giovedì 22 agosto 2013

Testo della conferenza stampa tenuta dal Prof. C. Terracciano il 12/10/2002

Conferenza stampa tenuta dal Prof. Carlo Terracciano, il 12 ottobre 2002, dopo che era stato di fatto vietato il III Congresso di Storia Revisionista, che avrebbe dovuto tenersi a Verona, lo stesso giorno, nella sala di un Hotel cittadino, con la partecipazione di studiosi europei e del mondo islamico. (Dr. Ahmed Soroush-Direttore del "Neda Institute" Iran - Prof.Vincent Reynouord - Francia – Dr. Renè Louis Berlaz - Presidente dell’associazione "Veritè e Justice" - Svizzera - Cap. Ahmed Rani - Marocco)

Ecco la dichiarazione rilasciata dallo studioso italiano.

Se parliamo di coraggio lo facciamo a ragion veduta, specie dopo l’appello di vari rabbini del Centro Wiesenthal di Parigi, Los Angeles ecc.. rivolto al presidente del consiglio italiano Berlusconi, perché faccia arrestare e deportare i partecipanti a questo consesso di menti libere ed anticonformiste. Tra l’altro con il massimo disprezzo per l’indipendenza della magistratura, in questo caso Veronese, dal potere politico, interno ed internazionale, ai cui diktat dovrebbe sottostare. Conosco bene certi meccanismi visto che chi vi sta parlando ha subito a suo tempo anni di carcere, di persecuzioni e di censura proprio per aver scritto e parlato contro i poteri forti. Si vorrebbe forse intendere da parte di detto Centro straniero che i magistrati di Verona sono pronti ad obbedire a loro e al potere politico, contro l’espressione del libero pensiero pubblicamente espresso?
Siamo certi che le nostre istituzioni giuridiche sapranno rispondere a dovere a tanta presunzione e arroganza…O NO?!? E qui oggi si sarebbe parlato soltanto (per modo dire) delle vittime delle “democrazie”, in specie ovviamente le vittime di almeno tre secoli di imperialismo americano. Sembra infatti che oramai non soltanto il Revisionismo olocaustico delle correnti storiche anti-“sterminazioniste” debba essere criminalizzato in Italia ed in tutta Europa, ma persino gli avvenimenti più recenti, come l’abbattimento delle Torri Gemelle di New York e l’attacco al Pentagono dell’11 settembre 2001, debbano restare immuni da dubbi sulla matrice e gli scopi, per non parlare dei mandanti.
Ma anche in questo campo siamo in buona compagnia con autori italiani ed esteri che hanno oramai dimostrato e smascherato il ruolo avuto dall’Amministrazione Bush, dalla lobby americana del petrolio e delle armi, dai servizi segreti israeliani nell’attentato che comunque rappresenta una svolta epocale nella storia, come diremo tra poco. Siamo in compagnia di Gore Vidal e di Meyssan Thierry , di Larocque e di Mosaddeq Ahmed, l’autore del libro rivelazione “Guerra alla Libertà”, di Noam Chomsky (non certo accusabile di “antisemitismo”!) come dell’Ayatollah Khamenei, di De Benoist , Chossudovsky ecc.. E in Italia del prof. Cardini e di Tarchi, di Bottarelli e Massimo Fini (anche lui non certo “antisemita”), alcuni autori di quel testo, “La paura e l’arroganza” che è la degna risposta alle farneticazioni, queste sì RAZZISTE, della Fallaci. Come mai, ci potremmo ingenuamente chiedere, tanta apprensione, tale paura, un vero terrore, quando si comincia a scavare sotto la sottile crosta delle verità ufficiali e della propaganda, alla ricerca della verità, di qualunque verità, sia quella di sessant’anni fa come quella di solo un anno fa, per non dire degli odierni preparativi di attacco all’Iraq? Cos’avranno mai da nascondere? Quali sono i piani del Mondialismo americanocentrico e del sionismo internazionale per il dominio globale del pianeta? Mi auguro che qualcosa su questa vastissima materia venga fuori da Convegni come questo