L’analisi che abbiamo fatto e continuiamo a fare è piuttosto lineare e chiara, di certo si può definire “basata”. Quello che non si può dire è che sia errata. Più passa il tempo e più si dimostra solida e inattaccabile. Ogni altro punto di vista, che sia portato avanti da antifascisti, anticomunisti, liberali di ogni sorta, accelerazionisti destroidi o sinistroidi (comunque droidi), prima o poi si contraddice e si contorce.
Di seguito elencheremo tre pezzi che abbiamo lasciato volutamente sulle pagine della Rivista Eurasia, che si occupa con coerenza di geopolitica da decenni.
Ma prima qualche appunto sparso.
Viviamo in una società ormai incapace di analisi, in cui i personaggi non giocanti esprimono le parole d’ordine scritte per loro dall’algoritmo: ci si schiera insultandosi fra “zecche rosse” e “fascisti”, facendo il tifo per le bandierine, senza nessun senso di realismo e critica.
Chi guida questa società occidentale sono ancora gli Stati Uniti d’America tramite appunto l’algoritmo distribuito nelle piattaforme online. Questi Stati Uniti d’America che non si stanno ripiegando nell’isolazionismo, bensì si stanno riposizionando ovunque: attaccano in Iran, in Nigeria, negli ultimi giorni in Venezuela. Aspettiamoci l’acquisizione più o meno ufficiale, poco importa, della Groenlandia.
Diceva nel 1985 Jean Thiriart:
La Groenlandia è danese (era...), quindi europea. Anche l’Urss è europea. Nella geostrategia, la Groenlandia riveste un’importanza fondamentale, vitale per l’Urss di oggi e per l’impero euro-sovietico domani. Nella geoeconomia, pure.
E aspettiamoci che in Ucraina a dispetto degli analisti algoritmici, scorazzino in maniera più o meno velata le truppe NATO. E si, la NATO sono soprattutto gli Stati Uniti d’America e continueranno ad esserlo.
LA PUGNALATA ALLA SCHIENA
In questo primo pezzo “Una nuova pugnalata alla schiena e la sconfitta dell’Europa” si pone l’analisi di base: quella degli Stati Uniti è una vera e propria guerra nei confronti dell’Europa. E’ necessario rendersene conto, così come è necessario capire che la guerra l’abbiamo persa.

PROMUOVERE LA GRANDEZZA EUROPEA?
Nel secondo contributo “Promuovere la grandezza Europea?”, si va ad analizzare meglio in che modo Washington stia sanzionando la sconfitta Europa.

MOSCA HA PERSO
In questo terzo pezzo ci si costringe con una parte dell’Europa, la Russia. E si indica come anche Mosca abbia perso, per il momento, la sua sfida con gli Stati Uniti.
La presa di coscienza della situazione è necessaria per invertire la rotta, verso una sovranità Europea vera.
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