venerdì 28 marzo 2025

Uno scenario fantapolitico: l'esercito sovietico in Messico (Jean Thiriart)

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Vogliamo presentare un breve estratto di un attualissimo libro scritto nel 1984 dal “geopolitico militante” Jean Thiriart. Perdonerete la lunga premessa, ma probabilmente qualche lettore non conosce ancora questo autore. E’ molto strano che Thiriart non sia molto famoso, lettura obbligatoria non solo nelle accademie, ma anche nelle scuole. E’ fondamentale per noi continuare a studiarlo e presentarlo a chi instancabilmente va cercando lumi in questa epoca oscura. Da un po’ di anni si legge molto e spesso proprio di illuminismo oscuro, oppure di pensatori che riflettono sulle moderne tecnologie, ma a questo appiattimento sul presente manca una base, una bussola.

Jean Thiriart è stato un Profeta, un Mago che ha davvero visto nel futuro e ne ha formato parte della grammatica. Il suo percorso ideologico e militante è fondamentale se si vuole comprendere l’attuale sistemazione europea nel mondo. Specialmente quando, come oggi, ma periodicamente, tornano alla ribalta i temi sulla centralità del nostro continente. Il profeta belga nasce politicamente all’estrema sinistra, continua a cercare gli stessi temi all’estrema destra, è quello che oggi sull’internet verrebbe chiamato rossobruno. Non ha mai rinnegato se stesso, ha solo cercato ovunque quell’idea ben precisa che anche noi cerchiamo.

Il concetto, oggi stra-abusato in varie declinazioni ridicole da destra e sinistra di “Europa Nazione” nasce da Thiriart che negli anni 60 pubblica un libro centrale “Un impero di 400 milioni di uomini, l’Europa”, anticipando di anni luce i dibattiti che qualcuno deve ancora maturare. Ma che in Thiriart stesso negli anni sono maturati ancora!

Così iniziava quel libro:

“Da Brest a Bucarest. Cancelliamo Yalta! Nel contesto geopolitico e di una comune civiltà, come sarà dimostrato in tempi a venire, l’Europa, unitaria e Comunitarista si deve intendere da Brest a Bucarest”.

E pensare che oggi si trattano certi temi tramite le lenti di un Manifesto di Ventotene che utilizzava il concetto di Europa solo come strumento e non come obiettivo. L’Europa federale serviva agli autori per combattere il solito fascismo, per disarticolare la potenza continentale qualunque essa sia, comunista, fascista o qualsiasi altra. E pensare che, dall’altra parte, la parte di chi si definisce di estrema destra, si continua ad affermare “né Nato né Russia” tagliando così l’Europa di una parte orientale e trovando quella famosa terza posizione, non in un piano ideale, ma a Londra. Questa finta equidistanza degli uni e degli altri tace di una unica ed evidente realtà: dal 1945 lo spazio europeo è occupato militarmente, politicamente e culturalmente dagli Stati Uniti d’America.
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Chi oggi studia il presente, chi oggi, per esempio, si chiede come l’intelligenza artificiale influenzerà la nostra vita, non può non pensare come prima e quasi unica cosa dove viene sviluppata e controllata l’intelligenza artificiale. Chi controlla il potere? Chi ha ucciso Bambi? E’ questo l’altro grande tema imposto da Jean Thiriart: la geopolitica.

Ben presto Thiriart allargherà lo sguardo e comincerà ad affermare la necessità di uno spazio eurasiatico, l’URSS (oggi la Russia, non contano così tanto le etichette) è parte del nostro spazio, è nostra naturale alleata. Chi lo nega è un virus anti-europeo. Per lasciare parlare un altro pensatore fondamentale su cui, potete giurarci, torneremo, Carlo Terracciano: “Un altro merito di Thiriart fu di aver superato il trauma europeo dell’era della decolonizzazione e di aver cercato, per il nazionalismo europeo, un'alleanza strategica mondiale con i governi del Terzo Mondo, non asserviti quindi agli imperialismi, in particolare nella zona araba e islamica, in Africa Settentrionale e nel Medio Oriente.

Thiriart è aperto a una visione multipolare, studia i più grandi maestri della geopolitica e pensa in termini che oggi sono non attuali, sono futuristici. Ragiona di grandi spazi, sfere di influenza: i gretti nazionalisti o i loro antagonisti federal-globalisti rimangono così confinati nella irrilevanza imbelle: solo la realtà, solo quello che davvero esiste viene evocato da Thiriart, non questi racconti propagandistici che hanno l’unico scopo di anestetizzare con la pillola blu lo spirito europeo.

