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lunedì 12 agosto 2013

La creazione del nemico islamico nel quadro della geopolitica nordamericana per il dominio mondiale

Riproduciamo di seguito la postfazione al libro di Tahir de la Nive, Les Croisés de l'Oncle Sam, uscito in Francia per Avatar éditions

La recente questione sulla pericolosità dell’Islam per l’Europa occidentale, sollevata dalle opinioni di Alexandre Del Valle e di Guillaume Faye, cui Tahir de la Nive reagisce in Les Croisés de l'Oncle Sam (ed. Avatar, nov. 2002) con adeguata vis polemica, interseca più piani che vanno distinti tra loro e ricondotti nella giusta prospettiva: quella degli attuali rapporti geopolitici tra il nostro continente e gli Stati Uniti d’America.

1 - Gli USA e la conquista dell’Europa

I rapporti tra l’Europa nel suo complesso e gli Stati Uniti sono, sino alla fine del XIX secolo, di reciproca indifferenza. E’ a partire dai primi anni del XX secolo che le relazioni cominciano a cambiare. Infatti, è con l’affermarsi delle teorie propagate dal think tank costituito in seno al gruppo inglese del Round Table e con il progressivo spostamento degli interessi finanziari britannici negli Usa che si manifesta l’interesse espansionistico delle lobbies anglo-americane a danno del Vecchio Continente e a delinearsi quindi una strategia che possiamo già definire mondialista.

Prefazione del libro "Les Croisés de l'Oncle Sam" (Claudio Mutti)

Nel Corano vi è qualcosa di guerriero e di forte,
qualcosa di virile, qualcosa che si può chiamare romano.
Maurice Bardèche, Qu’est-ce que le Fascisme?

“Osiamo proseguire ed esplorare le piste aperte da un visionario mattiniero, un certo Friedrich Nietzsche”: così ci esorta nel suo Archéofuturisme (Paris 1998) Guillaume Faye, il quale menziona Anticristo come uno dei due libri che lo hanno “segnato per sempre”. Ma, a quanto pare, nel teorico dell’archeofuturismo non ha lasciato una traccia molto profonda il paragrafo 60, in cui Nietzsche esalta la civiltà della Spagna musulmana, “a noi in fondo più affine, più eloquente al senso ed al gusto, che Roma e la Grecia” e fa suo il programma di Federico II di Svevia: “Pace, amicizia con l’Islam” (1). Una riflessione adeguata su queste pagine di Nietzsche avrebbe forse potuto indurre Guillaume Faye a meditare in maniera proficua circa il ruolo che ebbe l’Islam nella visione politica e metapolitica di questo Imperatore… archeofuturista, al quale i musulmani si rivolgevano con la formula di saluto riservata ai veri Credenti. Storici come Michele Amari, Ernst Kantorowicz e Raffaello Morghen si sono soffermati sulla “inclinazione all’islamismo” (2) del grande Staufen e sulla sua ammirazione per l’istituzione del Califfato, mostrando come l’Imperatore svevo, che “il coranico Re dei re, più che il Dio cristiano, aveva esaltato miracolosamente sopra tutti i principi della terra” (3), vagheggiasse un Impero teocratico simile a quello islamico, sicché non a torto gli avversari lo chiamavano “sultano battezzato”.

sabato 10 agosto 2013

L’Asse Parigi-Berlino-Mosca cerniera dell’Eurafrica e dell’Eurasia (Tahir de la Nive)

Dopo l’ "Evil Axis" di Bush, l’Asse del Male, un po’ zigzagante, da Tripoli a Pyongyang passando per Teheran, Damasco e Pechino, le prese di distanza dei signori Chirac, Putin e Schröder nei confronti di Washington hanno creato l’Asse Parigi-Berlino-Mosca ? Esse, in ogni caso, ne hanno posto i fondamenti, sui quali si osa sperare che questi tre capi di Stato collaborino ad un autentico progetto geopolitico. Quest’Asse Parigi-Berlino-Mosca costituisce precisamente il tema del colloquio del GRECE tenutosi a Parigi il 18 gennaio (1). Trattenuti lontano da Parigi, ne siamo stati informati troppo tardi per potervi dare il punto di vista euroislamico, specialmente l’analisi storica e geopolitica che s’impone.

Storica, per cominciare. Senza risalire alle calende greche, ricordiamoci dei due grandi tentativi di unione grand-europea, quello della Francia napoleonica, quello della Germania un secolo più tardi e che tra questi due grandi progetti si produsse una sequenza di giochi diplomatici che presero la forma di una rivalità galante tra la Francia e la Germania nel corteggiamento della Russia.