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lunedì 12 agosto 2013

Guerra psicologica contro l’Europa (Doris Neujahr)

Per affermare la loro potenza nel mondo, gli Stati Uniti conducono una guerra psicologica contro l’Europa. Gli uomini politici europei non manifestano alcun interesse a consolidare una coscienza europea. Nel settimanale di Amburgo Die Zeit, il giornalista americano David Brooks, principale redattore del Weekly Standard, saggista presso il New York Times, il Washington Post e il New Yorker, ha appena scoperto un nuovo nemico globale dell’America: la "borghesofobia". Questa fobia è costituita da un rigetto patologico di tutto ciò che è « borghese »; essa ha iniziato ad imperversare verso il 1830, quando intellettuali francesi come Flaubert e Stendhal (e perché non anche Balzac?) diedero libero corso al loro odio per gli spregevoli commercianti, negozianti e uomini d’affari, un odio che essi giustificarono in nome dell’estetica e che diressero senza pietà contro i pionieri dello spirito capitalista. Brooks ritiene che questo sentimento fondamentale, nato in quella Francia del XIX secolo dove era ufficialmente condiviso da tutta l'intelligentsia francese, si sia trasposto oggi a Bagdad, a Ramallah e a Pechino.

La visione negativa dell'Europa dei neo-conservatori americani (GOTTFRIED)

L’anti-americanismo in Europa si sviluppa nello stesso modo in cui l’anti-europeismo si sviluppa negli Stati Uniti. Già da qualche anno, ed in particolare subito dopo l’attentato terroristico dell’11 Settembre 2001, la destra americana sta orchestrando una campagna d’insulti verso l’Europa e gli europei e la visita di George Bush in Germania, in Francia e in Italia non l’ha per niente arginata, al contrario. Nonostante Bush abbia scelto di passare da Berlino per dichiarare di aver abbandonato tutti i piani preparati per attaccare immediatamente l’Irak, non ha fatto altro che accrescere il risentimento della destra americana contro i “nani” europei.