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martedì 27 agosto 2013

11 settembre 2001: contenimento della Russia e debolezza dell'Europa (Robert Steuckers)

Intervista con Robert Steuckers. Domande di Olivier Chelmel.
Bruxelles, 31/01/2002

1. Secondo lei, Robert Steuckers, gli attentati dell’11 settembre 2001 sono il punto di partenza, simbolico e spettacolare, di un nuovo ordine mondiale che si cerca, quello del dopo guerra fredda, non considerando gli scorsi dieci anni che un periodo transitorio?

La pace ad ogni costo

Comunicato del movimento EURASIA sulla partecipazione della Russia ad azioni di guerra al fianco degli USA contro i Talibani afghani
18 settembre 2001

Chi semina vento raccoglie tempesta (Maurizio Murelli)

Riflessioni in ordine sparso sul delirio occidentale

L’11 settembre 2001 è stata cancellata per sempre dalla testa degli americani l’idea che nessuno al mondo sarebbe mai stato capace - e avrebbe osato - presentare il conto per il tipo di “politica” imposto dai suoi governi (ma meglio sarebbe dire “sistema”) ai popoli della Terra, una “politica” che ha nel progetto di egemonia economica, culturale e militare su tutto il Pianeta la sua chiave di volta. 

domenica 25 agosto 2013

Dal cuore d'America a quello d'Eurasia (Carlo Terracciano)

Aspetti geopolitici della crisi mondiale

Giuro a Dio che l'America non vivrà in pace finché la pace non regnerà in Palestina
e finché tutto l'esercito degli infedeli non avrà lasciato la terra di Mohammad, la pace sia con Lui "
Dal proclama di Osama bin Laden,
dopo l'aggressione americana all'Afghanistan.



E’ passato quasi un mese dall’azione dei martiri-suicidi contro le “Torri gemelle” e il Pentagono; cioè contro il cuore economico e quello militare strategico degli Stati Uniti d’America ed è alfine scattata la promessa risposta contro i presunti finanziatori e mandanti della più clamorosa operazione contro la superpotenza imperialista. L’attacco americano all’Afghanistan, richiesto a gran voce dall’opinione pubblica americana e voluta dal governo per placare la sete di sangue e vendetta degli sconvolti cittadini in piena isteria nazional-sciovinista, comincia comunque a delinearsi chiaramente, se non nelle sue linee e metodologie direttive d’attacco, perlomeno nei suoi obiettivi strategici e geopolitici a medio e lungo termine.

Chi semina vento? (Carlo Terracciano)

Intervento sugli attentati dell' 11.9.2001 negli USA



“Chi semina vento raccoglie tempesta”! Così dice la saggezza popolare. E la tempesta di fuoco e distruzione abbattutasi su New York, su Washington, su tutti gli Stati Uniti d’America è la conseguenza diretta di oltre cinquanta anni, mezzo secolo di guerre, di interventi militari, di embarghi commerciali, di propaganda occidentale condotta dagli USA e dai loro alleati più stretti, i sionisti israeliani e americani, in tutto il mondo; in particolare contro il mondo arabo, islamico, eurasiatico, ma non solo. Da sempre l’imperialismo americano dilaga per il pianeta come un fuoco distruttore; ed anche quando si presenta con la mano tesa degli aiuti umanitari, del benessere, della solidarietà, i suoi doni avvelenati si trasformano in miseria dei popoli, in corruzione, in schiavitù, in morte di uomini e civiltà. Tutto questo ha un nome ben preciso: Mondialismo, Globalizzazione, Capitalismo. Oggi le ultime vittime del vero Potere politico, economico, militare e ideologico mondiale, con centro sul continente americano, sono i suoi stessi cittadini. Certo non possiamo non dolerci, come tutti, per la perdita di vite umane innocenti, di semplici lavoratori, di vigili del fuoco o poliziotti, di donne e uomini d'America e non, i quali non hanno avuto altra colpa che quella di esser nati, di vivere o di lavorare nel centro dell’ ”impero”.

Risposte di Carlo Terracciano a tre quesiti della redazione di Poljarnaja Zvezda

Intervista frutto del periodo successivo all'11 settembre e la conseguente aggressione all'Afganistan. Ma utile per capire la rotta che bisogna tenere per una sistemazione adeguata delle forze.

Quanto è attualmente profonda la contrapposizione degli USA e dell'Europa? E' attualmente una contrapposizione di sistema o una frizione temporanea destinata a scomparire in contemporanea con l'inizio delle operazioni militari in Iraq?

venerdì 23 agosto 2013

La guerra dei mondi (Carlo Terracciano)

Re Virara
“Si dice che siamo entrati nell’Era della Distruzione. E’ vero?
Yudhishthira:
“Vedo sorgere un altro mondo in cui re barbari sovrastano un mondo corrotto e vizioso.
Degli uomini malaticci, spaventati, duri, vivono vite miserabili. Già incanutiti a 16 anni si congiungono carnalmente come animali. Le loro donne, perfette puttane, si vendono con bocche avide. Vacche magre e sterili. Alberi rachitici, senza vita. Niente più fiori, niente più purezza.
Ambizione, corruzione, commercio. L’Era di Kaly. L’Epoca Nera.
Campagna deserta, città insediate dal crimine. Bestie che bevono sangue e dormono nelle vie.
Acque risucchiate dal cielo. Terra bruciante, ridotta in ceneri morte. Il fuoco devasta alimentato dal vento; il fuoco trafigge la terra, spacca per largo il mondo sotterraneo.
Vento e fuoco bruciano il mondo.
Nuvole immense si ammassano. Blu, gialle, rosse si inalberano quali mostri marini su città in rovina. Sferzata dalla folgore cade la pioggia: la pioggia cade ed allaga la Terra.
DODICI ANNI DI TEMPESTA.
Le montagne squarciano le acque. Non vedo più il mondo!
Allora, quando resta soltanto un mare grigio, privo di uomini, di animali, di alberi, il Creatore beve il vento terribile e si addormenta.
(Profezia di Yudhishthira nel “Mahabharata”)