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sabato 3 dicembre 2022

Le memorie di Trotsky (di Ernst Junger)


1. Lo studio di queste memorie molto profonde e rese disponibili dalla casa editrice S. Fischer, sarà più semplice per chiunque sappia guardare attraverso gli occhi dell’autore. Trotsky è un razionalista, anche se un razionalista del tipo più determinato, che non si accontenta affatto dell’ordine delle cose così come appare nei limiti della conoscenza. Piuttosto, egli è sempre pronto a realizzare quest’ordine nel regno dell’Essere [diese Ordnung im Sein verwirklichen] – purché ci siano le condizioni necessarie, cioè se ne ha il potere.

Può sembrare strano associare questo nome, indissolubilmente legato a uno dei più grandi processi di distruzione della storia moderna, alla nozione di ordine. Eppure, è giustificato. I lettori che possono avere certi preconcetti sulla natura della rivoluzione russa, come quelli diffusi nel nostro Paese, saranno sorpresi di trovare una mente precisa, educata all’economia politica, alla filosofia occidentale e alla dialettica della lotta di classe, che in una discussione pomeridiana ha probabilmente cose accattivanti da dire anche sui romanzi francesi, sulla pittura impressionista e su diversi tipi di caccia alle anatre.

Per conoscere l’aspetto scita-barbara di questa rivoluzione, bisogna consultare altre fonti. Queste comprendono principalmente il suo quadro teorico, il suo metodo di preparazione segreto e aperto, e i suoi principi organizzativi di presa e mantenimento del potere. Non è un caso che sia toccato a Trotsky plasmare il pricipale strumento del suo potere, l’Armata Rossa, e che il compito di razionalizzare scientificamente – soprattutto l’elettrificazione dell’industria degli armamenti – gli sia stato assegnato quando sembrava che la sua posizione fosse a rischio.

In questi ruoli, ha compiuto imprese significative. Nella misura in cui la rivoluzione fu un evento occidentale, si può dire che fu il suo vero elemento. La sua stella, tuttavia, era destinata a spegnersi nella misura in cui l’aspetto essenzialmente russo di questo fenomeno cominciò a diventare più chiaro. Qui Trotsky si muove su un terreno sempre più incerto. Egli diventa sempre più cieco di fronte alle potenze che emergono dal sottosuolo, la cui comparsa sfugge ai suoi calcoli. Ciò che vede di esse è solo il loro aspetto personificato, cioè uomini nuovi che gradualmente ne prendono il controllo. Li disprezza come piccoli borghesi, nazionalisti, termidoriani e falsificatori delle idee marxiste e leniniste, eppure non può fare a meno di essere manovrato in un modo per lui inspiegabile.

lunedì 24 maggio 2021

Claus Heim: il Presidente del Reich Nazional-bolscevico

Alto come una montagna, possente come una quercia, spalle gigantesche e un pugno terrificante: Claus Heim, il “generale contadino” è un eterno esempio di lotta contro il sistema.
Claus Heim, Landvolk, Nazional-bolscevismo,

Forse è solo un’illusione, ma la storia a volte fornisce grandi sorprese: e se nel 1932 Claus Heim fosse diventato Presidente del Reich? La nostra storia, la storia dell’Europa liberale di oggi, sarebbe stata molto diversa. I più grandi e attivi nazional-bolscevichi del tempo, parliamo di Ernst Niekisch, Otto Strasser, Karl Otto Paetel, Erich Ludendorff, i militanti dei gruppi Oberland e Werwolf tentarono di farne il proprio candidato alla presidenza, in un momento quasi magico in cui tutte le forze nazional-rivoluzionarie parevano potersi unire contro tutto e tutti. Purtroppo questa svolta storica non è mai avvenuta e il futuro si è avviato nell’automatismo che ci ha condotto alla decadenza odierna.

Claus Heim


Ma chi è Claus Heim? Nasce il 24 marzo 1884 a Sant’Anna comune nel distretto di Dithmarschen nella regione dello Schleswig-Holstein. Dopo studi agrari e una vita contadina vicina alla famiglia, per dissidi con questa finisce prima in Danimarca, poi espatria in Paraguay. Anche qui si occuperà di gestire la propria terra e i propri allevamenti finché non dovette partecipare alla prima guerra mondiale come ufficiale. Tornato in America Latina trovò la situazione in condizioni disastrose e quindi nel 1923 tornò in patria.

Qui cominciano i primi veri scontri con il sistema politico tedesco. Heim deve acquisire la vecchia fattoria di famiglia e prende sempre più coscienza della situazione precaria in cui vivono i contadini. Verso la fine degli anni venti è aderente allo Stahlhelm e ci sono le sue prime apparizioni pubbliche nelle proteste dei contadini, il popolo della terra, che si ritroverà proprio nel movimento di resistenza Landvolkbund. Al suo fianco alla guida delle proteste troviamo Wilhelm Hamkens, il primo contadino a finire in prigione, più moderato e abile oratore, dal quale negli anni si allontanerà accusandolo di essersi compromesso con il potere per interessi e ambizioni personali.

