Visualizzazione post con etichetta Black Front. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Black Front. Mostra tutti i post

domenica 20 giugno 2021

Il percorso ideologico di Otto Strasser (Thierry Mudry)

Otto Strasser, Black Front, Fronte nero

Otto Strasser nasce il 10 settembre 1897 in una famiglia di funzionari bavaresi. Suo fratello Gregor (che sarà uno dei capi del partito nazista ed un serio concorrente di Hitler) è maggiore di cinque anni. L’uno e l’altro beneficiano di solidi antecedenti familiari: il padre Peter, che si interessa di economia politica e di storia, pubblica sotto lo pseudonimo di Paaul Weger un opuscolo intitolato Das neue Wesen, nel quale si pronuncia per un socialismo cristiano e sociale. Secondo Paul Strasser, fratello di Gregor e Otto, “in questo opuscolo si trova già abbozzato l’insieme del programma culturale e politico di Gregor e Otto, cioè un socialismo cristiano sociale, che è indicato come la soluzione alle contraddizioni e alle mancanze nate dalla malattia liberale, capitalista e internazionale dei nostri tempi.” Quando scoppia la Grande Guerra, Otto Strasser interrompe i suoi studi di diritto e di economia per arruolarsi il 2 agosto 1914 (è il più giovane volontario di Baviera). Il suo brillante comportamento al fronte gli varrà la Croce di Ferro di prima classe e la proposta per l’ Ordine Militare di Max-Joseph. Prima della smobilitazione nell’aprile/maggio 1919, partecipa con il fratello Gregor, nel Corpo Franco von Epp, all’assalto contro la Repubblica sovietica di Baviera. Ritornato alla vita civile Otto riprende i suoi studi a Berlino nel 1919 e fonda la “Associazione universitaria dei veterani socialdemocratici”.

Nel 1920, alla testa di tre “centurie proletarie” resiste nel quartiere operaio berlinese di Steglitz al putsch Kapp (putsch d’estrema destra). Lascia poco dopo la SPD (Partito social-democratico) quando questa rifiuta di rispettare l’accordo di Bielefeld concluso con gli operai della Ruhr (questo accordo prevedeva il non-intervento dell’esercito nella Ruhr, la repressione degli elementi contro-rivoluzionari e l’allontanamento di questi dall’apparato dello Stato, nonché la nazionalizzazione delle grandi imprese), spostandosi dunque a sinistra dell’SPD. Tornato in Baviera, Otto Strasser incontra Hitler e il generale Ludendorff presso il fratello, che lo invita a legarsi al nazionalsocialismo, ma Otto rifiuta. Corrispondente della stampa svizzera e olandese, Otto si occupa, il 12 ottobre 1920, del congresso dell’USPD (Partito social-democratico indipendente) ad Halle, dove incontra Zinovev. Scrive su “Das Gewissen”, la rivista di Moeller van den Bruck e Heinrich von Gleichen, un lungo articolo sul suo incontro con Zinovev. E’ così che fa la conoscenza di Moeller van den Bruck che lo farà avvicinare alle proprie idee. Otto Strasser entrerà poco dopo nel ministero per gli approvvigionamenti, prima di lavorare, a partire dalla primavera del 1923, in un consorzio di alcolici. Tra il 1920 e il 1925 si attua nello spirito di Strasser una lenta maturazione ideologica data da esperienze personali (esperienza del fronte e della guerra civile, incontro con Zinovev e Moeller, esperienza della burocrazia e del capitalismo privato) e di diverse influenze ideologiche.

lunedì 22 febbraio 2021

I socialisti lasciano la NSDAP! (Otto Strasser)

Otto Strasser, nazi, nsdap, black front,

Il 4 luglio 1930 un titolo sorprendente salutò i lettori del quotidiano berlinese Der Nationale Sozialist: "I socialisti lasciano la NSDAP!" L'articolo, scritto dall'eminente radicale Dr. Otto Strasser e co-firmato dai suoi più fedeli alleati attivisti, delineava in dettaglio la loro insoddisfazione collettiva per lo sviluppo delle tattiche e dell'ideologia del NSDAP (Il partito nazional socialista) e i motivi delle loro rumorose dimissioni dal Partito. Il conflitto era scoppiato quasi dal primo ingresso di Strasser nel partito nel 1925. Ex socialdemocratico, Otto era un anticonformista sin dall'inizio, essendo stato uno dei protagonisti nel tentativo del 1926 di introdurre un nuovo programma di partito e di porre limiti all'autorità di Hitler, così come un critico aperto e aspro dell'abbandono del partito della sua strategia di "linea urbana" dopo il fallimento della conquista degli elettori proletari nelle elezioni del 1928. La sua pubblicazione di un altro programma radicale proposto ("Le 14 tesi della rivoluzione tedesca") alla vigilia del Reichsparteitag alla fine di luglio 1929 fu vista come un'ulteriore provocazione, così come i numerosi articoli critici successivi che scrisse diretti contro Hitler o la strategia elettorale del partito. La goccia che fece traboccare il vaso, tuttavia, fu molto più prosaica: la decisione di Otto nel marzo 1930 di pubblicare un'edizione berlinese del suo giornale Der Nationale Sozialist, direttamente contro gli ordini di Hitler e in aperta concorrenza con il tabloid berlinese di Goebbels Der Angriff. Un Goebbels infuriato chiese a Hitler di intercedere, e questo fu l'inizio della fine. Dopo un tentativo fallito di riavvicinamento da parte di Hitler all'Hotel Sanssouci, è del 30 giugno l'ordine ufficiale del Führer in cui si chiede l'espulsione dei ribelli rimasti. Otto sperava che la sua risposta pubblicata, l'articolo tradotto di seguito, avrebbe ispirato tutti coloro che erano insoddisfatti del Partito ad unirsi a lui e ai suoi seguaci nel loro esodo dal NSDAP. Rimarrà molto deluso. Circa 5000 membri del NSDAP al massimo seguirono Otto nel deserto politico, le reclute più significative erano diversi contingenti della Gioventù Hitleriana e alcuni degli organizzatori locali più radicali. Nessun Gauleiter di spicco o leader delle SA si unì ai ribelli e persino Gregor voltò le spalle a suo fratello (i due non avrebbero parlato di nuovo fino al 1933). i Kampfzeit di Otto, i suoi "anni di lotta", erano ora ufficialmente iniziati.


I socialisti lasciano il NSDAP!

Dr. Otto Strasser

Lettori, compagni di partito, amici! Da mesi seguiamo con profonda preoccupazione lo sviluppo del NSDAP, e con crescente apprensione siamo stati costretti a notare come, sempre più frequentemente e in questioni sempre più critiche, il Partito abbia violato l'Idea (1) del nazionalsocialismo.

Su numerose questioni di politica estera, di politica interna e, soprattutto, di politica economica, il Partito ha adottato una posizione che diventava sempre più difficile da conciliare con i 25 punti che abbiamo visto come programma esclusivo del Partito; ancora più difficile era l'impressione della crescente borghesizzazione del partito,