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giovedì 10 settembre 2020

L'ALTERNATIVA NAZIONAL-COMUNISTA (Luc Michel) / Parte 1

Luc Michel, comunitarismo, Thiriart, nazional comunismo, bolscevismo nazionale, nazbol, Europa

"
Rendete la causa della nazione la causa del popolo e la causa del popolo diventerà la causa della nazione". V.I. Lenin

Immaginiamo un laboratorio: in questo laboratorio prevale una materia, in questa materia prevale un big-bang e dentro questo big-bang, una catena di reazioni chimiche di straordinaria violenza. Alcune molecole si disfano, altre si formano e si sviluppa un formidabile processo di fissione, combustione, ricostruzione, combustione corpuscolare; al termine del quale appare una sintesi di prodotti di natura sconosciuta. Chi avrebbe potuto prevedere la sintesi del "nazionale" e del "sociale" nel 1920? Chi, prima di Barres, avrebbe potuto immaginare l'incontro, il semplice incontro, dei due termini? Perché, beh, è a questo punto che ci troviamo ora.

L'Europa "mutatis mutandis", è a questo punto. Non ritorna, inventa, non medita, improvvisa. Non ripete vecchie formule: le brucia, le trasforma in cenere e dai frammenti, combinati follemente, forma nuovi prodotti sconosciuti. Vi si trova il nazionalismo, certamente, così come frammenti di populismo, resti di antisemitismo e un po’ di buon vecchio comunismo, meno morto di quanto sembri. Tutti questi vengono miscelati e superati attraverso il test del big bang. Nel cuore del tumulto, anche se improbabile com'era a suo tempo, c'è la sintesi fascista. Questo è un mostro che la nuova Europa crepa sotto i nostri occhi, anche se per il momento lo fa alle nostre spalle. Non ha ancora nome, questo mostro, né ha una faccia. L'ipotesi è solo che esista o che un giorno esisterà". (B.H. Levy, "enser L’Europe" e "Le Monde des debats 1993").


Nell'estate del 1993, la grande stampa scoprì quella che chiamava la tentazione o il pericolo del nazional-bolscevismo. Da Parigi a Mosca, i nostri giornalisti sembravano aver scoperto un nuovo fenomeno. La loro flagrante mancanza di cultura non ha permesso loro di conoscere la straordinaria tesi sul nazional-bolscevismo scritta dal professor Louis Dupeux quindici anni fa (1).

Da "Liberation" (Parigi) a "Soir" (Bruxelles), passando per "Le Monde", si è aperto un vero dibattito sull'argomento. Si moltiplicarono articoli, spesso contraddicendosi sul tema del nazional-bolscevismo e della fusione tra nazionalisti e comunisti. Così, "Liberation" ha intitolato un articolo, "La galassia nazional bolscevica" e ha parlato della "straordinaria convergenza ideologica che ha avuto luogo in questi ultimi mesi tra alcuni intellettuali comunisti e l'estrema destra". Ha sottolineato che "l'avvicinamento è avvenuto grazie al comune odio per la sinistra socialista, l'America e il sionismo" (2). "Soir", d'altra parte, parlava di un'alleanza tra rossi e bruni e ha sottotitolato "Finzione politica o politica senza finzione?" (3).

Nonostante la sua prima espressione politica tra le due guerre mondiali, il nazional-bolscevismo era già diventato una realtà politica europea

lunedì 20 luglio 2020

Comunitarismo e universalismo: resistenza all'imperialismo americano (intervista a Costanzo Preve)

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Intervista con il Prof. Costanzo Preve: a cura di L.Tedeschi

DOMANDA

Gli elementi caratterizzanti l'attuale fase storico politica dominata dall'impero americano e conseguentemente dal capitalismo, non sono più costituiti dalla dicotomia destra/sinistra, bensì dalla contrapposizione tra gli USA e i popoli e le nazioni che si oppongono al dominio americano.
Al modello capitalista si vuole contrapporre il comunitarismo, quale "difesa dello stato-nazione indipendente concepito in modo nazionalitario e non nazionalista, razzista e imperialista". Dato l'attuale "nichilismo nazionale" e la quasi assenza di valori e costumi identitari specialmente in Europa, quali sono i fondamenti filosofici e politici di un comunitarismo inteso quale modello politico e culturale diverso e migliore dell'individualismo liberale?

RISPOSTA 

Mentre 1'impero americano ed il tipo di "turbocapitalimo" che esso sostiene ed organizza sul piano geopolitico esistono e sono corpose realtà storiche e politiche, un "comunitarismo" che sappia essere ad un tempo anti-imperialista e democratico non esiste invece ancora, ed in questo momento resta ancora in larga misura un orizzonte astrattamente possibile. Vi è qui dunque una dolorosa asimmetria.
Così come la conosciamo storicamente la dicotomia Destra/Sinistra non è affatto universale come si pensa, ma è prevalentemente europea e latino-americana. In estrema sintesi essa e già passata attraverso tre fasi storiche fondamentali. In una prima fase (I789-1914 circa) questa dicotomia si è sovrapposta al conflitto sociale, politico ed economico fra democratici prima e socialisti poi (sinistra) ed un fronte vario e nobile di conservatori e di liberali (destra).