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lunedì 29 giugno 2015

Pierre Drieu La Rochelle: Scheda biografica (T. Graziani)

Pierre-Eugéne Drieu La Rochelle nasce a Parigi il 3 gennaio 1893 da una famiglia appartenente a quello strato sociale e culturale tipico del popolo francese che egli definirà, in uno dei suoi meglio riusciti romanzi, "borghesia sognatrice". Ad appena otto anni entra nel collegio di Sainte Marie de Monceau diretto dai padri maristi. Ricorderà quegli anni affermando che non aveva amici e da tutti veniva ignorato. Tuttavia, ben presto divenne l'abile e furbo tiranno dei suoi compagni ("imponevo il rispetto" dirà più tardi). Scoprì giovanissimo gli autori che saranno i maestri di tutta la sua vita, in particolare Barrès e Nietzsche ("il santo che annuncia l'eroe"), di cui lesse con passione, primi fra tutti, "Un homme libre" e lo "Zarathustra".

lunedì 12 agosto 2013

La creazione del nemico islamico nel quadro della geopolitica nordamericana per il dominio mondiale

Riproduciamo di seguito la postfazione al libro di Tahir de la Nive, Les Croisés de l'Oncle Sam, uscito in Francia per Avatar éditions

La recente questione sulla pericolosità dell’Islam per l’Europa occidentale, sollevata dalle opinioni di Alexandre Del Valle e di Guillaume Faye, cui Tahir de la Nive reagisce in Les Croisés de l'Oncle Sam (ed. Avatar, nov. 2002) con adeguata vis polemica, interseca più piani che vanno distinti tra loro e ricondotti nella giusta prospettiva: quella degli attuali rapporti geopolitici tra il nostro continente e gli Stati Uniti d’America.

1 - Gli USA e la conquista dell’Europa

I rapporti tra l’Europa nel suo complesso e gli Stati Uniti sono, sino alla fine del XIX secolo, di reciproca indifferenza. E’ a partire dai primi anni del XX secolo che le relazioni cominciano a cambiare. Infatti, è con l’affermarsi delle teorie propagate dal think tank costituito in seno al gruppo inglese del Round Table e con il progressivo spostamento degli interessi finanziari britannici negli Usa che si manifesta l’interesse espansionistico delle lobbies anglo-americane a danno del Vecchio Continente e a delinearsi quindi una strategia che possiamo già definire mondialista.

sabato 10 agosto 2013

La lezione di Karl Haushofer e la discreta presenza di Giuseppe Tucci nel dibattito geopolitico degli anni trenta

Con la pubblicazione del testo di una conferenza del geopolitico tedesco Karl Haushofer[1], dedicata alle affinità culturali tra l’Italia, la Germania e il Giappone, viene inaugurata, a cura delle Edizioni all’insegna del Veltro, la collana “Quaderni di Geopolitica”.

La conferenza “Analogie di sviluppo politico e culturale in Italia, Germania e Giappone“ venne tenuta dal professore tedesco, su invito del grande orientalista e tibetologo italiano Giuseppe Tucci[2], il 12 marzo 1937, a Roma, presso l’Istituto per il Medio ed Estremo Oriente (ISMEO)[3].

Essa si inserisce, storicamente, come peraltro puntualmente evidenziato dal curatore del Quaderno, Carlo Terracciano, nel contesto delle attività culturali volte a informare e sensibilizzare l’intellighenzia italiana sulle opportunità e necessità, nonché problematicità, sottese all’accordo politico-militare relativo all’asse Roma-Berlino, siglato tra Italia e Germania il 24 ottobre 1936, e a quello antikomintern firmato, nello stesso periodo, tra Germania e Giappone. Ma testimonia soprattutto un aspetto, ancora poco esplorato dagli storici della cultura e della politica estera italiana, quello delle attività dell’ISMEO, ed in particolare del suo fondatore e vicepresidente, Giuseppe Tucci - originale ed inascoltato assertore dell’unità geopolitica dell’Eurasia[4] - orientate alla promozione di una visione culturale, geopoliticamente fondante, dei rapporti tra l’Europa e il continente asiatico.