Heim invece non accetterà mai compromessi, con niente e nessuno: “Era una personalità impressionante sotto ogni aspetto:

mercoledì 19 maggio 2021

Tusk: il rompighiaccio antiborghese oltre destra e sinistra (Bertrand Eeckhout)

Deutsche Jungenschaft 1.11., DJ.1.11.,Tusk,symbol,logo

Tra i movimenti della gioventù ce n'è uno che è particolarmente noto per il suo radicalismo antiborghese: la DJ.1.11. o la Deutsche Jungenschaft 1.11. (1 novembre, data della sua fondazione). Il radicalismo di questo movimento è dovuto essenzialmente alla personalità del suo capo e fondatore: Eberhard Koebel, detto "Tusk". Nato nel 1907 a Stoccarda, figlio di un alto funzionario, Eberhard aderirà molto giovane ai Wandervögel, più tardi passerà ai Freischar dei quali diverrà "Gaufuhrer" a Wurtember nel 1928. Questo piccolo uomo, nervoso ed energico non fu in alcun modo un teorico. Fu sopratutto un artista che rivoluzionò lo "stile" dei movimenti della gioventù dando un aspetto moderno alle sue riviste, conferendogli una grafica audace, moderna e pulita.La sua notorietà nel movimento e in tutta la Germania si deve sopratutto alle sue innovazioni. E queste non sono state solo di ordine grafico. Infaticabile viaggiatore, Koebel aveva visitato e vissuto con i lapponi, attraversato il nord della Russia europea, sbarcato in Novaja Zemlja. Dai suoi viaggi inediti e originali riporta indietro, oltre al suo soprannome "Tusk" ("Il tedesco" in scandinavo, la Kohte (tenda lappone), la balalaika e il banjo. Questa tenda nera e questi strumenti musicali saranno adottati con entusiasmo dai giovani. "Vivendo con intensità" Koebel percorre il suo paese in moto (un altro tratto di modernismo) per reclutare nuovi membri. Gli antiborghesi di Tusk si scinderanno dalla Freischar l'1 novembre 1929 riunendosi sotto la bandiera della DJ.1.11. Tusk imprimerà al suo movimento uno stile originale e un'etica nuova. Il suo stile e la sua etica si imporranno nel campo che organizzerà nel 1931 (Sühlager).

giovedì 26 novembre 2020

Guerra e Pace: Pacifismo e Nazione (Paetel, Karl Otto)

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Dal Manifesto del Nazional Bolscevismo

La guerra e la pace non possono mai essere giudicate di per sé. La negazione o l'affermazione del loro valore e status è decisa solo in relazione alle esigenze della vita völkisch [völkischen Lebens], alla volontà nazionale di autodeterminazione e alle decisioni personali uniche che influenzano il destino nazionale che domina la vita degli individui. Coloro che non sono disposti a vedere e affrontare ogni problema dal punto di vista della loro esperienza individuale saranno in grado di esprimere un tale giudizio solo quando la loro relazione con questo aspetto sarà chiara. La guerra può essere approvata solo quando è definitivamente stabilito che è essenziale e inevitabile per il futuro, la libertà e la vitalità di un Volk, solo se il suo sperpero della sostanza del Volk [Volkssubstanz] è giustificato da un futuro più grande e più sicuro per la Volksgemeinschaft stessa.

Ma un Volk che, come oggi in Germania, è solo un oggetto della politica di altri Stati, può conoscere solo un'alternativa: prima la libertà, poi la pace.

giovedì 17 settembre 2020

A proposito de "L'Operaio" di Ernst Junger (Ernst Niekisch)

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Deve nascere l'idea dello Stato dell’operaio.. Ciò non significa, naturalmente, che d'ora in poi tutti debbano lavorare in una fabbrica o che solo gli operai di fabbrica debbano essere considerati aventi valore. La sua caratteristica essenziale sarebbe questa: la legge fondamentale di questo stato deciderebbe che il lavoro, l'adempimento di un compito (Leistung), dovrebbe essere sacro, ma sacro solo nella misura in cui tende a servire lo stato e dove gli dà significato . Un lavoro che, in un modo o nell'altro, sarebbe fondamentalmente svolto dal punto di vista dello Stato, sarebbe la pietra angolare della società e dello Stato operaio” (Ernst Niekisch, Gedanken über deutsche Politik, Widerstand, Dresden 1929)

Dal 1918, la Germania è stata imbavagliata dal mondo borghese e imperialista: la sua servitù deriva direttamente dalla logica di questo mondo borghese e capitalista. Eppure, la Germania sente di appartenere a questo mondo e intende continuare a farne parte. Meglio, appare responsabile della sopravvivenza di questo mondo, limitando così la scelta dei mezzi a sua disposizione per la lotta di liberazione. Si vieta di lottare per un ordine in cui la logica del mondo borghese e imperialista, che strangola la Germania, non abbia corso, perché questo mondo sarebbe stato completamente distrutto. Finché la Germania sarà al servizio del mondo borghese e imperialista e del suo mantenimento, rafforzerà la sua condizione di schiavitù. Inoltre, la sua appartenenza alla Società delle Nazioni è già un simbolo, poiché in questo caso si manifesta l'intangibilità dei rapporti di forza creati dal Trattato di Versailles.