Dirà qualche capitolo più avanti in quel libro: 

“Le dimensioni dello Stato Europeo. L’Europa da Brest a Valdivostock. Se l’URSS vuole conservare la Siberia, deve fare la pace con l’Europa, un’Europa, ripeto, da Brest a Bucaret! L’URSS non ha ed in futuro avrà ancora meno forza per conservare Varsavia e Budapest da una parte, Chita e Khabarovsk dall’altra. Dovrà scegliere o rischiare di perdere tutto”.

Specifica ancora Carlo Terracciano:

“L’Europa si difende sui fiumi Amuri e Ussuri; l’Eurasia, e cioè l’Europa + la Russia, ha un destino chiaramente disegnato dalla Storia e dalla Geografia in Oriente, in Siberia, nel “Far East” della cultura europea, e questo destino la oppone quindi al “West”, all’Occidente della civilizzazione americana della Bibbia e del Business.”

Jean Thiriart continuerà negli anni ad approfondire e superare sempre più le umane percezioni, fino ad arrivare al libro del 1984 pubblicato postumo, che citeremo di seguito: “L’impero euro-sovietico da Vladivostok e Dublino” dalle Edizioni all’insegna del Veltro.

Lo stralcio di questo lavoro che citiamo è un breve pezzo di fantapolitica, molto utile per capire la forza profetica di Thiriart e per capire gli anni passati, il nostro stretto presente e per elaborare il futuro. Perché è scoppiata la guerra in Ucraina? Perché si va in piazza per un riarmo europeo contro la Russia e si tace dei massacri di migliaia di bambini palestinesi? Perché gli Usa parlano con la Russia senza l’Europa di mezzo?

Ma prima di questo un ultimo sguardo alla visione definitiva di Thiriart, la visione di chi ha messo l’Europa al centro di tutto: 

“Subire l’imperialismo, no. Partecipare ad un Impero, si. Quello che il Cremlino deve proporre all’Europa occidentale è un colpo di tuono come il Patto Ribbentrop-Molotov dell’estate 1939. Un nuovo Patto Ribbentrop -Molotov, che stavolta sarebbe seguito da un’integrazione delle due parti in un solo e medesimo Stato-Nazione”.

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Un emozionante concetto di Impero che Thiriart lascia alle future generazioni, come indica Claudio Mutti: “Nella mia biblioteca conservo un esemplare della prima edizione di questo libro ('édité à Bruxelles, par Jean Thiriart, en Mai 1964'). La dedica che l'Autore vi scrisse di suo pugno contiene un'esortazione di cui vorrei si appropriassero i lettori delle nuove generazioni, questa: 'Votre jeunesse est belle. Elle a devant elle un Empire à bâtir'. Diversamente da Luttwak e da Toni Negri, Thiriart sapeva bene che l'Impero è l'esatto contrario dell'imperialismo e che gli Stati Uniti non sono Roma, bensì Cartagine.

Insomma per Jean Thiriart è normalissimo che Europa occidentale e Russia siano non solo alleate, ma legate alla stessa struttura e da un punto di vista geografico, politico, culturale: solo un nemico dell’Europa auspicherà l’inverso. Vede un’Europa Potenza, futuristica, avanzata, tecnica eppure vicina all’uomo. Oggi invece il Continente è più che vecchio che mai, è in balia degli interessi statunitensi, e le chiacchiere di opposizione a un singolo presidente (oggi Trump) sono fumo negli occhi: siamo il loro granaio, siamo stati separati con un solco dalla nostra metà orientale, siamo stati deindustrializzati e l’economia finanziarizzata. I nostri debiti andranno ad arricchire gli speculatori di Black Rock e a fornire armi (USA) alla polizia di frontiera, gli eserciti Nato messi in mezzo al continente per tenerlo spaccato e quindi debole.

Ora lasciamo la parola a Thiriart e al suo esperimento fantapolitico. Quanto mai utile per astrarsi e riuscire a riflettere come un’auto analisi sulla nostra triste condizione.

Uno scenario fantapolitico: l'esercito sovietico in Messico e una "Sesta Flotta" sovietica nel Mar dei Caraibi


Immaginiamo adesso un rovesciamento teorico della situazione nel 1984. Gli USA sono una grande potenza continentale industriale, di filosofia biblica, dove la giornata lavorativa è di dieci ore e dove gli atei sono curati con scariche elettriche, quando li trovano. La diffusione dei libri di Darwin comporta l'internamento in un ospedale psichiatrico. Un'America biblica d'urto con un potente esercito terrestre. Il tema americano è la prosperità. La flotta americana tenta disperatamente di raggiungere il livello della flotta sovietica, che è sempre superiore.

L'Unione Sovietica difende il tema della pace. Le testate atomiche russe difendono la pace e le testate atomiche americane difendono la prosperità (e la Bibbia).

