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lunedì 10 agosto 2026

Io sono token

McLuan, AI, Blast, nazbol

Diventeremo tutti token?

Abbiamo pubblicato questo pezzo sulla rivista "Il Blast".

Tutti noi siamo entrati in un circo almeno una volta nella vita. Gli animali entrano nei cerchi, fanno cose che non sono tipiche degli animali e tutto grazie ai premietti e alla sofferenza. Durante il covid c’è stata una situazione circense simile: per molti è stato un periodo d’oro, molti si sono sentiti a proprio agio a far cose che non sono tipiche degli esseri umani, chiudendosi in gabbia e fuggendo dai propri simili. Chi è stato il nostro domatore? Siamo stati addestrati a rispondere agli input della rete neurale, tramite tanta sofferenza e qualche scarica di dopamina, così da sopportare la lenta atrofizzazione del nostro cervello.

Ma la mente deve pur avere un corpo, che è, diciamolo finalmente, il corpo capitalista, l’hardware, in fin dei conti un data center. Lo stato infantile o adolescenziale di consumatori di algoritmi in cui siamo finiti è coincidente con la forma tribale e animistica del cervello comune. Dice Mark Fisher

“Sotto il capitalismo, l’idea che i giocattoli siano privi di una forma di agentività risulta sempre meno sostenibile”.

E parlando del film Disney “Toy Story” ne fa notare la natura di iperfinzione: i giocattoli protagonisti del film, sono veri giocattoli da acquistare. Il desiderato, anche se ancora non esistente, è realizzabile e realizzato. Si potrà affermare facilmente che siamo di fronte alla mente del capitalismo, o meglio il capitalismo della mente, ossia il capitalismo che viene reso reale da quello che la mente desidera.
In un sistema del genere, comune, tribale, la politica, al nostro livello, svanisce.

Io sono protesi

Capitalismo e Intelligenza Artificiale, cosa mai potrebbe andare storto? 

Abbiamo pubblicato questo pezzo originariamente sulla rivista "Il Blast"


Blast, mcluan, AI, intelligenza artificiale e nazionalbolscevismo, Blast

Negli anni novanta Hulk Hogan, il simbolo yankee per eccellenza, andava a braccetto con Trump.

Nel 2017 Trump diventa presidente della Repubblica Nordamericana.

Anni fa Zelensky recitava come capo degli ucraini in una serie Tv, ora è diventato il Presidente dell’Ucraina.

Si potrebbe continuare ad andare avanti (o indietro), ma il risultato non cambia.


Non è la realtà a trasmettersi sui media, ma sono i media a plasmare la realtà.


E questo succedeva semplicemente guardando la TV ogni tanto, mentre giocavamo a pallone per la strada e mandavamo le letterine d’amore alle compagne di classe.

Cosa succederà, che conseguenze avrà invece adesso che chiediamo all’intelligenza artificiale anche se è meglio mangiare il Magnum bianco o il cornetto Algida?

Il nostro rapporto con la tecnica è sempre stato estremamente misterioso e le più interessanti riflessioni degli uomini sono sempre state quelle del rapporto fra la nostra specie o la natura e la tecnica e la tecnologia.

domenica 5 settembre 2021

Transumanesimo per le élite: l'estrema religione del capitale (Jean Claude Michéa)

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Come spesso accade, è il mediaticissimo Raphaël Liogier – del quale tutti conoscono già le grandi capacità di predizione su qualsiasi tema relativo all’Islam – che ha saputo formulare con maggiore franchezza, o forse con più ingenuità, i postulati di base della nuova sinistra siliconista (per riprendere l’espressione di Pierre Musso). «È un po’ narcisistico – dichiarava nel 2015 – pensare che il meglio, l’assoluto, l’ideale, sia l’uomo così come esiste oggi […]. Chi lo dice? Giusto quel genere di uomo che, avendo molta paura di cambiare, ha bisogno di ritrarsi. Si potrebbe dire che è una forma equivalente al nazionalismo. Ci si ritrae nella propria identità, ma in questo caso si tratta della propria identità corporea» [a] (cfr. Peste islamiste, anthrax transhumaniste: le temps des inhumains, testo accessibile in rete sull’eccellente sito di Pièces et main-d’oeuvre, 2016). Di fronte a questa strana fascinazione per un uomo del futuro geneticamente modificato (variante liberista dell’uomo nuovo di san Paolo e di Stalin) [b], coperto dalla testa ai piedi di microchip, biologicamente liberato dal pesante fardello del sonnellino [c] e connesso in tempo reale a tutti i suoi cloni sparsi sul pianeta (deve servire un bel po’ di odio rivolto verso di sé per arrivare a voler cambiare l’identità fino a questo punto e non avere quindi più altro sogno che quello di diventare un puro e semplice individuo tecnologicamente assistito), viene inevitabilmente da pensare alla celebre battuta del critico americano: «Se i fascisti dovessero mai tornare tra noi, non avranno più la camicia nera o bruna, ma il camice bianco» [d].

sabato 3 aprile 2021

"Lo dice la scienza": ossia la barbarie dello specialismo (J. Ortega Y Gasset)

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Presentiamo uno stralcio di 
La ribellione delle masse, libro scritto nel 1929 da José Ortega y Gasset; interessante per riflettere sul "cretinismo scientifico" oggi dominante in larghi strati della società. 

