Visualizzazione post con etichetta La Rochelle. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta La Rochelle. Mostra tutti i post

lunedì 6 giugno 2022

Annotazioni sulla Germania (Pierre Drieu La Rochelle)

Pierre Drieu La Rochelle

Interessante analisi dei fascismi, nello specifico quello tedesco, e del loro "destino mancato" nella storia dell'Europa. Rileggendolo all'inizio di un nuovo millennio, ci sembra particolarmente importante ritrovarne il senso e il monito: l'Europa se vuole essere, deve essere socialista. 
*

Sono stato stupito oltre ogni misura dall'incapacità politica di cui hanno dato prova i Tedeschi nel 1939, '40 e '41, dopo le loro vittorie. È stato in quel momento che, con i loro errori politici, hanno siglato le loro future sconfitte militari.

Questi errori sembrano ancora più grandi di quelli commessi dai Francesi al tempo di Napoleone; sarebbe andata così per il semplice fatto che i Tedeschi non hanno saputo imparare la lezione dell'avventura francese.

Bisogna vedere dietro l'incapacità tedesca l'incapacità "fascista" in generale? O c'è in essa qualcosa di specifico? Entrambe le spiegazioni sono buone, in media.

La massima idiota portata avanti da Hitler, era: «Per prima cosa, faccio e vinco la guerra; poi, regolerò la politica interna dell'Europa». Questa massima era contraria a tutti gli insegnamenti della storia, a tutte le regole stabilite dai politici migliori, in particolare i Tedeschi: Frédéric e Bismarck. Clausexvitz aveva detto: «La guerra è solo una parte della politica».

Ma se si accetta, per un attimo, la massima hitleriana, allora si vedrà che il dittatore tedesco ha incominciato col fare degli errori militari.

1. Perché ha aspettato sei mesi tra la campagna di Polonia e quella di Francia?

2. Perché ha perso altri dieci mesi dopo la campagna di Francia?

3. Perché durante l'inverno '40-41 si è accontentato dell'offensiva aerea sull'Inghilterra, che era un fallimento fin da settembre, al posto di colpire l'Impero inglese nel suo punto veramente accessibile, Gibilterra?

giovedì 3 giugno 2021

Jacques Doriot dal comunismo al fascismo (Erik Norling)

L'emancipation, Jacques Doriot, Parti Populaire Français, partito Popolare francese, unite totale de travailleurs

Figlio di un fabbro, Jacques Doriot nasce a Bresles in Francia nel dipartimento dell'Oise, il 26 settembre 1898. Proviene da un ambiente popolare, la sua famiglia è di origine operaia e contadina. Egli è, insieme a Mussolini, l'unico dirigente fascista di autentica estrazione proletaria di un movimento che per lo più è stato caratterizzato dell’origine borghese dei suoi dirigenti. Il padre di Doriot aveva origini italiane e sua madre era fiamminga, come molti degli immigrati di seconda generazione in Francia. Appena adolescente, nell'autunno del 1915, il giovane Jacques si trasferì da solo a Saint-Denis, una piccola città industriale a nord di Parigi, che oggi è un quartiere dormitorio della capitale francese. Lì lavora come manovale in vari lavori fino a specializzarsi come operaio metalmeccanico.

All'età di 18 anni si arruolò nel partito socialista a Saint-Denis, sezione fortemente influenzata dal sindacalismo rivoluzionario, ma fu chiamato alle armi poco dopo, nell'aprile 1917, e prestò servizio con coraggio durante la prima guerra mondiale sul fronte della Lorena, venendo poi trasferito nell'Armata d'Oriente, dove la Francia aveva rinomate truppe di pace, così Doriot poté essere presente in Ungheria allo scoppio della rivoluzione bolscevica di Bela Kun e a Fiume quando D'Annunzio si ribella in quel tentativo tragico-romantico di affermazione dell'italianità in questa città dell'Adriatico. Tutto ciò fa sicuramente una profonda impressione sul giovane idealista Doriot.

