I leader della rivoluzione americana che si ribellarono a Re Giorgio nel 1776 si espressero chiaramente riguardo il diritto di ciascuna nazione di determinare il proprio destino. "Quando per un popolo diventa necessario sciogliere i vincoli politici che l'hanno legato a un altro popolo, e assumere lo status che le leggi di Dio e della natura gli concedono…." Thomas Jefferson (Dichiarazione d'indipendenza, 1776). Sfortunatamente, dopo aver conquistato il diritto di determinare il proprio destino, pensarono di dover determinare anche quello degli altri! I leader della colonie indipendenti credevano di essere i prescelti a governare tutto il Nord America. La cosa era considerata talmente ovvia da venir definita "manifest destiny". "Dobbiamo marciare da oceano a oceano è destino della razza bianca" Giles, rappresentante del Maryland. Questo destino manifesto condusse presto a genocidi perpetrati ai danni dei nativi americani. L'ESERCITO USA occupò spietatamente i loro territori, spingendoli verso ovest e massacrando chi provò a resistere. Durante il secolo che seguì la rivoluzione americana, i popoli nativi americani furono sconfitti uno dopo l'altro e confinati in riserve e i loro territori occupati. Il numero dei morti non è mai stato stabilito, ma la perdita non riguardò solo le vite umane: lo stile di vita dei nativi americani venne devastato! "Ho ancora davanti gli occhi i corpi delle donne e dei bambini massacrati e ammucchiati lungo la valle. Ma nel fango morì anche qualcos'altro e fu sepolto nella tormenta. Là morì il sogno di un popolo. Era un bel sogno… il grido della nazione spezzato, massacrato" Alce Nero leader spirituale popolo Lakota e sopravvissuto al massacro di Wounded Knee. Nel 1848 gli Stati Uniti avevano occupato quasi la metà del Messico. Al congreso la guerra con il Messico fu giustificata con discorsi riguardanti l'espansione della "DEMOCRAZIA ANGLOSASSONE", discorsi in realtà ispirati dalla sete di terra degli schiavisti del sud e dalla brama dell'oro dell'Ovest. Con un dominio che si estendeva da costa a costa, i teorici del destino manifesto iniziarono a sognare un impero che si espandesse oltremare. Ambizioni alimentate da fattori economici: "La nostra situazione interna ci costringe all'espansione… ogni giorno che passa, la produzione supera i consumi… siamo alla ricerca di nuovi mercati, i più grandi mercati del mondo" Charles Denby magnate delle ferrovie. "Credo fermamente che quando qualsiasi territorio al di fuori degli attuali confini degli usa, divente necessario alla nostra difesa o per lo sviluppo commerciale, non dovremmo perdere tempo e cercare di farlo nostro" Orville Platt senatore del Connecticut 1894.
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lunedì 1 giugno 2020
Liberamente tratto da "Addicted to War" di J. Andreas
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