Presentiamo un pezzo del 2002 per inquadrare la situazione nei primi anni duemila e capire meglio quello che succede oggi.
L’imminente guerra nel Golfo Persico iniziata dagli USA, allinea i suoi fattori geopolitici attorno a forti interazioni nelle seguenti direzioni:
USA e Iraq
USA e Israele
USA e Russia
USA e mondo.
É facile osservare che una stecca di queste interazioni sono gli USA, che formano attorno a sé una sorta di “quadrato magico” geopolitico. Cerchiamo di capire l’essenza di questo quadrato magico. All’inizio non spacchiamo il capello delle ragioni geoeconomiche che hanno indotto l’America a scegliere Bagdad come prossimo obiettivo. Sì, in quest’area il petrolio si trova alla superficie ma, in primo luogo, non tutto sta nel banale problema delle risorse energetiche e, secondo, dobbiamo capire che cosa – accanto al “petrolio” – spinge la Casa Bianca a tornare sempre in Iraq. La sequenza logica degli eventi, dal punto di vista della geopolitica, è la seguente: nell’autunno del 2001 gli USA proclamano l’inizio della lotta su scala mondiale contro il terrorismo internazionale e contro la mitica Al Qaeda, sotto tale cliché: noi cattureremo e fustigheremo quella dannata canaglia di Bin Laden che, "come tutti sanno", si nasconde tra le montagne dell’Afghanistan.
1. Ragioni geopolitiche
L’imminente guerra nel Golfo Persico iniziata dagli USA, allinea i suoi fattori geopolitici attorno a forti interazioni nelle seguenti direzioni:
USA e Iraq
USA e Israele
USA e Russia
USA e mondo.
É facile osservare che una stecca di queste interazioni sono gli USA, che formano attorno a sé una sorta di “quadrato magico” geopolitico. Cerchiamo di capire l’essenza di questo quadrato magico. All’inizio non spacchiamo il capello delle ragioni geoeconomiche che hanno indotto l’America a scegliere Bagdad come prossimo obiettivo. Sì, in quest’area il petrolio si trova alla superficie ma, in primo luogo, non tutto sta nel banale problema delle risorse energetiche e, secondo, dobbiamo capire che cosa – accanto al “petrolio” – spinge la Casa Bianca a tornare sempre in Iraq. La sequenza logica degli eventi, dal punto di vista della geopolitica, è la seguente: nell’autunno del 2001 gli USA proclamano l’inizio della lotta su scala mondiale contro il terrorismo internazionale e contro la mitica Al Qaeda, sotto tale cliché: noi cattureremo e fustigheremo quella dannata canaglia di Bin Laden che, "come tutti sanno", si nasconde tra le montagne dell’Afghanistan.