In questo saggio del 1931, Ernst Niekisch indica il compito della resistenza all'occupazione occidentale della germania. Sono evidenti le incredibili similitudini fra la Germania di Weimar (sotto il controllo di Versailles) e l’Europa di oggi, sottoposta alla gestione delle istituzioni EU e alla Nato. Allo stesso modo incredibili sono le similitudini con la nostra attuale società: la borghesia liberale non riesce più a rispettare le sue promesse di ricchezza, oggi come ieri. Doveva darci ricchezza, non crea altro che povertà e malessere. Quello che oggi non sta succedendo (almeno in apparenza...), a differenza di ieri, è la nascita e l'affermarsi di opposizioni alla società borghese morente: ma ecco qui un altro motivo di grande interesse per leggere Niekisch; si fa un gran parlare oggi di "rossobruni" e "nazbol", spesso per infangare queste posizioni e collegarle al nazismo o al comunismo. Ma ecco che un grande politico "rossobruno" come Niekisch critica aspramente i Partiti Partiti comunista e nazionalsocialista, indicando come non fanno altro che perpetuare i valori borghesi. Diverso è invece l'approccio realista che va seguito: La Russia sovietica è il bastione contro Versailles, quindi contro l'occidente. La Germania per resistere deve allearsi con la Russia e deve carezzare la forza tattica del socialismo. Lo stesso Lenin ha basato la sua idea sulla forza nazionale russa. Continuiamo a stupirci su come un autore della rivoluzione conservatrice come Niekisch riesca a parlarci e indicarci la giusta postura da tenere cento anni dopo.
sabato 9 aprile 2022
Lo spazio politico della resistenza tedesca (Ernst Niekisch)
In questo saggio del 1931, Ernst Niekisch indica il compito della resistenza all'occupazione occidentale della germania. Sono evidenti le incredibili similitudini fra la Germania di Weimar (sotto il controllo di Versailles) e l’Europa di oggi, sottoposta alla gestione delle istituzioni EU e alla Nato. Allo stesso modo incredibili sono le similitudini con la nostra attuale società: la borghesia liberale non riesce più a rispettare le sue promesse di ricchezza, oggi come ieri. Doveva darci ricchezza, non crea altro che povertà e malessere. Quello che oggi non sta succedendo (almeno in apparenza...), a differenza di ieri, è la nascita e l'affermarsi di opposizioni alla società borghese morente: ma ecco qui un altro motivo di grande interesse per leggere Niekisch; si fa un gran parlare oggi di "rossobruni" e "nazbol", spesso per infangare queste posizioni e collegarle al nazismo o al comunismo. Ma ecco che un grande politico "rossobruno" come Niekisch critica aspramente i Partiti Partiti comunista e nazionalsocialista, indicando come non fanno altro che perpetuare i valori borghesi. Diverso è invece l'approccio realista che va seguito: La Russia sovietica è il bastione contro Versailles, quindi contro l'occidente. La Germania per resistere deve allearsi con la Russia e deve carezzare la forza tattica del socialismo. Lo stesso Lenin ha basato la sua idea sulla forza nazionale russa. Continuiamo a stupirci su come un autore della rivoluzione conservatrice come Niekisch riesca a parlarci e indicarci la giusta postura da tenere cento anni dopo.
CETERUM CENSEO N.A.T.O. DELENDAM ESSE
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Oltre la destra e la sinistra, materiali per la costituzione di un'Europa socialista e comunitaria. Rivoluzione conservatrice, nazional-bolscevismo.
sabato 26 marzo 2022
L'Oriente sta morendo: il veleno della civiltà (Ernst Niekisch)
Scritto nel 1929, questo articolo di Niekisch sottolinea quanto è ancora necessario affrontare oggi: la totale sovrapposizione fra ideologie politiche e dominio geopolitico, ossia come il liberalismo sia nient'altro che il vincolo occidentale e inoltre la postura e il carattere centrale della Germania: essa, come l'Europa può essere vincolata all'occidente politico, ma aspira alla libertà orientale.
