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sabato 12 febbraio 2022

La strategia segreta alle origini della Nato

Usa prigione d'Europa

Di seguito proponiamo stralci di un pezzo tramite il quale Sergio Romano su un Limes di dicembre 2019 presenta un documento molto importante per capire le origini della Nato. 

Ma non solo. Il tema è così denso di significati da toccare altri temi, quali il significato di quella che diventerà Unione Europea e che serve per controllare lo spazio europeo; i motivi della nascita di UE e della Nato in funzione anticomunista e di nuovo per il controllo geopolitico; la decolonizzazione, sostituita da una colonizzazione di mercato, più raffinata, a guida Usa.

Nel dicembre del 1947 Ernest Bevin, ministro degli Esteri britannico, prese spunto dal fallimento delle ultime conversazioni ministeriali con i sovietici per sollevare con il segretario di Stato americano, George Marshall, la prospettiva di un’«intesa sostenuta dalla potenza, dal denaro e da un’azione risoluta» per proteggere la sicurezza dell’Europa occidentale dalla minaccia dell’Urss. Wilson D. Miscamble, autore di un recente studio su George F. Kennan e la politica estera americana dal 1947 al 1950, sottolinea che Bevin parlò agli americani di understanding (intesa), non di alleanza. Ma dopo quel primo cenno si mise alacremente al lavoro per creare le condizioni di un patto militare europeo di cui avrebbero fatto parte, con la Gran Bretagna e la Francia, il Belgio, l’Olanda e il Lussemburgo. Il 17 marzo 1948 i cinque paesi firmarono a Bruxelles il Trattato dell’Unione Europea. È probabile che l’America, nel disegno originale di Bevin, dovesse assumere, senza impegni formali, la parte del protettore e del garante. Ma la sua conversazione con Marshall suscitò l’interesse del dipartimento di Stato e in particolare di John D. Hickerson, capo della divisione degli Affari europei, che intravide immediatamente nel cenno di Bevin le grandi linee di un’alleanza regionale estesa alle due coste dell’Atlantico. «Non m’interessa», disse in quei giorni a un suo collaboratore, «che il “groviglio delle alleanze” (“entangling alliances”) sia stato considerato, da George Washington in poi, peggio del peccato originale.

Dobbiamo negoziare un’alleanza militare con l’Europa occidentale in tempo di pace e dobbiamo farlo rapidamente».

Le idee di Hickerson si scontrarono con quelle di Kennan, direttore del Policy Planning Staff. Dal giorno del febbraio 1946 in cui aveva inviato al dipartimento di Stato un lungo telegramma sugli obiettivi della politica dell’Urss, Kennan andava ripetendo al segretario di Stato e ai maggiori esponenti dell’amministrazione che la minaccia sovietica era politica, non militare, e che ben difficilmente Mosca avrebbe corso il rischio d’una guerra. Un’alleanza militare gli appariva quindi inutile e pericolosa. Avrebbe bruscamente peggiorato il clima internazionale, «militarizzato» i rapporti con l’Urss, coinvolto gli Stati Uniti in una rischiosa strategia globale. Ne nacquero due negoziati: il primo fra l’America e i suoi maggiori alleati europei per esplorare la possibilità di un trattato, il secondo fra Kennan e gli esponenti dell’amministrazione che Hickerson era riuscito a trarre dalla sua parte.

Dopo il colpo di Praga del 25 febbraio 1948 e l’inizio del blocco di Berlino nel giugno dello stesso anno, Kennan fu costretto a fare una battaglia di retroguardia. Accettò il principio del trattato, ma cercò di limitarne l’estensione territoriale opponendosi all’ingresso dell’Italia. Vi sarebbe riuscito, probabilmente,

mercoledì 5 agosto 2020

Intervista al maestro Jean Thiriart / Domanda 6 (NATO ed Europa)

Thiriart, nazionalcomunismo, Nato, Usa, Urss, Europa, Geopolitica
DOMANDA 6

L'alleanza NATO ha ormai quasi quattro decenni. Quali sono le condizioni che vedi affinché le forze militari americane lascino l'Europa occidentale?

RISPOSTA

Non dirò come immaginerei personalmente la partenza delle forze americane dall'Europa. La mia opzione, la mia scelta, è il risultato di una lunga maturazione delle mie idee: il corso della storia deve essere accelerato e la fusione tra Europa occidentale e Unione Sovietica deve essere preparata. La seguente risposta, anziché essere mia, sarà una soluzione ragionevole e convenzionale. Traccerò per te una soluzione non radicale. Immaginiamo per il momento che io diventi di nuovo un borghese liberale illuminato e amante della pace. Dico amante della pace piuttosto che pacifista.

Per noi europei la decisione di premere il pulsante che porterebbe alla catastrofe nucleare non può assolutamente rimanere nelle mani degli americani. La politica estera americana è spesso avventurista. Il recente bombardamento della Libia non ha avuto giustificazioni storiche: Gheddafi non è una vera minaccia; non sta facendo nulla in Europa. L'avventurismo americano contrasta nettamente con le fredde deliberazioni delle politiche del Cremlino. Al contrario, gli errori della politica estera americana sono troppo numerosi per essere menzionati. Ricorda la debacle americana in Iran. L'altro ieri Carter si è preso gioco di se stesso a Teheran. Ieri, per così dire, Reagan ha seguito l'esempio a Tripoli.