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martedì 27 agosto 2013

Occidente: fronte infame (Maurizio Murelli)

"L'appoggio che Osama Bin Laden riceve in Pakistan, Indonesia e Matalysia non mi stupisce. Quelli sono popoli convertiti all'Islam: per dirla brutalmente, non son arabi. E' la tipica nevrosi del convertito: dimostrare a tutti di essere un buon fedele. Più realista del re, insomma".

Lo dice il neo-premio Nobel per la letteratura sir Vidia Naipaul. Appunto, potremmo dire noi a proposito dei nostrani filoamericani. Anche noi non siamo yankees ma sbaviamo per essere buoni sudditi dello zio Sam e quindi, avanti con i deliri e gli sproloqui mediatici. Perché oggi la questione è appunto questa: che l'America sia un paese pericoloso, un paese predatore che intende subordinare alla propria legge e ai propri principi tutto il Pianeta, ebbene, questo non solo è palese e se vogliamo anche logico, al di là di tutte le menate sul concetto di libertà, democrazia, civiltà e quant'altro propinatoci dai nostri imbonitori mediatici: è naturale, è nella natura degli Stati. Ogni epoca vede una civiltà egemone che estende il suo potere culturale e militare sul mondo conosciuto.

Chi semina vento raccoglie tempesta (Maurizio Murelli)

Riflessioni in ordine sparso sul delirio occidentale

L’11 settembre 2001 è stata cancellata per sempre dalla testa degli americani l’idea che nessuno al mondo sarebbe mai stato capace - e avrebbe osato - presentare il conto per il tipo di “politica” imposto dai suoi governi (ma meglio sarebbe dire “sistema”) ai popoli della Terra, una “politica” che ha nel progetto di egemonia economica, culturale e militare su tutto il Pianeta la sua chiave di volta.