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domenica 6 febbraio 2022
A difesa della bandiera: Il Landvolk e la battaglia di Neumünster (Alexander Otto-Morris)
Il movimento Landvolk (Landvolkbewegung) è poco conosciuto oggi, questo non vale per i lettori di questo blog perché ne abbiamo parlato diverse volte; durante la fine degli anni '20 e l'inizio degli anni '30 però ha avuto un'influenza incredibile in Germania sui radicali sia di destra che di sinistra. I contadini dello Schleswig-Holstein, stufi della terribile situazione economica e delle politiche dell'establishment socialdemocratico o dei politici liberali, hanno iniziato a organizzarsi collettivamente per combattere. Uno degli eventi più noti legati ai Landvolk, a parte la loro propensione per il piazzamento di bombe, fu la famigerata "Battaglia di Neumünster" che ebbe luogo il 1° agosto 1929, nell'omonima città. Il 1° luglio il famoso portavoce diel Landvolk Wilhelm Hamkens era stato incarcerato per aver incitato a scioperi fiscali i suoi compagni contadini. Dopo aver appreso che Hamkens sarebbe stato trasferito per il rilascio nella città di Neumünster il 1° agosto, migliaia di contadini rivoluzionari hanno deciso di convergere in città per una marcia pacifica per salutare il suo ritorno in libertà. Il risultato è stato il caos. Fu durante la marcia di Neumünster che i contadini Landvolk decisero di sventolare per la prima volta la propria bandiera: una bandiera nera (che rappresenta sia il nazionalismo che il lutto tedesco), ornati di un aratro bianco (per il loro sostentamento) e di una spada rossa (che indica il loro spirito combattivo), i tre colori del vecchio Impero. La decisione della polizia di tentare di confiscare la bandiera creò scompiglio: battaglie per le strade, dita e nasi strappati dai corpi, contadini che picchiano la polizia.
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domenica 9 gennaio 2022
La dottrina Putin: verso la Quarta Teoria Politica (Alexander Dugin)
La critica di Putin al capitalismo durante il discorso di Valdai, così come una serie di altre dichiarazioni ideologiche dai colori vivaci del capo dello Stato, è un evento molto serio. Putin è un pragmatico e un realista, e durante il suo regno ha cercato di stare il più lontano possibile dall'ideologia. Questo era il suo stile aziendale: nessuna preferenza ideologica e, al contrario, il contenimento di eventuali estremi ideologici. Ciò è legato, in particolare, alla completa indistinzione di Russia Unita, dove al posto dell'idea ostenta un buco nero su larga scala.
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venerdì 31 dicembre 2021
Per una politica rivoluzionaria (Ernst Niekisch)
Le analisi di Niekisch come questa sono fondamentali per una serie di motivi: sono una ricostruzione storica lucida e di prim'ordine; parlano di un'occupazione politica e culturale dalla quale liberarsi, situazione che viviamo anche oggi; sottolineano l'importanza della geopolitica e della politica estera; indicano come filosofia occidentalista e dominio di potenze occidentali sia la stessa cosa. Anche se questo scritto è del 1926, abbiamo ancora tanto da imparare.
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domenica 19 dicembre 2021
Un destino mancato (Ernst Niekisch)
Il rovesciamento che ha avuto luogo in Germania e che si interpreta come "rivoluzione nazionale" o "rivolta nazionale" è certamente, prima di tutto, un evento di politica interna tedesca. Allo stesso tempo, considerando il suo obiettivo e orientamento, si è distinto, avendo travalicato la posizione abituale della Germania nella politica globale. Tuttavia non si è sviluppato esclusivamente sulle basi della politica estera, ma è stato direttamente provocato da alcune variazioni nelle relazioni internazionali esistenti.
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sabato 27 novembre 2021
Considerazioni su un viaggio in Russia (Ernst Niekisch)
In questo saggio del 1932, Ernst Niekisch, riflette sulla natura del nuovo Stato Sovietico, indicandone lucidamente pregi e difetti. Da teorico naturale di un vero nazionalbolscevismo si rende subito conto dell'eccessivo materialismo che andrebbe corretto con le verità indicate dai teorici della rivoluzione conservatrice; allo stesso tempo evidenzia il carattere propriamente russo e titanico di questa realtà che considera ovviamente e naturalmente un'alleato della Germania.
