 1914-18 e del 1939-45, che, di fatto, hanno formato insieme una guerra di 30 anni. Questi cenacoli sono le conventicole di coloro che approfittano delle guerre, che non tollerano alcuna potenza a fianco della loro e che attaccano senza tregua tutti coloro che si oppongono al loro "ordine mondiale". Questa guerra di 30 anni che tutti credevano terminata, ma che in realtà era mascherata da un armistizio, corre il rischio di diventare una guerra di 100 anni.

Il motivo? Il danaro! Le guerre rendono danaro, molto danaro, e l'enorme bolla finanziaria sospesa sul mondo rischia di scoppiare assai presto, se essa non viene investita nella catastrofe della guerra che, in qualsiasi caso, permetterà di accumulare dei profitti.



A questa necessità finanziaria di fare la guerra si aggiunge una nuova configurazione geostrategica, che si sta via via sviluppando e rischia di tagliare, con la precisione di un paio di cesoie, il filo conduttore della strategia globale americana, elaborata presso gli intellettuali della costa atlantica.

Questo nuovo elemento geostrategico è rappresentato dalla nuova potenza continentale cinese che cresce regolarmente e silenziosamente di forza ogni anno, ogni mese e ogni giorno, non solo all’interno del suo spazio di base cinese, ma nel mondo intero, ovunque vivano dei Cinesi.

La Cina dispone della carta strategica di un enorme esercito permanente di terra e di una riserva smobilitata e si dota sempre più di tecnologie ipermoderne delle quali è in grado di servirsi, compresi missili, armi atomiche e tecnologie informatiche; contemporaneamente, gli Stati Uniti perdono la loro compattezza demografica sul proprio territorio, dove l’immigrazione dei Latini e le rivendicazioni dei Neri non cessano di accrescersi, indebolendo l’edificio sociale. Se gli strateghi della costa dell’Est vogliono veramente dominare il mondo a venire, allora devono intervenire il più rapidamente possibile. Ora o mai più!

Questi uomini sono perfettamente coscienti della situazione. Essi l’hanno prevista e hanno preparato le loro risposte. Si può trarre questa conclusione dopo aver osservato alcuni prolegomeni. Il giornalista Günter Leykles li ha riassunti brillantemente in una sinossi didattica, apparsa tra il giugno 1999 e il marzo 2000). Ecco i punti principali:

- I lavori preparatori per giungere ad una unione monetaria ed economica mondiale, sotto la direzione del FMI, sono stati ultimati.

- In Europa occidentale, l'addestramento, l’inquadramento e la preparazione al combattimento di "forze di mantenimento della pace", sotto l’egida degli Stati Uniti, sono ugualmente stati conclusi e inglobano tutti gli uomini in grado di combattere negli eserciti dell’Europa occidentale.

- Le "epurazioni" a cui si è assistito tra i ranghi della Bundeswehr tedesca hanno allontanato tutte le personalità che hanno ancora una coscienza nazionale; questa epurazione è un lavoro preliminare per assicurarsi le spalle sul piano operativo.

- La trasformazione di tutte le grandi aziende in società anonime internazionali, che, in fin dei conti, sono tutte accreditate alla Borsa di New York, colloca inesorabilmente il controllo dell’economia mondiale e dei capitali nelle mani dei sostenitori del "Mondo Unipolare". Alla fine, noi otteniamo una sorta di Stato mondiale che assorbe senza riguardo le economie nazionali.

- La rete ECHELON permette, in questo contesto, di sorvegliare strettamente l’insieme delle attività di tutti i cittadini, di qualunque paese essi siano.

- L'accerchiamento della Russia è stato completato. I Balcani servono da testa di ponte per controllare il corridoio caucasico, allo scopo di impadronirsi del bacino del Caspio in Asia centrale.

- Contemporaneamente, l’accerchiamento della Cina giunge così al completo..

Dopo gli ultimi avvenimenti, il Vietnam parteciperà anch’esso a questo accerchiamento, mentre, recentemente, a Taiwan, si è insediato alla poltrona presidenziale un uomo che ha chiaramente rifiutato una rapida riunificazione delle due Cine.

Infine, Clinton si è recato in India, per tentare, sembra con un certo successo, di ottenere almeno una benevola neutralità da parte di questo sub-continente ormai dotato dell’arma nucleare.

Questa evoluzione si accelera rapidamente, anche se si ha ancora l’impressione di essere di fronte ad un mosaico di elementi disparati, ma, a forza di esercitare l’occhio, si finisce per trovarsi di fronte ad una immagine che suscita spavento od orrore.

Pensiamo a certe politiche in apparenza anodine, come la raccomandazione ufficiale di aumentare la scorta dei combustibili petroliferi da riscaldamento, "nel caso che questo venga razionato per un periodo di quattro anni". Dunque il processo di razionamento dei combustibili per riscaldamento è in corso.

Più chiaro ancora: in Germania, tutte le persone che appartengono per la loro professione al settore sanitario, compresi i medici, hanno appena ricevuto un numero di registrazione nel gennaio 2000, che concede loro una priorità, “secondo l’ordinanza del 26 novembre 1997 sulle telecomunicazioni e la sicurezza". Questa priorità riguarda le comunicazioni telefoniche classiche e l’accesso a internet; "in caso di catastrofe" gli interessati saranno connessi alle reti in modo più rapido. Le autorità tedesche prevedono dunque delle "catastrofi". Quali?

E ancora: il giornale svizzero Zeitfragen (21 febbraio 2000) riferisce che l’esercito elvetico, malgrado le restrizioni di bilancio, ha chiesto a 56 ospedali scelti su tutto il territorio della Confederazione, di dotarsi ciascuno, in due fasi, di 1000 letti supplementari, con relativo materiale e personale; perciò, 56.000 letti supplementari faranno parte della dotazione ospedaliera svizzera, anche se questo paese è già ben fornito in materia.

Che cosa prevedono dunque i governi tedesco e svizzero per affrontare un numero così elevato di vittime?

Tutti questi segnali, inequivocabili, ci fanno temere che la Germania sarà ancora il centro di una nuova catastrofe o bisogna credere, con i più ottimisti, che è già sin da ora preventivato che tutta l’Europa centrale divenga le retrovie del campo di una battaglia che si svolgerà verosimilmente tra il bacino del Caspio e l’Asia centrale. Ma lo spostamento del teatro delle operazioni non esclude minimamente che la Svizzera, l’Austria, l’Ungheria e la Germania saranno risparmiate o rimarranno al sicuro.

Molteplici scontri regionali possono servire da detonatore a questo prossimo grande conflitto. Ma io propendo piuttosto per Taiwan, da dove gli Americani minacciano la Cina continentale, per mezzo dei cino-nazionalisti dell’isola. Il giornale Der Preusse, nel suo numero del gennaio 2000, ha avanzato l’ipotesi che il conflitto si innescherà lì, ma sarà limitato, vista la potenza che la Cina continentale ha già accumulato. Ma, altri potrebbero anche avanzare l’ipotesi che è proprio questa potenza che potrebbe divenire il detonatore e indurre i mondialisti a provocare questa guerra di cui hanno bisogno.

La Germania sarà in grado di proclamare la propria neutralità? E così gli altri Europei? Se essi ne hanno il coraggio, i mondialisti dovranno arretrare. Anche se provvisti del formidabile arsenale americano, essi non possono realizzare il loro programma senza gli Europei e senza i Tedeschi.



SYNERGIES EUROPÉENNES
Bruxelles, 28 maggio 2000
Segreteria Europea

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