che, proprio per le reazioni isteriche e sproporzionate che ha sollevato, evidentemente tocca un nervo scoperto del Sistema globale mondialista. E basterebbe solo questo a dimostrare ai pavidi l’importanza, direi la necessità ineludibile di iniziative come la presente. Da Verona vogliamo non soltanto levare una voce di Verità sulle menzogne storiche del passato, sui genocidi ed etnocidi del Mondialismo, dell’imperialismo, del capitalismo, delle lobby finanziarie che affamano e distruggono i popoli, che li sradicano dalle proprie radici riducendoli a profughi per fame e per guerra, nuovi schiavi a poco prezzo sul mercato del lavoro globalizzato e del consumismo pilotato; dobbiamo anche lanciare un grido di allarme per il futuro prossimo, anzi per il presente, a partire appunto dall’11 settembre americano. Smascherare la propaganda guerrafondaia della talassocrazia americana all’assalto del Mondo è attualmente il solo strumento che pochi uomini liberi di diversi paesi hanno a disposizione per avvertire le popolazioni e i governi non ancora asserviti sui pericoli che ci attendono. Non solo quindi “alla memoria dei milioni di vittime civili delle democrazie e delle loro menzogne”, ma anche all’attenzione dei miliardi di potenziali vittime future. Tutti i popoli e tutti i continenti rientrano nei piani mondialisti dell’imperialismo americanocentrico nella sua fase estrema e definitiva. La strategia economica, politica e bellica che sta mettendo in atto è sotto i nostri occhi, sotto gli occhi di tutti. Perché una cosa deve essere chiara a tutti quelli che ci potranno sentire, come lo è per noi qui, oggi, con studiosi provenienti dai più diversi paesi, dalle più disparate culture, da esperienze politiche e personali quanto mai differenziate: non si può più tergiversare, non possiamo tacere ai nostri popoli e a chiunque voglia ascoltarci la verità pura e semplice: SIAMO IN GUERRA! SIAMO IN GUERRA! SIAMO IN GUERRA! Gli Stati Uniti del nord America, approfittando degli avvenimenti dell’11 settembre, anzi DETERMINANDOLI, all’inizio del 3° millennio dell’era cristiana, XV secolo dell’Islam, hanno scatenato la guerra finale per la conquista dell’intero pianeta. E l’obiettivo primario e necessario di questa egemonia planetaria dell’imperialismo americano-sionista è attualmente la penetrazione e la conquista dell’Eurasia. Un obiettivo quello dell’ assoggettamento di tutti i popoli e i continenti che non è certo di ieri o di oggi, ma è insito nella natura stessa originaria di questa entità mostruosa che rappresenta un cancro mortale per tutti : il Superstato Imperialista delle Multinazionali. Chiunque abbia anche una vaga infarinatura di Storia e di Geografia, di Geopolitica, questa scienza criminalizzata per decenni dai vincitori della II Guerra Mondiale mentre preparavano la III, non può non rendersi conto dell’unicità del progetto secolare se non addirittura millenario. Dalla loro fondazione, dalle 13 repubbliche originarie, gli Usa stanno marciando verso il loro “Far West”, passando come un rullo compressore su popoli, nazioni, continenti. Una lunga scia di sangue che parte dallo sterminio delle popolazione amerinde precolombiane ed arriva, per ora, alla morte per fame dei bambini iracheni e per piombo di quelli palestinesi. L’espansione coloniale dell’800 verso l’America Latina e il Pacifico, la guerra al Messico, la stessa guerra civile d’aggressione contro i Confederati, gli attacchi alla Cina e al Giappone, due guerre Mondiali all’Europa e all’Impero Nipponico, la bomba atomica, il neocolonialismo in Africa ed Asia, la Guerra fredda all’URSS, l’aggressione alla Corea e al Vietnam, Cuba, Cile, Panama, Nicaragua, Guatemala, Argentina , la guerra per commissione all’Iran e poi direttamente all’Iraq, come alla Libia o al Sudan, fino alla criminalizzazione dell’Islam ed a Enduring Freedom non rappresentano che alcuni incompleti riferimenti di questa avanzata planetaria dell’imperialismo americano. Ovviamente con il corollario ideologico-propagandistico del suo fondamentalismo biblico di matrice protestante, del Destino Manifesto, della Nuova Frontiera, della nazione garante delle libertà e della Democrazia e via blaterando. Ecco perché tutti quelli che in un momento o nell’altro si sono opposti a questa aggressione senza confini e limiti di spazio e di tempo sono stati criminalizzati: i selvaggi pellerossa come i “terroristi islamici”, i fascisti e i nazisti “sterminatori” come i comunisti russi, cinesi, cubani o vietnamiti. Se guardiamo gli avvenimenti mondiali di tre/quattrocento anni dall’ottica geopolitica americana, possiamo illuminare di nuova inattesa luce gli avvenimenti di questi secoli, in particolare del XX che è terminato in verità l’11settembre 2002. Ora, gettata la maschera del Diritto Internazionale e del rispetto dei trattati, gli USA si stanno lanciando alla conquista finale. Secondo la propaganda americano-sionista, cioè Mondialista c’è sempre un dittatore folle che vorrebbe conquistare il mondo: Guglielmo II o Hitler , Stalin o Mussolini, Mao o Fidel, Castro o Peron, Nasser o Khomeyni. Oggi, grattato il fondo del barile, siamo ai Saddam Hussein ed ai Bin Laden. Ma alla fine possiamo vedere ora come siano stati gli Stati Uniti a CONQUISTARE IL MONDO! L’invasione dell’Afghanistan, quella dell’Iraq a cui seguirà subito l’aggressione all’Iran, senza dimenticare la Corea del Nord (il famoso “Asse del Male” che, anche nel nome rievoca l’Asse tra Europa ed Asia della Guerra Mondiale), non sono che le tappe di avvicinamento all’Heartland, il Cuore della Terra indicato dal geopolitico inglese MacKinder all’inizio del secolo scorso come l’obiettivo strategico finale per il dominio dell’Eurasia e quindi del mondo da parte di una potenza marittima contro le potenze terrestri del nostro continente. E domani sono in gioco anche il possesso e lo sfruttamento degli immensi depositi di petrolio e gas naturale dell’Asia centrale, del Caspio, il cui controllo permetterà agli Usa ed ai suoi alleati-vassalli di decidere sulle economie concorrenti. La guerra di oggi a quegli stati è dunque in primis la guerra di domani all’Europa, prima ancora che questa possa nascere come stato libero, indipendente e unito. Penetrando nel cuore dell’Asia l’Armata a stelle e strisce si assicura gli avanposti da cui domani potrà minacciare ed aggredire sia la Russia nel suo retroterra logistico siberiano, sia la Cina, la potenza emergente del prossimo decennio. E intanto in Medio Oriente il macellaio di Sabra e Chatila ha mano libera nel genocidio del popolo palestinese, essendo Israele, a parte ogni altra considerazione, l’asse portante di tutta la strategia d’aggressione imperialista nel baricentro geopolitico del Mondo Antico, fra tre continenti e i mari interni della massa eurasiatica. Da pochi giorni il governo di Washington ha riconosciuto Gerusalemme, la Santa Al-Qods di tutti i mussulmani, come capitale ufficiale dello stato ebraico, alla faccia delle altre fedi e di tutte le risoluzioni dell’ONU, ridotto oramai a zerbino degli stivali del militarismo guerrafondaio di Bush e soci. Chi sono allora i veri “terroristi” allora? Chi i veri “patrioti” che difendono la Libertà? Questione di punti di vista, ma questione essenziale e imprescindibile anche per noi. La prima battaglia che dovremmo quindi condurre è anche quella terminologica. Il grande scrittore