Ugo Spirito (9 settembre 1896 – 28 aprile 1979) nacque ad Arezzo in un'Italia ancora alle prese con le conseguenze dell'unificazione e gli sconvolgimenti di una rapida ma disomogenea industrializzazione. Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza nel 1918 e in lettere e filosofia nel 1920 all'Università di Roma, con una tesi sul pragmatismo italiano discussa sotto la supervisione di Giovanni Gentile, Spirito inizialmente mostrò simpatia per il positivismo e il metodo scientifico. Subì poi una profonda conversione intellettuale verso l'attualismo di Gentile. L'attualismo sosteneva che la realtà non fosse un insieme statico di oggetti o categorie fisse, ma puro atto spirituale e divenire. In questa prospettiva, l'individuo e lo Stato non erano opposti, ma due momenti dello stesso processo vitale: l'individuo raggiungeva la piena realtà solo all'interno dello Stato, mentre lo Stato si concretizzava solo attraverso l'attività organizzata degli individui. Questa convinzione filosofica divenne il fulcro di tutto ciò che Spirito avrebbe poi scritto in ambito economico, giuridico e politico.
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domenica 9 agosto 2026
La corporazione proprietaria: il fascismo comunista
Ugo Spirito (9 settembre 1896 – 28 aprile 1979) nacque ad Arezzo in un'Italia ancora alle prese con le conseguenze dell'unificazione e gli sconvolgimenti di una rapida ma disomogenea industrializzazione. Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza nel 1918 e in lettere e filosofia nel 1920 all'Università di Roma, con una tesi sul pragmatismo italiano discussa sotto la supervisione di Giovanni Gentile, Spirito inizialmente mostrò simpatia per il positivismo e il metodo scientifico. Subì poi una profonda conversione intellettuale verso l'attualismo di Gentile. L'attualismo sosteneva che la realtà non fosse un insieme statico di oggetti o categorie fisse, ma puro atto spirituale e divenire. In questa prospettiva, l'individuo e lo Stato non erano opposti, ma due momenti dello stesso processo vitale: l'individuo raggiungeva la piena realtà solo all'interno dello Stato, mentre lo Stato si concretizzava solo attraverso l'attività organizzata degli individui. Questa convinzione filosofica divenne il fulcro di tutto ciò che Spirito avrebbe poi scritto in ambito economico, giuridico e politico.
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martedì 22 novembre 2022
Corporativismo e comunismo nel pensiero di Ugo Spirito (Luigi Punzo)
Corporativismo e comunismo sono due termini che nel percorso, pur così frastagliato e complicato, del pensiero di Ugo Spirito, finiscono per esprimere, soprattutto se analizzati nella loro dimensione teoretica, la sostanziale continuità della sua concezione sociale ed esistenziale della vita degli uomini. Si tratta del resto di una continuità e di una contiguità più volte sottolineate dallo stesso Spirito in diversi suoi scritti.
Può valere come esempio ciò che egli afferma nella relazione presentata al Congresso internazionale di filosofia di Roma del 1946, intitolata Il pensiero italiano di fronte al materialismo storico: "Non bisogna dimenticare che proprio dall'attualismo, il quale aveva preso le mosse da Marx, ebbe vita, tra il 1932 e il 1935, la prima formulazione di una dottrina comunista che sia stata formulata in Italia. Questa dottrina si ispirava ancora alla dialettica marxistica e cercava - sul fondamento dell'identificazione di individuo e Stato - di realizzare un tipo di società organizzato secondo i principi di una rigorosa economia programmatica"(1)
Ancora trent'anni dopo tornerà a ribadire la contiguità dialettica dei due termini: "Nel congresso di Ferrara del 1932, il mio quesito fu esplicito: fascismo o comunismo? La risposta, evidentemente, fu per il primo termine, ma il primo termine era pure carico del secondo. E allora fui perseguitato, infatti, come comunista. Il mio fascismo era il mio comunismo. Poi, quando il fascismo finì, mi ritrovai solo con il mio comunismo. Non avevo fatto un passo diverso, ma continuavo lungo la stessa strada. E nel 1970 ripubblicai, senza mutare neppure una virgola, i miei libri sul corporativismo. Ma pubblicai anche un grosso volume su Il comunismo (1965), inteso come precisazione e commento del passato. Perché, in effetti, non avevo nulla da modificare, ma soltanto da guardare e da proseguire in funzione delle nuove condizioni storiche"(2).
Si pone a questo punto la domanda se la continuità rivendicata da Spirito risponde solo all'esigenza di adeguare la sua riflessione alle mutate situazioni sociali e politiche, o se invece si fonda su una possibile identità di contenuti e, soprattutto, su una sostanziale, unitaria esigenza di ricerca, che caratterizza la sua riflessione sui temi della politica e, più in generale, tutto il suo pensiero.
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lunedì 8 febbraio 2021
Consigli di Stato o Stato corporativo? (Paetel, Karl Otto)
Tratto dal Manifesto Nazional Bolscevico
La questione fondamentale riguardo l'economia nel socialismo nazional-rivoluzionario può essere solo:
Tutto il potere nelle mani della nazione. Insieme c'è la richiesta parallela e concreta della struttura statale: lo stato è la nazione sovrana, i suoi organi legislativi ed esecutivi sono i mandatari del Volk.
Il che significa di conseguenza: Consigli di Stato.
Tutto il potere nelle mani della nazione. Insieme c'è la richiesta parallela e concreta della struttura statale: lo stato è la nazione sovrana, i suoi organi legislativi ed esecutivi sono i mandatari del Volk.
Il che significa di conseguenza: Consigli di Stato.
Il principio di autogoverno espresso al suo interno non è in alcun modo "razzialmente straniero" ["Volksfremd"] o tipicamente russo, piuttosto è la vecchia "democrazia germanica".
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