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lunedì 1 giugno 2020

Bobby Sands e lo spirito rivoluzionario della libertà

Bobby Sands
Parte di quest'articolo fu pubblicata per la prima volta in forma anonima su "Republican News" il 16 Dicembre 1978. Questo articolo, scritto in prigionia, mette in mostra come lo spirito della resistenza repubblicana cresca con lui. Bobby Sands nacque nel 1954 a Rathcoole, un quartiere a maggioranza lealista di nord Belfast. Il suo ventisettesimo compleanno cadde nel nono dei suoi sessantasei giorni di sciopero della fame. Sua sorella Marcella, di un anno più giovane, e Bernadette, sono nate rispettivamente nell'aprile del 1955 e nel novembre del 1958. Tutti e tre vissero i loro primi anni ad Abbots Cross nella zona di Newtownabbey a nord di Belfast. Un secondo figlio maschio, John, nacque dai genitori , John e Rosaleen, nel giugno 1962. La settaria realtà della vita del ghetto si materializzò presto nella vita di Bobby, quando, all'età di dieci anni, la sua famiglia fu costretta a cambiare casa a causa delle intimidazioni lealiste nel 1964. Bobby ricordava sua madre parlare di quei tempi e delle cose che accaddero durante la sua giovinezza; "sebbene io non avessi mai realmente compreso che cosa significassero termini quali "internamento" o "speciali", crebbi considerandoli come simboli del demonio". Di questo periodo più tardi Bobby scrisse: ''Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l'Irlanda non diventerà una sovrana, indipendente, repubblica socialista". Quando Bobby aveva sedici anni, iniziò a lavorare come apprendista carrozziere e si iscrisse alla Unione Nazionale Metalmeccanici e alla ATGWU. In un articolo stampato su 'An Phoblacht/Republican News' il 14 Aprile 1981, Bobby ricordò: "Iniziare a lavorare, sebbene all'inizio fosse stato duro, in seguito divenne sopportabile, soprattutto per la paga alla fine della settimana. Feste, vestiti, ragazze e qualche scellino, un mondo completamente nuovo si apriva davanti a me. '' La storia di Bobby, le esperienze, le ambizioni non differiscono grandemente dalle aspirazioni di un qualsiasi altro ragazzo del ghetto; arriva il 1968 e gli eventi che dovevano cambiare la sua vita.. Bobby aveva prestato due anni del suo apprendistato quando fu minacciato fuori dal posto di lavoro. Sua sorella Bernadette ricorda: "Bobby una mattina andò a lavorare e alcuni individui stavano fermi li fuori pulendo delle pistole. Uno di questi tipi gli disse "La vedi questa? Se non te ne vai potresti assaggiarla! Inoltre Bobby trovò un biglietto nella sua cassetta del pranzo che gli intimava di andarsene".

domenica 11 agosto 2013

Perché l'Indipendenza e la Sovranità? (Alberto B. Mariantoni)

Nell’epoca del «Liberismo mondialista» sovvertitore, devastatore e prevaricatore, parlare del possibile recupero dell’Indipendenza e della Sovranità per il nostro Popolo-Nazione e per l’insieme degli altri Popoli-Nazione della Terra, sembra davvero un anacronismo o un semplice non senso. Eppure, se riflettiamo un attimo, ci rendiamo immediatamente conto dell’essenzialità, dell’inderogabilità e dell’improrogabilità di quel tipo d’irrinunciabili prerogative.

Per comprendere ed assaporare ciò che sto tentando di trasmettervi, immaginiamo - per assurdo - di essere improvvisamente costretti a vivere questo tipo di scenario…

«Siamo stanchi, affaticati. Stiamo tornando a casa dopo una lunga ed estenuante giornata di lavoro. Giungiamo davanti a casa nostra. Ci dirigiamo apaticamente e meccanicamente in direzione del nostro parcheggio privato. Proviamo a stazionare la nostra vettura, ma il nostro parcheggio è già occupato da un’altra automobile. Parcheggiamo altrove e rientriamo a casa irritati.

All’ingresso, ci accorgiamo che un estraneo ha già depositato i suoi indumenti personali sull’abituale gruccia del nostro personale guardaroba. E che quello sconosciuto, senza per altro essere stato mai invitato da noi, ha preso addirittura posto – come un nostro abituale amico o un nostro familiare – all’interno della nostra abitazione. Questo, naturalmente, senza contare che si è già installato a tavola e si è precedentemente e prioritariamente fatto servire, al posto nostro, la frugale o doviziosa cena che nostra moglie, nostra madre o nostra sorella ci aveva gentilmente ed amorevolmente preparato.