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giovedì 30 settembre 2021
Il Wehrwolf e il possedismo (Fritz Kloppe)
“Sradicare un capitalismo rapace – Possedismo!” L'ideologia economica della lega paramilitare nazional-rivoluzionaria di Fritz Kloppe, il Wehrwolf
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domenica 19 settembre 2021
Manifesto Nazional Bolscevico (Karl Otto Paetel)
Il testo è formato da due parti: la prima parte propone il vero e proprio “Manifesto Nazional Bolscevico” scritto da Karl Otto Paetel nel 1933, corredato da numerose note al testo che aiutano ad approfondire e capirne meglio storia e ideologia. E' lo sforzo principe che incorona un periodo magico nella storia dell'umanità: tramite questo appello vengono chiamati a raccolta, anche nel nome di Arthur Moeller van den Bruck, gli artefici della rivoluzione conservatrice tedesca, i nazional rivoluzionari e socialisti, personaggi immortali come Junger, Niekisch e molti altri che il lettore amerà, tutti capaci di perseguire senza tregua le proprie idee di superamento di destra e sinistra, opponendosi alle potenze liberali, ma anche al regime nazionalsocialista. Tutti capaci di sviluppare prima di altri, una visione geopolitica lucida di unità continentale.
Pagina della versione cartacea su Amazon
Di seguito riportiamo il Sommario del volume
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domenica 20 giugno 2021
Il percorso ideologico di Otto Strasser (Thierry Mudry)
Otto Strasser nasce il 10 settembre 1897 in una famiglia di funzionari bavaresi. Suo fratello Gregor (che sarà uno dei capi del partito nazista ed un serio concorrente di Hitler) è maggiore di cinque anni. L’uno e l’altro beneficiano di solidi antecedenti familiari: il padre Peter, che si interessa di economia politica e di storia, pubblica sotto lo pseudonimo di Paaul Weger un opuscolo intitolato Das neue Wesen, nel quale si pronuncia per un socialismo cristiano e sociale. Secondo Paul Strasser, fratello di Gregor e Otto, “in questo opuscolo si trova già abbozzato l’insieme del programma culturale e politico di Gregor e Otto, cioè un socialismo cristiano sociale, che è indicato come la soluzione alle contraddizioni e alle mancanze nate dalla malattia liberale, capitalista e internazionale dei nostri tempi.” Quando scoppia la Grande Guerra, Otto Strasser interrompe i suoi studi di diritto e di economia per arruolarsi il 2 agosto 1914 (è il più giovane volontario di Baviera). Il suo brillante comportamento al fronte gli varrà la Croce di Ferro di prima classe e la proposta per l’ Ordine Militare di Max-Joseph. Prima della smobilitazione nell’aprile/maggio 1919, partecipa con il fratello Gregor, nel Corpo Franco von Epp, all’assalto contro la Repubblica sovietica di Baviera. Ritornato alla vita civile Otto riprende i suoi studi a Berlino nel 1919 e fonda la “Associazione universitaria dei veterani socialdemocratici”.
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martedì 1 giugno 2021
Chi è Karl Otto Paetel: biografia breve
Quando pensiamo a Paetel non può non venirci in mente un avvenimento che ha di certo segnato la sua esistenza e che con la forza dell’immagine ci illustra meglio di tutto il resto il significato della sua lotta: dopo una manifestazione contro l’odioso trattato di Versailles davanti l’ambasciata francese, il nostro rivoluzionario tedesco si ritrova in una camionetta della polizia stretto fra altri due compagni di sventura: un giovane comunista e uno studente nazionalsocialista.
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lunedì 24 maggio 2021
Claus Heim: il Presidente del Reich Nazional-bolscevico
Claus Heim
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domenica 23 maggio 2021
23 maggio, nasce e muore Ernst Niekisch (Alain De Benoist)
Il 23 maggio è il doppio anniversario della nascita e della morte di una delle punte di diamante del pensiero nazional-bolscevico. Autore e politico originale e coraggioso, si è opposto a plutocrazie, vecchi privilegi e alla modernità malata presentatasi sotto forma di democrazie o dittature tecnocratiche. Nel nostro blog è possibile trovare articoli scritti di suo pugno o che parlano del suo pensiero e la sua vita. Di seguito invece una breve ricostruzione della sua vita dopo il 1945.
