Interessante analisi dei fascismi, nello specifico quello tedesco, e del loro "destino mancato" nella storia dell'Europa. Rileggendolo all'inizio di un nuovo millennio, ci sembra particolarmente importante ritrovarne il senso e il monito: l'Europa se vuole essere, deve essere socialista.
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Sono stato stupito oltre ogni misura dall'incapacità politica di cui hanno dato prova i Tedeschi nel 1939, '40 e '41, dopo le loro vittorie. È stato in quel momento che, con i loro errori politici, hanno siglato le loro future sconfitte militari.
Questi errori sembrano ancora più grandi di quelli commessi dai Francesi al tempo di Napoleone; sarebbe andata così per il semplice fatto che i Tedeschi non hanno saputo imparare la lezione dell'avventura francese.
Bisogna vedere dietro l'incapacità tedesca l'incapacità "fascista" in generale? O c'è in essa qualcosa di specifico? Entrambe le spiegazioni sono buone, in media.
La massima idiota portata avanti da Hitler, era: «Per prima cosa, faccio e vinco la guerra; poi, regolerò la politica interna dell'Europa». Questa massima era contraria a tutti gli insegnamenti della storia, a tutte le regole stabilite dai politici migliori, in particolare i Tedeschi: Frédéric e Bismarck. Clausexvitz aveva detto: «La guerra è solo una parte della politica».
Ma se si accetta, per un attimo, la massima hitleriana, allora si vedrà che il dittatore tedesco ha incominciato col fare degli errori militari.
1. Perché ha aspettato sei mesi tra la campagna di Polonia e quella di Francia?
2. Perché ha perso altri dieci mesi dopo la campagna di Francia?
3. Perché durante l'inverno '40-41 si è accontentato dell'offensiva aerea sull'Inghilterra, che era un fallimento fin da settembre, al posto di colpire l'Impero inglese nel suo punto veramente accessibile, Gibilterra?

















