Esistono molti modi per ignorare i pensieri di grandi uomini e vivere come se quei pensieri non fossero mai stati espressi. Nel 1980, qualsiasi spettatore nella Germania federale avrebbe vissuto proprio questo. Abbiamo celebrato il centenario della nascita di Oswald Spengler. Perfino negli omaggi offerti al filosofo, si sarebbero trovati, obiettivamente, lacune. Alcuni hanno sottolineato l'importanza della filosofia spengleriana della storia, le cui profezie sarebbero state confermate dagli eventi; ma così evitarono di affrontare le affermazioni politiche dell'autore de Il declino dell'Occidente. Altri volevano "salvare" Spengler il politico trasformandolo in un antifascista e studiando solo superficialmente i legami che esistevano tra Spengler, Hitler e il nazionalsocialismo. Non dirò nulla dei "geniali" saggisti che lavorarono prodigiosamente sul loro studio di Spengler per trarne così poco.
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lunedì 13 luglio 2020
Omaggio a Oswald Spengler (Armin Mohler)
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CETERUM CENSEO N.A.T.O. DELENDAM ESSE
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Oltre la destra e la sinistra, materiali per la costituzione di un'Europa socialista e comunitaria. Rivoluzione conservatrice, nazional-bolscevismo.
domenica 24 maggio 2020
La rivoluzione conservatrice in Germania (Armin Mohler)
1918-1932 I "Nationalrevolutionäre" e l'Est
Il vecchio schema [destra-sinistra, NdE] cade per quel che concerne non solo la politica interna, ma anche quella estera. Il modello nazionalrivoluzionario fa sorgere nuove prospettive. Finora "nazionale" è stato identificato con "antibolscevico" e quindi con "antirusso". Ciò vale genericamente sia per i "Voelkischen" che per gli "Jungkonservativen", anche se questi ultimi espressero l'idea d'una copertura alle spalle, con una certa diffidenza però, da parte dell'Unione Sovietica. I "Nazionalrivoluzionari" occupano una posizione ben diversa: tra di essi il nazionalboiscevismo ha i suoi maggiori fautori. Nel 1929 venne edito il libro di Ernst von Salomon Die Geächten (i proscritti), opera molto significativa per i "Nazionalrivoluzionari" : "Là dove, dopo la disfatta, si trovavano uomini che non volevano abdicare, si ridestò una indeterminata speranza nei confronti dell'Est. I primi che osarono pensare al "Reich" futuro anelavano istintivamente che l'esito della guerra avesse rotto ogni legame della Germania con l'Occidente". Nella Russia non viene visto dunque soltanto il nemico di Versailles. Essa è terra di miseria e di fame, alla ricerca di un sistema anticapitalistico e con caratteristiche nazionali. Schauwecker, in Deutsche allein [1931, NdE], fa dire ad un comunista russo: "Ho fatto la grande scoperta che la Russia esiste... tra dieci anni molti uomini in Russia lo diranno e molti già oggi lo sanno, perciò Trotzky dovette andarsene. Perchè è marxista, un vero marxista! Ma questo non è niente per la Russia! Il bolscevismo, questa è la Russia!".
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