Niekisch dopo il 1945 (Alain De Benoist)
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sabato 22 maggio 2021
Il Nazional Bolscevismo tedesco dal 1918 al 1932 (Karl Otto Paetel)
Questo resoconto è di fondamentale importanza: sia perché riesce a dare una panoramica completa dei protagonisti e i gruppi del nazional bolscevismo tedesco, sia perché scritto da uno di quei protagonisti; quel Karl Otto Paetel di cui abbiamo pubblicato il Manifesto e altro, che grazie all'esperienza diretta ci tramanda idee e visioni di prima qualità.
Al momento, quando nella Germania occidentale le tendenze politiche, i gruppi o gli individui sono descritti come "nazional-bolscevichi" (con l'intenzione di creare polemiche e una sfumatura peggiorativa, come per "trotzkisti" o "titisti"), intendiamo tendenze, gruppi o persone orientati verso l'Oriente e filo-russi, o almeno simpatizzanti. Ma questa definizione non basta a caratterizzare il movimento che, tra la fine della prima guerra mondiale e la presa del potere da parte di Hitler, attirò l'attenzione degli ambiti teorico-politici, all'"estrema destra" come all'"estrema sinistra" in molti modi e con lo stesso nome.
Dai due lati, il movimento si basava fondamentalmente su motivazioni politiche interne: i socialisti rivoluzionari si sono radunati attorno all'idea di nazione perché la vedevano come l'unico modo per mettere in pratica il socialismo. I nazionalisti convinti tendevano verso la "sinistra" perché, secondo loro, i destini della nazione potevano essere affidati solo tramite la fiducia a una nuova classe dirigente. Sinistra e destra si univano in un odio comune per tutto ciò che chiamavano imperialismo occidentale, il cui principale simbolo era il Trattato di Versailles e il garante, il "sistema di Weimar". Quindi era quasi inevitabile che ci rivolgessimo, in politica estera, alla Russia, che non aveva preso parte al Trattato di Versailles. I circoli "nazionali" lo fecero con l'intenzione di continuare la politica del barone von Stein, della convenzione di Tauroggen, e infine quella della "controassicurazione" di Bismarck; la sinistra dissenziente, da parte sua, nonostante le critiche spesso violente che formulava contro la politica comunista internazionale dell'Unione Sovietica, rimase convinta del carattere socialista, quindi ad essa correlato, dell'URSS, e attendeva la formazione di un fronte comune contro l'Occidente borghese e capitalista.
Il bolscevismo nazionale includeva quindi nelle sue fila nazionalisti e socialisti tedeschi che, introducendo una crescente intransigenza social-rivoluzionaria nella politica tedesca, contavano sull'aiuto russo per raggiungere i loro fini.
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mercoledì 19 maggio 2021
Tusk: il rompighiaccio antiborghese oltre destra e sinistra (Bertrand Eeckhout)
Tra i movimenti della gioventù ce n'è uno che è particolarmente noto per il suo radicalismo antiborghese: la DJ.1.11. o la Deutsche Jungenschaft 1.11. (1 novembre, data della sua fondazione). Il radicalismo di questo movimento è dovuto essenzialmente alla personalità del suo capo e fondatore: Eberhard Koebel, detto "Tusk". Nato nel 1907 a Stoccarda, figlio di un alto funzionario, Eberhard aderirà molto giovane ai Wandervögel, più tardi passerà ai Freischar dei quali diverrà "Gaufuhrer" a Wurtember nel 1928. Questo piccolo uomo, nervoso ed energico non fu in alcun modo un teorico. Fu sopratutto un artista che rivoluzionò lo "stile" dei movimenti della gioventù dando un aspetto moderno alle sue riviste, conferendogli una grafica audace, moderna e pulita.La sua notorietà nel movimento e in tutta la Germania si deve sopratutto alle sue innovazioni. E queste non sono state solo di ordine grafico. Infaticabile viaggiatore, Koebel aveva visitato e vissuto con i lapponi, attraversato il nord della Russia europea, sbarcato in Novaja Zemlja. Dai suoi viaggi inediti e originali riporta indietro, oltre al suo soprannome "Tusk" ("Il tedesco" in scandinavo, la Kohte (tenda lappone), la balalaika e il banjo. Questa tenda nera e questi strumenti musicali saranno adottati con entusiasmo dai giovani. "Vivendo con intensità" Koebel percorre il suo paese in moto (un altro tratto di modernismo) per reclutare nuovi membri. Gli antiborghesi di Tusk si scinderanno dalla Freischar l'1 novembre 1929 riunendosi sotto la bandiera della DJ.1.11. Tusk imprimerà al suo movimento uno stile originale e un'etica nuova. Il suo stile e la sua etica si imporranno nel campo che organizzerà nel 1931 (Sühlager).
