In questo pezzo datato 2005, Carlo Terracciano espone in maniera limpida e da un punto di vista europeo e moderato la visione eurasiatista. Questo tipo di analisi, senza tempo, aiuta a decifrare costantemente gli avvenimenti di attualità e orienta senza dubbio ad una visione chiara ed esatta.
"L’idea eurasiatica rappresenta una fondamentale revisione della storia politica, ideologica, etnica e religiosa dell’umanità; essa offre un nuovo sistema di classificazione e categorie che sostituiranno gli schemi usuali. Così l’eurasiatismo in questo contesto può essere definito come un progetto dell’integrazione strategica, geopolitica ed economica del continente eurasiatico settentrionale, considerato come la culla della storia e la matrice delle nazioni europee."
Continenti e geopolitica
L’Eurasia è un continente “orizzontale”, al contrario dell’America che è un continente “verticale”. Cercheremo di approfondire poi questa perentoria affermazione analizzando la storia e soprattutto la geografia, in particolare eurasiatica. Terremo ben presente che in geopolitica la suddivisione dei continenti non corrisponde a quella accademica, ancor oggi insegnata nelle nostre scuole fin dalle elementari, e che, comunque, se un continente è “una massa di terre emerse e abitate, circondata da mari e/o oceani”, è evidente che l’Europa, come continente a sé stante (assieme ad Asia, Africa, America e Australia), non risponde neanche ai requisiti della geografia scolastica. Ad est infatti essa è saldamente unita all’Asia propriamente detta. La linea verticale degli Urali, di modesta altezza e degradanti a sud, è stata posta ufficialmente come la demarcazione trai due continenti, prolungata fino al fiume Ural ed al Mar Caspio; ma non ha mai rappresentato un vero confine, un ostacolo riconosciuto rispetto all’immensa pianura che corre orizzontalmente dall’Atlantico al Pacifico. La nascita e l’espansione della Russia moderna verso est, fino ad occupare e popolare l’intera Siberia, non è altro che la naturale conseguenza militare e politica di un dato territoriale: la sostanziale unità geografica della parte settentrionale della massa eurasiatica, la grande pianura che corre dall’Atlantico al Pacifico, distinta a sud da deserti e catene montuose che segnano il vero confine con l’Asia profonda.
Nel suo libro Pekino tra Washington e Mosca (Volpe, Roma, 1972) Guido Giannettini affermava: “Riassumendo, dunque, il confine tra il mondo occidentale e quello orientale non sta negli Urali ma sugli Altai”. Inseriva quindi anche la Russia con la Siberia in “occidente” e ne specificava di seguitole coordinate geografiche: “la penisola anatolica, i monti del Kurdistan, l’altopiano steppico del Khorassan, il Sinkiang, il Tchingai, la Mongolia, il Khingan, il Giappone”. Semplificando possiamo dire che il vero confine orizzontale tra le due grandi aree geopolitiche della massa continentale genericamente eurasiatica è quello che separa l’Europa (con la penisola di Anatolia) più la Federazione Russa, con tutta la Siberia fino a Vladivostok, dal resto dell’Asia “gialla” (Cina, Corea Giappone); nonché dalle altre aree geopoliticamente omogenee (omogenee per ambiente, storia, cultura, religione ed economia) dell’Asia (Vicino Oriente arabo-islamico, mondo turanico, Islam indoeuropeo dal Kurdistan all’Indo, subcontinente indiano, Sudest asiatico peninsulare e insulare fino all’Indonesia). Più che di un confine di tipo moderno si potrebbe parlare, specie nell’Asia centrale, di un limes in senso romano, di una fascia confinaria più o meno ampia che separa popoli e tradizioni molto differenti. In termini politici, specie dopo la dissoluzione dell’URSS, potremmo comunque porre questo confine asiatico attorno al 50° parallelo, per poi proseguire con gli attuali confini di stato tra Federazione Russa a nord e Cina-Mongolia-Giappone.
Del resto, in questo XXI secolo dell’era volgare la nuova concezione eurasiatista delle aree geopolitiche e geoeconomiche omogenee supera le concezioni politiche veteronazionaliste otto-novecentesche, basate su confini ritagliati a linee rette con squadra e compasso.


