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domenica 25 agosto 2013

Rivolta contro il mondialismo moderno (Carlo Terracciano)

“E anche se non dovesse verificarsi la catastrofe temuta da alcuni in relazione all’uso delle armi atomiche, al compiersi di tale destino tutta questa civiltà di titani, di metropoli di acciaio, di cristallo e di cemento, di masse pullulanti, di algebre e macchine incatenanti le forze della materia, di dominatori di cieli e di oceani, apparirà come un mondo che oscilla nella sua orbita e volge a disciogliersene per allontanarsi e perdersi definitivamente negli spazi, dove non vi è più nessuna luce, fuor da quella sinistra accesa dall’accelerazione della sua stessa caduta”…potrebbe salvare l’occidente soltanto un ritorno allo spirito Tradizionale in una nuova coscienza unitaria europea”.
(Julius Evola, Rivolta contro il mondo moderno)

“E’ allora che anche sul piano dell’azione potrebbe venire in evidenza il lato positivo del superamento dell’idea di patria, sia come mito del periodo romantico borghese, sia come fatto naturalistico quasi irrilevante ad unità di diverso tipo: all’essere di una stessa patria o terra, si contrapporrà l’essere o non essere per una stessa Causa”.
(Julius Evola, Cavalcare la tigre)

giovedì 22 agosto 2013

Testo della conferenza stampa tenuta dal Prof. C. Terracciano il 12/10/2002

Conferenza stampa tenuta dal Prof. Carlo Terracciano, il 12 ottobre 2002, dopo che era stato di fatto vietato il III Congresso di Storia Revisionista, che avrebbe dovuto tenersi a Verona, lo stesso giorno, nella sala di un Hotel cittadino, con la partecipazione di studiosi europei e del mondo islamico. (Dr. Ahmed Soroush-Direttore del "Neda Institute" Iran - Prof.Vincent Reynouord - Francia – Dr. Renè Louis Berlaz - Presidente dell’associazione "Veritè e Justice" - Svizzera - Cap. Ahmed Rani - Marocco)

Ecco la dichiarazione rilasciata dallo studioso italiano.

Se parliamo di coraggio lo facciamo a ragion veduta, specie dopo l’appello di vari rabbini del Centro Wiesenthal di Parigi, Los Angeles ecc.. rivolto al presidente del consiglio italiano Berlusconi, perché faccia arrestare e deportare i partecipanti a questo consesso di menti libere ed anticonformiste. Tra l’altro con il massimo disprezzo per l’indipendenza della magistratura, in questo caso Veronese, dal potere politico, interno ed internazionale, ai cui diktat dovrebbe sottostare. Conosco bene certi meccanismi visto che chi vi sta parlando ha subito a suo tempo anni di carcere, di persecuzioni e di censura proprio per aver scritto e parlato contro i poteri forti. Si vorrebbe forse intendere da parte di detto Centro straniero che i magistrati di Verona sono pronti ad obbedire a loro e al potere politico, contro l’espressione del libero pensiero pubblicamente espresso?
Siamo certi che le nostre istituzioni giuridiche sapranno rispondere a dovere a tanta presunzione e arroganza…O NO?!? E qui oggi si sarebbe parlato soltanto (per modo dire) delle vittime delle “democrazie”, in specie ovviamente le vittime di almeno tre secoli di imperialismo americano. Sembra infatti che oramai non soltanto il Revisionismo olocaustico delle correnti storiche anti-“sterminazioniste” debba essere criminalizzato in Italia ed in tutta Europa, ma persino gli avvenimenti più recenti, come l’abbattimento delle Torri Gemelle di New York e l’attacco al Pentagono dell’11 settembre 2001, debbano restare immuni da dubbi sulla matrice e gli scopi, per non parlare dei mandanti.

domenica 11 agosto 2013

Globalizzazione: istruzioni per (e contro) l'USA (Paolo Bogni)

Con il termine mondialismo si designa la progressiva estensione, a livello planetario, di un insieme di molteplici unicità. Il mondialismo è, al tempo stesso, una corrente di pensiero e una prassi economica, politica, sociale, tecnoscientifica, culturale, mediatica e militare originatasi circa tre secoli fa. Il mondialismo spiega, sostiene, diffonde e difende la moderna idea della trasformazione dell’intero pianeta terra in un unico villaggio globale. Con la globalizzazione (1) si indica, dunque, la descrizione di un progetto che prevede la formazione e l’affermazione a livello globale di un unico modello di sviluppo economico, di un unico modello di governo politico e di un’unica gamma di valori culturali, improntata all’egualitarismo libertario. Il padre della globalizzazione mondialista, che rappresenta l’ultimo tempo della più antica e vasta cultura europea, è l’illuminismo. La madre, presso la quale è inoculato il seme della ragione tecnoscientifica, è la rivoluzione industriale. Dal connubio tra questi due genitori viene alla luce progressivamente una nuova terra promessa che è aperta alla circolazione delle merci e dei denari e dove al suo interno fluttuano annualmente milioni di uomini. Questa megalopoli tende a distruggere tutte le specificità identitarie in nome della definitiva affermazione di una “civiltà” dell’unica massa di utenti, il cui principale fine è quello di consumare ventiquattr’ore al giorno i prodotti fornitigli dall’unico mercato mondiale. Questo sistema di molteplici unicità porta il nome di occidente. Quest’ultimo concetto non è da confondersi con la plurimillenaria cultura europea anteilluminista (2).