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giovedì 11 marzo 2021

Appello ai fratelli in camicia nera

Togliatti, fratelli in camicia nera, fascismo, comunismo

Appello del 1936 del Partito Comunista Italiano ai "fratelli in Camicia Nera" 


Agli operai e ai contadini,
Ai soldati, ai marinai, agli avieri, ai militi,
Agli ex-combattenti e ai volontari della guerra abissina,
Agli artigiani, ai piccoli industriali e ai piccoli esercenti, 
Agli impiegati e ai tecnici,
Agli intellettuali,
Ai giovani,
Alle donne,
A tutto il popolo italiano!
Italiani!

L'annuncio della fine della guerra d'Africa è stato da voi salutato con gioia, perché nel vostro cuore si è accesa la speranza di veder, finalmente, migliorare le vostre penose condizioni di esistenza. Ci fu ripetuto che i sacrifici della guerra erano necessari per assicurare il benessere al popolo italiano, per garantire il pane ed il lavoro a tutti i nostri lavoratori, per realizzare - come disse Mussolini - "quella più alta giustizia sociale che, dal tempo dei tempi, è l'anelito delle moltitudini m lotta aspra e quotidiana con le più elementari necessità della vita", per dare terra ai nostri contadini, per creare le condizioni della pace.

domenica 11 agosto 2013

Americanisti di tutto il mondo, unitevi! (Claudio Mutti)

A volte mi è venuto da pensare che il povero Giuseppe Bottazzi, detto Peppone, deve rivoltarsi nella tomba, se in qualche modo è venuto a sapere che quello che fu il glorioso quotidiano del Partito Comunista Italiano, “L’Unità”, è attualmente diretto da Furio Colombo, che negli Stati Uniti i suoi compatrioti d’elezione chiamano “Mister FIAT”...

In realtà, non c’è niente di scandaloso in questa squallida fine del giornale fondato da Antonio Gramsci. Habent sua fata libelli. E anche le gazzette.

In una nota a pié di pagina dell’edizione del 1950 di Americanismo e fordismo (redatta probabilmente dal curatore Felice Platone) si ricorda che il senatore Giovanni Agnelli aveva fatto delle “avances” nei confronti del gruppo di Gramsci e Togliatti, in nome di una pretesa “concordanza di interessi tra gli operai della grande industria e i capitalisti dell’industria stessa”. Nel testo, lo stesso Gramsci parla in maniera sintetica e poco chiara di un “finanziamento di Agnelli” e di “tentativi di Agnelli di assorbire il gruppo dell’’Ordine Nuovo’” (1).

Strane riconciliazioni e... antifasc-isteria (Claudio Mutti)

“Il ventesimo secolo non finirà senza assistere a strane riconciliazioni”
Pierre Drieu La Rochelle



Il 27 dicembre 1942, mentre a Stalingrado infuria la battaglia che segnerà l’inizio della sconfitta dell’Asse, Drieu La Rochelle annota nel suo Diario: “Morirò con gioia selvaggia all’idea che Stalin sarà il padrone del mondo. Finalmente un padrone. È bene che gli uomini abbiano un padrone il quale faccia loro sentire l’onnipotenza feroce di Dio, l’inesorabile voce della legge”.

Un mese più tardi, in data 24 febbraio 1943, Drieu auspica: “Ah, che muoiano pure tutti questi borghesi, se lo meritano. Stalin li sgozzerà tutti e dopo di loro sgozzerà gli ebrei… forse. Eliminati i fascisti, i democratici resteranno soli di fronte ai comunisti: pregusto l’idea di questo tête-à-tête. Esulterò nella tomba”.

Il 3 marzo si augura la vittoria dei Russi, piuttosto che quella degli americani: “I russi hanno una forma, mentre gli americani non ne hanno. Sono una razza, un popolo; gli americani sono un’accolita di ibridi”.