Visualizzazione post con etichetta Sud America. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sud America. Mostra tutti i post

martedì 25 agosto 2020

Intervista al maestro Jean Thiriart / Domanda 12 (Futuro degli Usa)

Jean Thiriart, Europa Nazione, Lisbona, geopolitica, Stati Uniti
DOMANDA 12

Gli Stati Uniti stanno cambiando rapidamente. Quali sfide prevedi per gli Stati Uniti nei prossimi anni?

RISPOSTA

A lungo termine i vostri collegamenti con l'Asia sono condannati. Sono condannati strategicamente. In nessun caso la Cina del 21° secolo vi tollererà a Manila o Singapore. Il vostro attuale controllo del Mar Cinese è indiscusso, ma appartiene alla prospettiva attuale, non alla prospettiva storica. È solo un concetto ideato da banchieri, finanzieri, commercianti e giornalisti. Venezia fece lo stesso errore in passato. Eppure, non appena emerse una potenza continentale come l'impero ottomano, Venezia crollò rapidamente. Una Cina imperialista del 21° o 22° secolo non vi tollererà mai nelle Filippine, non più di quanto l'impero turco possa tollerare i veneziani a Creta.

L'attuale espansione militare economica americana in Giappone e nelle Filippine è il risultato di circostanze piuttosto che di realtà geopolitiche o geostrategiche. Il Vietnam è stato un colpo di avvertimento. Non illuderti: ai giapponesi non piacete e non dimenticheranno presto Hiroshima. La mia biblioteca contiene ancora numerosi libri della mia adolescenza; atlanti dell'era 1935-1939. Cosa rimane oggi di quegli imperi francese, inglese, belga, olandese, portoghese e italiano? In meno di 50 anni tutto è cambiato; tutto è andato perduto. Cosa rimarrà dell'impero americano entro il 2035?

lunedì 29 giugno 2015

Ad un bambino indigeno (Subcomandante Marcos)

Al bambino Miguel A. Vàzquez Valtierra
La Paz, Baja California Sur


Miguel,
tua mamma mi ha consegnato la lettera assieme alla foto in cui sei con il tuo cane. Approfitto del fatto che tua mamma ritorna al tuo paese per scriverti queste righe frettolose, che forse non riuscirai ancor a capire. Tuttavia sono sicuro che un giorno, un giorno come questo in cui ti scrivo, capirai che è possibile che esistano uomini e donne come noi, senza volto e senza nome, che lasciano tutto. Anche la vita stessa, perché altri bambini (bambini come te, ma che non sono come te) possano alzarsi ogni mattina senza parole da tacere e senza maschere per affrontare il mondo. Quando quel giorno arriverà, noi, quelli senza volto e senza nome, potremo finalmente riposare sotto terra... morti, certamente, ma contenti. La nostra professione: la speranza. Il giorno sta per morire e si fa cupo quando si veste da notte, poi nascerà il nuovo giorno, prima con un velo nero, quindi con il grigio o l' azzurro a seconda che gli venga voglia di illuminare o no la polvere e il fango del nostro cammino. Il giorno sta per morire tra le braccia notturne dei grilli e allora viene questa idea di scriverti per dirti qualcosa che giunge dai "professionisti della violenza", come ci hanno definito. Ed è così, siamo professionisti. Ma la nostra professione è la speranza. Un bel giorno abbiamo deciso di farci soldati perché un giorno non siano più necessari i soldati. Abbiamo cioè scelto una professione suicida perché è una professione il cui obiettivo è scomparire, soldati che sono soldati perché un giorno nessuno debba più essere un soldato.

Neoliberismo: la quarta guerra mondiale (Subcomandante Marcos)

Subcomandante Marcos
Comandante dell' Armata Zapatista di Liberazione Nazionale

Il neoliberismo, come sistema mondiale, e' una nuova guerra di conquista di territori. La fine della terza guerra mondiale, cioè la guerra fredda, significa che il mondo ha superato la bipolarità e ha trovato stabilità sotto l'egemonia del vincitore. Ma e' difficile dire chi sia: Gli Stati Uniti? L'Europa? Il Giappone? Tutti e tre? La caduta dell' "Impero del Male" apre nuovi mercati, la conquista dei quali e' causa della quarta guerra mondiale. Come tutti i conflitti, anche questo costringe gli Stati Nazionali a ridefinire la propria identità. Il mondo torna ai vecchi tempi della conquista dell'America, dell'Africa e dell'Oceania. Una strana modernità i cui avanzamenti ci costringono a tornare indietro. La fine del XX secolo assomiglia ai crudeli secoli precedenti molto più che al futuro razionale descritto da tanta fantascienza. Vasti territori, ricchezze e specialmente un'immensa forza lavoro a disposizione attendono il loro nuovo padrone. E molti sono i candidati a questo ruolo. Da qui, la nuova guerra tra coloro che si ritengono parte dell' "Impero del bene".