La tesi era che la civiltà del secolo XIX ha prodotto automaticamente l’uomo‐ massa. Conviene di non chiudere la sua esposizione generale senza analizzare, in un caso particolare, il meccanismo di questa produzione. In tal modo, nel concretarsi, la tesi guadagna in forza persuasiva. 

Questa civiltà del secolo XIX, dicevamo, può riassumersi in due grandi dimensioni: democrazia liberale e tecnica. Consideriamo adesso soltanto quest’ultima. La tecnica contemporanea nasce dall’accoppiamento del capitalismo con la scienza sperimentale. Non tutta la tecnica è scientifica. 

Chi fabbricò nell’età preistorica le torce con la pietra focaia, mancava di senso scientifico non sospettando minimamente l’esistenza della fisica. 

Soltanto la tecnica moderna europea ha una radice scientifica, e da questa radice le deriva il suo carattere specifico, la possibilità di un progresso illimitato. Le altre tecniche ‐mesopotamiche, nilota, greca, romana, orientale‐ tendono fino a un punto di sviluppo che non possono sorpassare, e, appena lo raggiungono, cominciano a retrocedere in una misera involuzione. 

Questa prodigiosa tecnica occidentale ha reso possibile la meravigliosa prolificità della casta europea. Si ricordi il dato statistico da cui è partito questo saggio e che, come facemmo notare, racchiude in germe tutte queste meditazioni. Dal secolo V al 1800, l’Europa non giunge a ottenere una popolazione maggiore di 180 milioni. Dal 1800 al 1914 ascende a più di 460 milioni. Il salto è unico nella storia dell’umanità. Non si può dubitare che la tecnica ‐insieme alla democrazia liberale‐ ha generato l’uomo‐massa nel senso quantitativo di questa espressione. Però queste pagine hanno cercato di mostrare che è anche responsabile dell’esistenza dell’uomo‐massa nel senso qualitativo e peggiorativo del termine. 

venerdì 5 marzo 2021

La Tecnologia divoratrice di uomini (Ernst Niekisch)

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Ernst Niekisch
uno dei padri nobili del nazional bolscevismo attraverso questo articolo ci spiega una delle essenze di questa ideologia: l'individualismo moderno, prodotto dell'occidente liberale e tecnologico può essere sconfitto solo con il socialismo, prodotto della Tradizione e dello spirito. 

Lo scatenamento dell'individualismo e il perfezionamento della tecnologia sono due fenomeni paralleli. Inizialmente dolcemente, timidamente, l'uomo ha sollevato - con coscienza inquieta - il velo che copriva i segreti - e non è morto. Ha scoperto cose inaspettate. Ciò che era misterioso divenne naturale e spiegabile. Non ha avuto rispetto per l'ignoto e chi mancava di questo rispetto raccolse i suoi frutti. Il successo ottenuto lo ha incoraggiato a ricominciare. La sua visione scrutatrice andava nel profondo delle cose. Ha fatto sperimentazione e ricerca. Ma ogni nuova conoscenza acquisita è un mezzo per imporre alla natura una nuova servitù. Il perfezionamento della tecnologia ha aumentato la resa generale. L'aumento del consumo, il richiamo di possibilità illimitate richiedevano un cambiamento nell'organizzazione economica. In una certa fase di sviluppo, la tecnologia corrisponde sempre a una particolare forma di struttura economica. L'individuo attraversa passaggi successivi. Il sentimento della sua superiorità e la consapevolezza della sua forza aumentano. Mette in discussione le relazioni sociali tradizionali e conclude che, a causa della sua conoscenza avanzata, non possono più essere giustificate. Si ribella, avendo finalmente vinto la causa e trasformando in questo modo le condizioni sociali. La tendenza a oltrepassare i limiti segna tutta questa evoluzione. La tecnologia si crede finalmente all'altezza di tutti i compiti. La produzione industriale spinge a una crescita insondabile. L'individuo si sente liberato. In linea di principio, non riconosce più alcun limite. Le regole, l'ordine e l'armonia dell'insieme non derivano dalle cose. Eppure, nella misura in cui rispettiamo i confini, lo facciamo unicamente da un punto di vista esterno, cioè dal punto di vista della redditività. La tecnologia si rivolge a nuovi compiti quando vale la pena investire. Ha bisogno di capitale da mettere a sua disposizione nella speranza di riscuotere, un giorno, interesse. La produzione di beni è regolata dalle prospettive di profitto. Quando c'è una possibilità di profitto, il capitale scorre. Più il capitale funziona, più il dominio dell'uomo su queste cose si allarga. In generale, l'individuo usa la sua libertà nella misura in cui gli è utile. È tanto più "libero" in quanto rappresenta il capitale, in quanto è "ricco".