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domenica 9 maggio 2021
Gioventù nazional-rivoluzionaria contro Weimar e nazismo (Thierry Mudry)
Dal 1924-'25 fino alle elezioni legislative del settembre 1930, che proiettarono bruscamente in primo piano il partito nazionalsocialista, la militanza nazionalista in Germania è stata rappresentata principalmente dai gruppi paramilitari (Wherverbände) eredi dei corpi franchi, e dalle leghe della gioventù (Bünd).(1) Sotto l'effetto della crisi economica gli elementi più radicali di questi gruppi e delle leghe nazionali evolvettero verso il nazional-socialismo rivoluzionario (tendenza Strasser) o il nazional-bolscevismo, mentre gli altri (cioè la maggioranza dei membri e dei capi delle leghe) si adeguarono alla situazione creando nuovi partiti come il Partito dello Stato Tedesco (prodotto della fusione del Partito Democratico e del Giovane Ordine Tedesco di Arthur Mahraun) e il Partito Popolare Conservatore (formato da cristiano-sociali e elementi provenienti dal partito di estrema destra DNVP) cercando invano di renderli strumenti validi per il rinnovamento della Germania.
Il socialismo bündisch
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giovedì 22 aprile 2021
Possiamo aspettare (Paetel, Karl Otto)
Siamo diventati scettici nei confronti dei molti strateghi rivoluzionari che hanno immediatamente predetto la rivoluzione tedesca.
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lunedì 12 aprile 2021
La nuova fede (Paetel, Karl Otto)
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mercoledì 7 aprile 2021
Che Guevara, rivoluzionario conservatore (Maxim Medovarov)
I nemici di Ernesto Guevara sono, di solito, ridotti a due categorie: liberali e neonazisti che al solo sentirne il nome sono presi da una totale isteria.
Tuttavia, scavando più in profondità: dove si colloca Che Guevara nel piano cartesiano politico, fra destra e sinistra? Questa figura non è forse significativa per quanto concerne la sua sintesi, per quanto concerne la Rivoluzione conservatrice? Negli ultimi anni sono stati pubblicati molti reportage sia sul caudillo spagnolo Franco che sul leader argentino Peron in quanto avevano legami con Che e Fidel. Da un banale punto di vista ideologico questo sarebbe stato impensabile, ma in pratica lo era. Qual è la chiave? Qual è il vettore economico della rivoluzione conservatrice, a cui contribuì anche Che Guevara?
La risposta può essere trovata in Immanuel Wallerstein: si tratta dell'opposizione alla commercializzazione delle terre e alla proletarizzazione del lavoro, queste due realtà del sistema mondiale capitalista. Ogni forza politica che mina queste due realtà apre la porta alla liberazione. E tale fu durante il periodo di Arbenz in Guatemala, durante il suo regime Che Guevara iniziò la sua carriera politica, quando Arbenz nazionalizzò la multinazionale americana della frutta.
I veri movimenti di sinistra sono capaci di combattere la commercializzazione delle terre e la proletarizzazione del lavoro? No.
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giovedì 25 marzo 2021
Versailles (Paetel, Karl Otto)
Questo paragrafo del Manifesto del Nazional Bolscevismo potrebbe sembrare anacronistico e di scarso interesse: è invece fondamentale per capire le basi radicalmente spaziali e sovrane dell'ideologia bolscevica.
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