PATRIA O MUERTE: Una lettura critica della figura di Ernesto "Che" Guevara (Eleuteros)

"La Rivoluzione si fa
attraverso l'uomo,
ma l'uomo deve
forgiare giorno
per giorno il suo
spirito rivoluzionario"
Ernesto "Che " Guevara
L' eroe di Santa Clara appartiene a quella categoria di personaggi che se scevri da schematismi preconfezionati, immediatamente affascina. Sfortunatamente però, gli schematismi ci sono e, soprattutto nel Belpaese, fondato sulla Resistenza e con l’eterna contrapposizione tra fascisti e antifascisti, costituiscono la regola. Tutti devono allora rientrare nelle gabbie ideologiche per poter essere facilmente etichettati, o da una parte o dall’altra. Che Guevara rappresenta, in questo campo, il classico caso da manuale. Da sempre definito comunista e da sempre “sbandierato” ad ogni raduno di piazza, è in realtà un personaggio anomalo, che differisce enormemente per pensiero e contenuti dalla sinistra europea di matrice comunista. Non prendendo in considerazione alcune biografie particolarmente agiografiche, secondo le quali leggeva Marx già alle elementari, possiamo affermare che la sua formazione politica avviene principalmente “sul campo”: i suoi lunghi pellegrinaggi lungo tutto il continente sudamericano lo portano a conoscere povertà e governi fantoccio, il cui responsabile è individuabile negli Stati Uniti e nella sua politica di sfruttamento. Del Cile, in Latinoamericana, scrive: «è un paese ricco di risorse, mai il suo futuro dipende dalla capacità di scrollarsi di dosso la dipendenza dagli Stati Uniti». Stesse considerazioni le farà per il Venezuela ed il Perù.

sabato 10 agosto 2013

Patria o Muerte: il cammino dell'America Latina

L’America Latina, un continente ritenuto da decenni dagli americani del Nord il “cortile di casa”, ha rappresentato e rappresenta ancor oggi l’esempio più vivo e deciso di opposizione al Nuovo Ordine Mondiale e al progetto messianico di globalizzazione. La dottrina Monroe già nel 1823 aveva infatti messo in chiaro quali fossero le ambizioni statunitensi sull’America Latina: “L’America agli americani! […] e non solo nella metà centro-settentrionale, ma anche nella metà Sud del continente dove gli Usa hanno sempre svolto con successo la stessa politica di divisione e asservimento dei popoli continentali che fu propria in Europa alla “casa madre”, la Gran Bretagna” (1).

Importanza geopolitica di Cuba

Le mire statunitensi sui confinanti del Sud si fondano sul concetto di sea-power. Il controllo completo degli oceani Pacifico e Atlantico consentirebbe agli USA di divenire una fortezza inespugnabile estesa lungo tutto il continente Americano. Il progetto mondialista a quel punto avrebbe con molta probabilità raggiunto la sua tappa più importante: un enorme isola in grado di controllare i mari ed i passaggi di merci e capace di imporsi in ogni dove. Gli USA hanno tentato negli anni di imporsi in ogni modo nel continente Latino, si pensi al golpe Pinochet, alle azioni di polizia compiute dalla fondazione dell’Unione a oggi, alle imposizioni economiche, scontrandosi però con resistenze nazionali di popolo più o meno forti, più o meno estese. L’esempio più eclatante e più conosciuto è sicuramente Cuba. La piccola isola caraibica ha subito dal 1822 al 1933 ben otto interventi armati da parte statunitense, ciò ad indicarne l’importanza geopolitica e strategica per gli yankee. Il dominio su Cuba avrebbe permesso agli USA il controllo dei due mari ed aperto una linearità di contatto con la striscia di proprietà americana attorno al Canale di Panama (nel 1903 infatti gli USA ottennero la zona del Canale in affitto perpetuo). L’importanza di Cuba è quindi evidente, “è veramente la chiave che può aprire o chiudere le porte di due mari […], essa è perno marittimo e geografico attorno a cui ruota la Nuova Isola del Mondo e quindi il progetto mondialista planetario di cui essa è base geostrategica di partenza” (2).