*Clochemerle è un piccolo villaggio creato dalla fantasia dello scrittore Gabriel Chevallier, diventato sinonimo di luogo d’intrighi e di bassezze (N.d.T.).
La fusione che Jaurès e Millerand invocavano con le loro raccomandazioni tra il movimento operaio socialista – che fino a quel momento si era tenuto in disparte rispetto alle divergenze parlamentari tradizionali [a] – e la sinistra radicale e repubblicana (è quel sistema integrato che definirà da quel momento in poi la nuova sinistra del XX secolo) entrerà definitivamente nel costume politico francese solo nel corso degli anni Trenta e per effetto della crescente minaccia del fascismo hitleriano [b] (da questo punto di vista, dunque, è proprio l’esperienza dei Fronti popolari che consentirà di fare attecchire nell’immaginario collettivo l’idea – che oggi quasi più nessuno pensa di contestare – secondo la quale una sensibilità di sinistra include, per definizione, una dimensione «sociale», se non addirittura anticapitalista). Ciò significa, tra l’altro, che fino alla fine degli anni Venti – se si lascia da parte un istante la scena parigina e si volge lo sguardo verso la «provincia» (il vero luogo della politica, diceva Albert Thibaudet) – ciò che ancora definiva il più delle volte un «uomo di sinistra» (espressione che del resto inizia a diffondersi solo all’indomani dell’affaire Dreyfus) era non tanto la sua lotta contro la modernizzazione capitalistica del mondo quanto la sua accanita opposizione repubblicana e «radicale» alle «forze reazionarie», vale a dire alle ultimissime sopravvivenze [c] del potere della Chiesa cattolica e dell’antica aristocrazia terriera [d].










