Tra «Uomini, mezz'uomini, ominicchi, piglianculo e quaquaraquà»…
Generati direttamente dal verbo latino «intellegere» o «inter-legere» (scegliere tra, discernere, comprendere), i vocaboli «intellectio, onis» (senso, significato, comprensione), «intellectualitas, atis» (facoltà di comprensione) e «intellectus, us» (percezione, azione di discernere e/o di comprendere) ci permettono immediatamente di intuire il significato ed il senso della parola INTELLETTUALE («intellectualis, e»). E, allo stesso tempo, ci lasciano ugualmente individuare, facilmente identificare ed inequivocabilmente distinguere la peculiare caratteristica che emana o risulta da chi possiede la particolare facoltà (o la singolare e specifica inclinazione/propensione) di riuscire celermente a rendersi conto e, quindi, a capire o comprendere con rapidità e prontezza, perspicacia e disinvoltura.
Il potersi alacremente rendere conto ed il capire o comprendere agevolmente e spigliatamente, sono – in linea di massima – dei «doni» della natura. «Doni» che - grazie alla loro variabile ampiezza, differenziata intensità e variegata profusione – permettono al genere umano di diversificarsi, ed a certi uomini di distinguersi particolarmente da altri, in una naturale e spontanea scala gerarchica di qualità, capacità, abilità, ingegnosità e talenti.
Il potersi alacremente rendere conto ed il capire o comprendere agevolmente e spigliatamente, sono – in linea di massima – dei «doni» della natura. «Doni» che - grazie alla loro variabile ampiezza, differenziata intensità e variegata profusione – permettono al genere umano di diversificarsi, ed a certi uomini di distinguersi particolarmente da altri, in una naturale e spontanea scala gerarchica di qualità, capacità, abilità, ingegnosità e talenti.
