Nel suo libro “La tendenza fondamentale del nostro tempo” Emanuele Severino notava come, ai tempi, in Europa, le uniche due istituzioni rimaste a difendere la concezione tradizionale della filosofia fossero la Chiesa cattolica e l’Unione Sovietica. Niente di strano, quindi, nel percorso esistenziale di Giovanni Lindo Ferretti, cantante dei CCCP, ex punk filosovietico ed amante della DDR (“Siamo stati assorbiti dal fascino retrò del posto: le divise, i militari e tutta la simbologia [...] Quell’attrazione non derivava da una scelta politica [...] ma dal fascino puro e semplice di Berlino Est”), tornato alle sue origini riscoprendosi cattolico e conservatore, ma di un conservatorismo contadino, legato alla terra. E i vecchi fan sono adirati, ma dovrebbero adirarsi con sé stessi, per non aver capito né il Ferretti nuovo né quello vecchio. Che poi è sempre lo stesso: è piuttosto il mondo che è cambiato.
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venerdì 31 ottobre 2014
CCCP. Una colonna sonora per la liberazione europea (Alberto Lodi)
CETERUM CENSEO N.A.T.O. DELENDAM ESSE
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Oltre la destra e la sinistra, materiali per la costituzione di un'Europa socialista e comunitaria. Rivoluzione conservatrice, nazional-bolscevismo.
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