In questo saggio del 1931, Ernst Niekisch indica il compito della resistenza all'occupazione occidentale della germania. Sono evidenti le incredibili similitudini fra la Germania di Weimar (sotto il controllo di Versailles) e l’Europa di oggi, sottoposta alla gestione delle istituzioni EU e alla Nato. Allo stesso modo incredibili sono le similitudini con la nostra attuale società: la borghesia liberale non riesce più a rispettare le sue promesse di ricchezza, oggi come ieri. Doveva darci ricchezza, non crea altro che povertà e malessere. Quello che oggi non sta succedendo (almeno in apparenza...), a differenza di ieri, è la nascita e l'affermarsi di opposizioni alla società borghese morente: ma ecco qui un altro motivo di grande interesse per leggere Niekisch; si fa un gran parlare oggi di "rossobruni" e "nazbol", spesso per infangare queste posizioni e collegarle al nazismo o al comunismo. Ma ecco che un grande politico "rossobruno" come Niekisch critica aspramente i Partiti Partiti comunista e nazionalsocialista, indicando come non fanno altro che perpetuare i valori borghesi. Diverso è invece l'approccio realista che va seguito: La Russia sovietica è il bastione contro Versailles, quindi contro l'occidente. La Germania per resistere deve allearsi con la Russia e deve carezzare la forza tattica del socialismo. Lo stesso Lenin ha basato la sua idea sulla forza nazionale russa. Continuiamo a stupirci su come un autore della rivoluzione conservatrice come Niekisch riesca a parlarci e indicarci la giusta postura da tenere cento anni dopo.
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Dal 1918, in Germania, si è andati verso un punto in cui i bisogni vitali dello Stato si trovano in totale incompatibilità con quelli della società borghese, un punto in cui è divenuto necessario a tutti i costi decidersi per lo Stato o per la società borghese. Da allora non si può essere che borghesi o tedeschi. Essere un borghese tedesco equivale ad incarnare una contraddizione insolubile. Applicare una politica borghese e tedesca non è oggettivamente possibile. Necessariamente, essa risulterà sempre un tradimento nei confronti della Germania da parte della borghesia. Per ragioni di autoconservazione, la borghesia tedesca deve diventare “paneuropea”; per poter continuare ad esistere, deve integrare la Germania nella Pan-Europa. La società borghese, la cultura occidentale, la situazione creata da Versailles sono, dal 1918, aspetti diversi di una stessa realtà. Ma il vero senso di questa realtà è la sottomissione della Germania e l'estorsione di tributi imposti al popolo tedesco. Una politica tedesca, volendo soddisfare i bisogni vitali del Paese, non può che essere antiborghese, anticapitalista e antioccidentale. Se non lo sarà, inevitabilmente ricadrà sempre negli interessi della Francia.
La società borghese ha prodotto un tipo di uomo a sua perfetta immagine e somiglianza. È la "personalità liberale" che è tratta interamente dall'economia e occupa posti chiave nell'industria, nel commercio e nella finanza. L'economia è il suo destino sotto ogni punto di vista, ed egli intende la politica esclusivamente in funzione dell'economia. Il suo benessere, la percezione che ha della propria importanza,



















