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sabato 26 giugno 2021

Tradizione e Rivoluzione (Edouard Rix)


Per cosa stiamo combattendo? Ogni soldato politico deve sollevare questa domanda. Per quanto possa sembrare contraddittorio, siamo inclini a rispondere che combattiamo per la Tradizione e la Rivoluzione.

La tradizione


Prima di tutto, non bisogna confondere la Tradizione con le tradizioni, cioè usi e costumi.

La Tradizione indica l'insieme della conoscenza di ordine superiore riguardo l'Essere e le sue manifestazioni nel mondo, così come ci sono state lasciate in eredità dalle generazioni precedenti. Non riguarda ciò che è dato nello spazio e nel tempo, ma ciò che è sempre. Ammette una varietà di forme - tradizioni - pur rimanendo una nella sua essenza. Non bisogna confonderla con l'unica tradizione religiosa, perché copre la totalità delle attività umane - politiche, economiche, sociali, ecc. . .

martedì 21 luglio 2020

La disintegrazione del sistema / I. Analisi (Franco Freda)

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I. ANALISI


"È inevitabile che in questo mondo di sfruttatori e di sfruttati non sia possibile alcuna grandezza che per ultima istanza non abbia il fatto economico. Vengono bensì contrapposte due specie di uomini, di ani, di morali, ma non occorre avere molto acume per accorgersi che unica è la sorgente che le alimenta. Così è anche da un medesimo tipo di progresso che i protagonisti della lotta economica traggono la loro giustificazione. Essi si incontrano nella pretesa fondamentale di essere ognuno il vero autore della prosperità sociale per cui ognuno è convinto di poter minare le posizioni dell'avversario quando riesce a contestargli ogni diritto di presentarsi come tale." (L'operaio nel pensiero di Ernst Junger, Julius Evola)


La ragione fondamentale che ci ha indotto a convocare questo Congresso è determinata dal profondo convincimento - mio e vostro - che il momento presente imponga alla nostra organizzazione l'esigenza di "serrare i ranghi" attorno ai motivi centrali della nostra idea della vita e del mondo. L'esigenza, in primo luogo, di riconoscere quali siano realmente i piani di riferimento, i cànoni da cui derivare la nostra presenza politica - di scorgere la direzione ideale da assumere.

martedì 23 giugno 2020

Eurasia-Islam: il Reich del futuro (Martin Schwarz)

"L’imperialismo impone, l’Impero compone" Julius Evola


L’Eurasiatismo è una filosofia aperta, non dogmatica che può essere arricchita con nuovi contenuti: scoperte religiose, sociologiche ed etnologiche, ricerche geopolitiche, economiche, geografiche, culturali strategiche e politiche, ecc. Inoltre la filosofia eurasiatista offre soluzioni originali nei specifici contesti linguistici e culturali: l’Eurasiatismo russo non sarà lo stesso delle versioni francese, tedesca o iraniana. Tuttavia, la struttura fondamentale della filosofia rimarrà invariata“. Alexander Dugin, The Eurasian Idea (evrazia.org, 1)

L’idea (neo)eurasiatista, come presentata in una visionaria ma distinta struttura ideologica e geopolitica da Alexander Dugin, è nata nel centro del blocco continentale eurasiatico. L’integrazione dell’intero continente da Porto a Vladivostok può essere motivo d’ispirazione, l’importanza risiede nella realizzazione dell’imperativo anti-americano: fermare la crescita dell’influenza e del dominio atlantisti e farli regredire con misure culturali, economiche, politiche e – ovunque necessario – anche militari. I dettagli di una simile integrazione sono tuttavia legati alle circostanze locali. E per quanto appassionanti possano essere le bozze di A.Dugin riguardanti per esempio la saldatura dell’asse Mosca-Teheran, le prospettive e priorità da un punto di vista centroeuropeo e tedesco possono essere differenti, anche se potrebbero convergere in ultima istanza.

(Nota bene: da chi vive nel territorio degli USA l’idea eurasiatista può essere vista come un’alleata, nella misura in cui essi desiderano interrompere l’avventura imperialista (pseudo)messianica e perciò ridurre gli USA al loro territorio nazionale. In questo senso essi stessi possono seguire l’imperativo anti-americano.)

Il solo punto di partenza possibile per una ricostruzione ideologica dell’Europa Occidentale, essendo i paesi che la compongono non ortodossi, può essere la Reichsidee, l’idea del Imperium nella forma di evoluzione organica della storia europea. Come “Reich” può essere qui considerata un’unità sovranazionale che non imponga una struttura omogenea a genti, religioni e tradizioni, ma piuttosto le componga sotto una comune idea o meta. Ovviamente non è necessario utilizzare il termine “Reich” per avere un simile ordinamento.

domenica 25 agosto 2013

Rivolta contro il mondialismo moderno (Carlo Terracciano)

“E anche se non dovesse verificarsi la catastrofe temuta da alcuni in relazione all’uso delle armi atomiche, al compiersi di tale destino tutta questa civiltà di titani, di metropoli di acciaio, di cristallo e di cemento, di masse pullulanti, di algebre e macchine incatenanti le forze della materia, di dominatori di cieli e di oceani, apparirà come un mondo che oscilla nella sua orbita e volge a disciogliersene per allontanarsi e perdersi definitivamente negli spazi, dove non vi è più nessuna luce, fuor da quella sinistra accesa dall’accelerazione della sua stessa caduta”…potrebbe salvare l’occidente soltanto un ritorno allo spirito Tradizionale in una nuova coscienza unitaria europea”.
(Julius Evola, Rivolta contro il mondo moderno)

“E’ allora che anche sul piano dell’azione potrebbe venire in evidenza il lato positivo del superamento dell’idea di patria, sia come mito del periodo romantico borghese, sia come fatto naturalistico quasi irrilevante ad unità di diverso tipo: all’essere di una stessa patria o terra, si contrapporrà l’essere o non essere per una stessa Causa”.
(Julius Evola, Cavalcare la tigre)