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martedì 21 luglio 2020

SIBERIA (Alexander Dugin)

Dugin, Siberia, geopolitica, Ungern Sternberg, Eurasia, Russia
1. Il ruolo della Siberia 


Nel quadro generale della geografia sacra le terre siberiane svolgono una funzione speciale. La Siberia, soprattutto la sua parte settentrionale, è stata l'unica area geografica che nel corso del Kali Yuga non abbia richiamato in maniera particolare l'attenzione della "civiltà", mentre tutti gli altri territori, in un momento o in un altro, sono stati sottoposti alla colonizzazione (colonizzazione culturale prima di tutto) di diversi popoli, dando così luogo a guerre e a conflitti. Invece la Siberia, nonostante nei suoi territori non vi sia nulla che ostacoli gli insediamenti (il punto di vista contrario è un mito profano che cerca di trovare una spiegazione post factum per fenomeni attinenti alla necessità ciclica e geosacrale), si è sempre mantenuta segreta e misteriosa, ai margini della storia, come se fosse stata protetta da qualche forza speciale del Destino, da qualche arcangelo sconosciuto. Solo nell'epoca sovietica, e in forma molto frammentaria, questi territori sono entrati in contatto con la profanazione aggressiva e il banditismo utilitaristico. 

Stando alle testimonianze dell'archeologia, nel corso del Paleolitico la Siberia era molto poco popolata, più o meno come l'Europa orientale e meridionale; ma in qualche remoto angolo di essa si sono trovati i resti di civiltà antichissime. In realtà, dunque, la Siberia non è un territorio vergine, una tabula rasa, come si è soliti credere, ma una terra rimasta provvidenzialmente occultata, che nasconde i propri segreti agli sguardi profani.