Nel 1920 tornò dall'esercito con un brillante curriculum di servizio ma sempre più convinto della necessità del pacifismo militante e degli orrori della guerra. Quando al Congresso di Tours avviene la scissione del Partito socialista, che sarà l'innesco per la creazione del Partito comunista francese, Doriot segue i dissidenti fedeli a Mosca. L'Internazionale Comunista aveva già notato questa giovane promessa e lo sostiene. Appoggiato dal Comintern, Jacques Doriot scala vertiginosamente il Partito. All'età di 26 anni è già membro del Comitato Centrale, leader della gioventù comunista dal 1922 e deputato, nonché delegato francese nel Comintern, che lo ha portato a visitare più volte l'URSS, per le sessioni plenarie di quell'organo di governo del comunismo mondiale, e di raggiungere la stessa Cina. Un vero agitatore professionista, educato nella più pura ortodossia del socialismo rivoluzionario, con molto in comune con il percorso di vita di Mussolini. La sua popolarità è innegabile, soprattutto tra i membri più giovani del partito, e le sue campagne a favore della smilitarizzazione della Ruhr, occupata dalla Francia dalla fine della prima guerra mondiale, o contro l'intervento francese nel Rif marocchino, lo tengono sotto i riflettori dei media.

domenica 16 maggio 2021

I primi Gilet Gialli nel febbraio 1934: destra e sinistra unite contro la partitocrazia (M. Bozzi Sentieri)

6 febbraio 1934, La Rochelle, Brasillach, Francia, Gilet Gialli

Les derniers coups de feu continuent de briller
Dans le jour indistinct où sont tombés les nôtres.
Sur onze ans de retard, serai-je donc des vôtres ?
Je pense à vous ce soir, ô morts de février.

 

“I capi si mescolino fra di loro come hanno fatto i soldati. Perché i soldati, Clérence, si sono mescolati su quella piazza. Ho visto i comunisti vicino agli uomini dell’estrema destra; li guardavano, li osservavano turbati, con uno strano desiderio dipinto sul volto. Per un pelo non si sono incontrati, in un miscuglio stridente, tutti gli ardori della Francia. Capisci, Clérence? Corri dai giovani comunisti, indica loro il nemico comune di tutti i giovani, il vecchio radicalismo corruttore” – così Drieu La Rochelle, uno degli scrittori francesi del “Romanticismo fascista”, fa dire a Gilles, protagonista del romanzo omonimo, pubblicato, nel 1939, da Gallimard e censurato dal governo della III Repubblica. E’ il 6 Febbraio 1934, a Parigi, in Place de la Concorde, per la prima volta, si sono incontrati, in una grande manifestazione di protesta contro l’emblema della partitocrazia, il Palais-Bourbon (La Camera dei deputati), e contro il governo del radical-socialista Daladier, militanti dell’estrema destra e dell’estrema sinistra, i Camelots du Roi, gli attivisti dell’Action Francais (il movimento monarchico-tradizionalista di Charles Maurras) ed i giovani operai della “cintura rossa”, membri delle Jeunesses Patriotes e militanti comunisti, ex combattenti e disoccupati.

lunedì 29 giugno 2015

POVERA EUROPA! (Pierre Drieu La Rochelle)

Questo articolo di Drieu La Rochelle apparve su "Revolution Nationale" il 15 maggio 1944. In realtà sul giornale fu pubblicata solo una parte del suo scritto, poiché la censura tedesca ne tagliò quasi metà. Quella qui riportata, è la versione integrale. Lo spazio divisorio indica la parte che fu censurata.

