"L'appoggio che Osama Bin Laden riceve in Pakistan, Indonesia e Matalysia non mi stupisce. Quelli sono popoli convertiti all'Islam: per dirla brutalmente, non son arabi. E' la tipica nevrosi del convertito: dimostrare a tutti di essere un buon fedele. Più realista del re, insomma".
Lo dice il neo-premio Nobel per la letteratura sir Vidia Naipaul. Appunto, potremmo dire noi a proposito dei nostrani filoamericani. Anche noi non siamo yankees ma sbaviamo per essere buoni sudditi dello zio Sam e quindi, avanti con i deliri e gli sproloqui mediatici. Perché oggi la questione è appunto questa: che l'America sia un paese pericoloso, un paese predatore che intende subordinare alla propria legge e ai propri principi tutto il Pianeta, ebbene, questo non solo è palese e se vogliamo anche logico, al di là di tutte le menate sul concetto di libertà, democrazia, civiltà e quant'altro propinatoci dai nostri imbonitori mediatici: è naturale, è nella natura degli Stati. Ogni epoca vede una civiltà egemone che estende il suo potere culturale e militare sul mondo conosciuto.