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lunedì 25 aprile 2022

La controrivoluzione progressista (Michéa, Jean-Claude)

Pruitt-Igoe, collasso, Usa, Michéa, liberali

Se per «rivoluzione» s’intende il «continuo rivoluzionamento della produzione, l’incessante scuotimento di tutte le condizioni sociali» (Marx), allora è chiaro che una società capitalista è, per suo stesso principio, eminentemente rivoluzionaria («costruiamo in un mondo che si muove!»). Se invece – e in modo più classico – si sceglie di riservare il termine «rivoluzione» solo per il processo politico che consente a un popolo (fosse anche solo per poche settimane) d’impadronirsi di un potere fino a quel momento sequestrato da una casta o un’oligarchia, allora, al contrario,
si dovrà concludere che il movimento che nella seconda metà degli anni Settanta ha progressivamente portato al trionfo inconfutabile delle idee liberali (tanto sul piano economico quanto su quello politico e sociale) deve necessariamente essere definito – almeno nei suoi aspetti dominanti – come una vera e propria controrivoluzione culturale. Perché l’importante è vedere che, nelle condizioni storicamente inedite del sistema capitalista, ogni movimento ufficialmente «progressista» e avvenirista – sul genere, lo abbiamo visto, di quello degli ideologi della Silicon Valley [a] – può dunque rivelarsi senza dubbio, e allo stesso tempo, profondamente controrivoluzionario [b]

È del resto ciò che lo stesso re Luigi Filippo

lunedì 19 aprile 2021

No al calcio e al mondo moderno! No al sistema liberale!

Gli appelli all'etica e alla morale di Uefa e Fifa sono assurdi. Viviamo davvero nell'epoca della folle ipocrisia. La cosiddetta Super League proposta dalle grandi squadre di calcio non è niente di più e niente di meno che la logica conseguenza di come è stato gestito il calcio fino ad oggi.

Siamo contenti che in molti ora, ma solo ora, si stiano rendendo conto dello stato di cose, ma riusciranno anche a fare un passo successivo e capire come posizionarsi?

Si notano molte similitudini con le interpretazioni dell'attuale crisi socio-economica e politica. L'epidemia in atto, gestita al modo dei liberali, non ha fatto altro che accelerare e coinvolgere più persone in uno stato di cose che andava avanti da decenni e che è la logica conseguenza del liberalismo dominante.

Ora ci si lamenta, ma, per tornare alla Super Lega, torna alla mente quando pochi rompiscatole ripetevano l'ormai logoro “No al calcio moderno”. Sembrano due temi diversi, ma è lo stesso. Le istituzioni politiche e sportive che oggi frignano sono i padroni di ieri. Il mercato ha un ricambio naturale, il liberismo divora i suoi figli. E chi al calcio e al mondo moderno, ossia al mondo liberale ha detto da sempre NO non si stupisce più di tanto, trova solo conferme.

Auspichiamo che dalle fila dei nuovi scandalizzati, arrivino nuovi compagni di strada per proseguire insieme la LOTTA AL SISTEMA.

No al mondo moderno, rivolta, no al calcio moderno, Ultras, Superlega

lunedì 28 marzo 2016

I germogli di sangue (Francesco Boco)

Il suicidio di Mishima ed il suo significato nella modernità
Il rifiuto della modernità e la rivalutazione della Tradizione.
L’impetuosa potenza dello spirito travalica la materia.




Un uomo che a più di trent’anni dalla morte ancora scuote coscienze, sprona uomini, spinge all’azione, indica una via; un autore essenziale, una guida irrinunciabile, uno spirito eroico tra i più puri e tragici, poiché non v’è eroismo se non tragico. 


Analizzeremo brevemente nelle righe che seguono il significato del suo suicidio rituale avvenuto il 25 novembre 1970, un gesto di rifiuto e rivolta, un estremo segno di eroismo, la fredda lama dello spirito che trafigge il futuro! 



Ci piace tuttavia considerare l’ultimo decennio di attività letteraria come eroico; certamente la venatura estetizzante nelle sue opere non scomparve, è comunque doveroso ricordare quella che possiamo definire una reazione al mondo moderno, alla sua estetica ed alle sue leggi.