Povera Europa, ti abbandoni ai quattro venti del tuo disastro. Vento asiatico, vento slavo, vento ebraico, vento americano. E non lo sai. Sarai morta senza saperlo. Questo perché non hai coscienza di te, o hai perso questa coscienza, o non l' hai ritrovata. Hai avuto una coscienza, ma ne hai perso man mano gli strumenti. Coscienza cristiana: coscienza per il papato, la Chiesa, i grandi ordini. Coscienza per l'espansione franca, per l'espansione germanica, per la feudalità, per l'Impero. Coscienza per l'arte francese, l'arte italiana, ancora l'arte francese, l'arte tedesca, l'arte inglese. Coscienza per i Rinascimenti, la Riforma, la Rivoluzione. Coscienza per la filosofia, la scienza. Coscienza per la monarchia, l'aristocrazia, la borghesia, il proletariato. Coscienza per il socialismo. Coscienza per la sofferenza del 1914-1918, coscienza per Ginevra. Coscienza per il fascismo e l'antifascismo, il comunismo e l'anticomunismo. Non hai ancora acquisito la tua nuova coscienza per l'internazionale delle nazioni, per la federazione delle tue potenze grandi e piccole che eleggevano una egemonia per l'unità del tuo socialismo. E, senza dubbio, l'acquisirai troppo tardi. Europa, tu che non sei un Impero, sei invasa da due Imperi. Quello russo e quello americano.

Un solo stendardo rosso: Attualità di Drieu La Rochelle (Claudio Mutti)

«La races des Aryens retrouve son union - Et reconnait son dieu à l'encolure fort»: così il poeta di Runes annuncia la prossima unificazione dell'Europa intorno all'Asse; ed evoca l'immagine del vessillo crociuncinato sventolante nel cuore del continente, non più bandiera del Reich tedesco, ma dell'Impero europeo: «Trecento milioni di uomini cantano in un solo campo. Un solo stendardo rosso sta sulla cima delle Alpi». Addirittura, nel marzo '42 enuncia chiaramente l'idea eurasiatista di un grande blocco composto fra l'Oceano e Vladivostok ("Idées", ripubbl. in "Chronique politique", parte V, "Les années passent").
«Un solo stendardo rosso»: ma, a mano a mano che si allontana la prospettiva della vittoria della Germania, non è più quello con la svastica a rappresentare le speranze di Drieu, bensì quello con la falce e il martello. Il 27 dicembre '42, mentre a Stalingrado infuria la battaglia che per l'Asse segnerà l'inizio della sconfitta, lo scrittore annota nel suo Diario: «Morirò con gioia selvaggia all'idea che Stalin sarà il padrone del mondo. Finalmente un padrone. È bene che gli uomini abbiano un padrone il quale faccia loro sentire l'onnipresenza feroce di Dio, l'inesorabile voce della legge».
Nella sua peraltro pregevole e approfondita "Introduzione al Diario '39-'45 di Drieu", Julien Hervier tenta di spiegarsi «l'origine di questa adorazione per un potere paterno, politico e divino» (p. 45) ricorrendo ai bolsi luoghi comuni del «rapporto col padre». La stessa «spiegazione», ovviamente, dovrebbe valere per l'auspicio che troviamo formulato in data 24 gennaio '43: «Ah, che muoiano pure tutti questi borghesi, se lo meritano. Stalin li sgozzerà tutti e dopo di loro sgozzerà gli ebrei... forse. Eliminati i fascisti, i democratici resteranno soli di fronte ai comunisti: pregusto l'idea di questo tête-à-tête. Esulterò nella tomba».

Pierre Drieu La Rochelle: Scheda biografica (T. Graziani)

Pierre-Eugéne Drieu La Rochelle nasce a Parigi il 3 gennaio 1893 da una famiglia appartenente a quello strato sociale e culturale tipico del popolo francese che egli definirà, in uno dei suoi meglio riusciti romanzi, "borghesia sognatrice". Ad appena otto anni entra nel collegio di Sainte Marie de Monceau diretto dai padri maristi. Ricorderà quegli anni affermando che non aveva amici e da tutti veniva ignorato. Tuttavia, ben presto divenne l'abile e furbo tiranno dei suoi compagni ("imponevo il rispetto" dirà più tardi). Scoprì giovanissimo gli autori che saranno i maestri di tutta la sua vita, in particolare Barrès e Nietzsche ("il santo che annuncia l'eroe"), di cui lesse con passione, primi fra tutti, "Un homme libre" e lo "Zarathustra".