di fantascienza Philip K. Dirck, dalle cui opere sono stati tratti tanti film anche oggi nelle nostre sale, scrisse: “Lo strumento a base della manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se potete controllare il significato delle parole, potete controllare il popolo che deve usarle”. Lo sappiamo bene noi che per decenni in Europa siamo stati vittime di fiumi e fiumi di parole ingannevoli, di falsi storici, di una MEMORIA NEGATA E RINNEGATA sulla base della più grande menzogna propagandistica della Storia; una menzogna che partita dall’Europa sconfitta e sottomessa si è scaricata come una catastrofe sul popolo palestinese e arabo in generale. Eurasia e Islam hanno sempre avuto lo stesso Nemico. Ricordiamocene sempre! E noi oggi siamo praticamente ancora nudi, inermi di fronte alle armi dell’avversario, del Nemico dell’Uomo, il Nemico di TUTTI gli uomini e tutti i popoli. Solo la Verità storica e geopolitica è la nostra corazza. Potranno perseguitare, incarcerare, persino uccidere noi come persone, ma non potranno mai uccidere le nostre Idee, uccidere la Verità ed estinguere la sete di Giustizia che è insita in ogni essere umano; che E’ l’essenza stessa dell’essere umani. Contro mostri che di umano hanno solo l’apparenza. Siamo in guerra. Una guerra senza fronti definiti, senza trincee apparenti, senza leggi e regole: una guerra assoluta, totale, definitiva che spacca dall’interno i continenti, i popoli, le nazioni, le famiglie e le stesse coscienze. E come in ogni guerra bisogna fare una scelta di campo: Una scelta che vada al di là delle contingenze, delle ideologie politiche o delle fedi religiose, delle nazioni e delle razze. Bisogna prima di tutto mettere da parte ogni contrasto particolare, ogni rivalità ideologica, ogni rivendicazione tra popoli vicini, che il Nemico utilizza per affermarsi su tutti in base al famoso monito “divide et imper”! Perché il NEMICO MONDIALISTA è contro tutte le nazioni, tutte le fedi, tutti popoli, le culture, le razze. Perché Esso è il vero razzista. Personalmente sono un uomo pacifico, non un “pacifista”. Non mi riconosco, pur approvandole, nelle manifestazioni pacifiste che percorrono le strade d’Europa di fronte all’orrore verso tanta bestiale arroganza americana. E non mi ci riconosco perché i pacifisti anche più motivati negano l’evidenza: l’evidenza della guerra d’aggressione imperialista americano-sionista al mondo intero. E anche quelli che la riconoscono, e non da oggi soltanto, non ne traggono le dovute conseguenze sia in termini intellettuali e storici che in termini politici pratici. Perché dovrebbero allora sconfessare se stessi e i loro padri nel riconoscere come le menzogne della propaganda di oggi sono le stesse di quelle di ieri: hanno la stessa matrice, gli stessi scopi, gli stessi attori. La vera pace non può che essere “Guerra alla guerra imperialista”. Ed al sionismo che è parte essenziale ed esiziale di questo sanguinario progetto di dominazione globale. Ho abusato del vostro tempo e della vostra attenzione. Me ne scuso e concludo con un augurio: che da Verona, città così carica di storia e di simboli per quegli italiani che seppero scegliere la trincea dell’Onore d’Europa e del riscatto dei popoli, riparta nel I° Anno del Grande Conflitto del Terzo Millennio la marcia verso quelle che amo definire le Tre Liberazioni: la Liberazione Nazionale, la Liberazione Sociale, la Liberazione Culturale. E non solo per il mio paese e il mio continente ma per tutti gli uomini ed i popoli. Mai come oggi vale per tutto il mondo la parola d’ordine: LA VERITA’ CI RENDERA’ LIBERI.

Grazie.

Carlo Terracciano

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