L'Unione Sovietica ha creato l'ODAC, ossia l'Organizzazione di Difesa dell'Atlantico Centrale. Nell'ODAC solo l'URSS detiene l'armamento atomico e può decidere di usarlo. Un potente esercito messicano di 400.000 uomini, il Bundes-Exercito, è ammassato ai confini della California. Un corpo di spedizione sovietico di 300.000 uomini ha la sua base in Messico. Nel Mar dei Caraibi la Sesta Flotta sovietica è dotata di numerose portaerei e non abbandona mai questo mare. L'alleato più sicuro dell'URSS è il piccolo Stato eroico di Cuba, il cui "piccolo popolo ha tanto sofferto". Dopo 2000 anni di persecuzioni, gli atei disgustati hanno lasciato gli USA per tornare sulla terra dei loro antenati, a Cuba. Fu a Cuba, infatti, che tremila anni fa apparve un profeta chiamato Castro, il quale ebbe il grande onore di conoscere personalmente Dioniso. Dopo 2000 anni di sofferenze e di pogrom, le vittime del razzismo antiateo hanno finalmente una loro patria. Come tutti sanno, Dioniso è apparso a Cuba. In questi tempi egli ha detto agli atei: "Voi siete il mio popolo eletto e regnerete sulla terra". Il piccolo Stato eroico è il miglior alleato di Mosca. Le finanze di Cuba sono esauste a causa delle spese militari e dei frequenti baccanali. Ma Mosca aiuta continuamente Cuba. A Mosca è impossibile fare carriera politica senza farsi preliminarmente incubanare. Essere incubanato significa mettersi incondizionatamente al servizio della politica paranoica e messianica di Cuba. Nell'Armata sovietica ci sono numerosi sacerdoti e devoti di Dioniso. Recentemente Mosca ha sbarcato in Messico nuove testate atomiche di media gittata, gli americano-missili, capaci di raggiungere Dallas e Saint-Louis in quindici minuti. Ciò ha provocato le urla di Washington, che rifiuta ancora di discutere di disarmo a Ginevra.

Queste urla non impressionano troppo Mosca, la quale si augura una guerra limitata al Messico settentrionale ed alla California meridionale. Nel 1945 la California era diventata un satellite degli USA. La potenza dell'armata terrestre degli USA è temibile e il fanatismo biblico alimenta il morale dell'esercito di Geova. Mosca sa bene che se il Messico (400 milioni di abitanti con un'industria enorme) cadesse nelle mani di Washington, sarebbe la fine dell'egemonia sovietica sugli oceani. Così, tutti gli strateghi incubanati di Mosca hanno già previsto di distruggere il Messico, qualora dovessero ritirarsi. A Mosca, e più ancora all' Avana, hanno previsto la possibilità di ridurre il Messico a un deserto e ad un cimitero. Infatti gli USA, ingranditi dall'aggiunta del Messico, diventerebbero la prima potenza mondiale e l'URSS dovrebbe ripiegare su se stessa. A Cuba sono entusiasti di questa idea. Il loro solo obiettivo è la Grande Cuba, la rinascita dei templi di Dioniso dappertutto, in Florida e in Louisiana. All'Avana i sacerdoti di Dioniso dispongono già di una marionetta, un certo Bechira, che si dice biblico, ma in realtà è un burattino degli atei.

Mi si dirà che ho fatto della fantapolitica? Ma no, è il negativo di una fotografia. Qui tutti trovano normale che la flotta americana spadroneggi nel Mediterraneo, col pretesto di difenderci. Ma se, in una situazione inversa, la Flotta russa sfidasse gli USA navigando nei Caraibi, che cosa direbbero gli esangui Europei di Parigi, Bonn e Londra? Che cosa direbbe l'opinione europea manipolata, se domani il Messico ammassasse ottanta divisioni di carri armati vicino alla California? E se un corpo di spedizione sovietico di 400000 uomini avesse la sua base in Messico?[...]

Chiudiamo noi. E’ facile capire perché è importante ragionare in questi termini. Quanti guerrafondai lo sarebbero ancora se davvero sapessero di dover sparare e prendere colpi? Ma la frase più importante, quella su cui adesso vogliamo concentrare l’attenzione è:

“Così, tutti gli strateghi incubanati di Mosca hanno già previsto di distruggere il Messico, qualora dovessero ritirarsi. A Mosca, e più ancora all' Avana, hanno previsto la possibilità di ridurre il Messico a un deserto e ad un cimitero.

Ed è fondamentale leggere il suo negativo, quello vero: gli strateghi statunitensi hanno già previsto, stanno già procedendo alla distruzione dell’Europa nel momento in cui decidono di spostare l’attenzione altrove. E’ quello che sta succedendo da decenni, è quello che succederà sempre più se continueranno a governarci queste classi dirigenti asservite e se l’opposizione sarà quella delle estreme destre e sinistre neuroprogrammate da una lingua angloamericana.