"Ho stretto un’Alleanza con i miei eletti, ho giurato a Davide mio servo: Sino all’eternità stabilirò il tuo seme, ed edificherò di generazione in generazione il tuo trono". Salmo LXXXVIII, 4-5
"La nuova voce ebraica parla per bocca dei fucili. Questa è la nuova Torah della terra di Israele. Il mondo è stato incatenato alla follia della forza fisica".
Judas Magnes Presidente dell’Università ebraica di Gerusalemme dal 1926
UN ABORTO ANNUNCIATO
All’avvento del XXI secolo e Terzo Millennio dell’era cristiana la questione Palestina rimane uno dei nodi irrisolti della politica mondiale. A 53 anni dalla proclamazione di Medinat Israel , lo Stato di Israele, avvenuta il 14 maggio del 1948, il conflitto divampa più sanguinoso che mai e si è ancora ben lontani dalla nascita di uno Stato Palestinese più volte annunciato. Uno stato che, comunque, si prospetta fin d’ora come una vera assurdità in termini geopolitici; un’entità politica ed economica dissezionata e già morta prima ancora di nascere, con pezzi della Cisgiordania (la Giudea e Samaria per gli ebrei), la striscia di Gaza (e non tutta), e mezza capitale a Gerusalemme, il tutto da collegarsi con strade attraverso Israele, che manterrebbe in ogni caso il controllo agli accessi con il restante mondo arabo. I geopolitici definiscono uno STATO POLIMERICO quello formato da parti territoriali separate e non confinanti: esempio tipico il Pakistan Orientale staccatosi dal nucleo principale d’occidente nel 1971 con il nome di Bangladesh, dopo una guerra cruenta e semisconosciuta in occidente, che costò milioni di vite umane e di profughi. Altro precedente storico emblematico fu quello della Prussia Orientale, staccata dal corpo territoriale della Germania per dare ai polacchi un corridoio con sbocco al mare, dopo la I Guerra Mondiale: e fu il casus belli della II° ! Nella situazione palestinese saremmo in presenza di un vero "aborto statuale", una creazione ufficiale che non potrebbe materialmente sopravvivere senza "l’aiuto" esterno. Si pensi solo al grande problema di questo secolo in Medio Oriente: l’acqua. E con milioni di palestinesi dei campi profughi da far tornare!
"La nuova voce ebraica parla per bocca dei fucili. Questa è la nuova Torah della terra di Israele. Il mondo è stato incatenato alla follia della forza fisica".
Judas Magnes Presidente dell’Università ebraica di Gerusalemme dal 1926
UN ABORTO ANNUNCIATO
All’avvento del XXI secolo e Terzo Millennio dell’era cristiana la questione Palestina rimane uno dei nodi irrisolti della politica mondiale. A 53 anni dalla proclamazione di Medinat Israel , lo Stato di Israele, avvenuta il 14 maggio del 1948, il conflitto divampa più sanguinoso che mai e si è ancora ben lontani dalla nascita di uno Stato Palestinese più volte annunciato. Uno stato che, comunque, si prospetta fin d’ora come una vera assurdità in termini geopolitici; un’entità politica ed economica dissezionata e già morta prima ancora di nascere, con pezzi della Cisgiordania (la Giudea e Samaria per gli ebrei), la striscia di Gaza (e non tutta), e mezza capitale a Gerusalemme, il tutto da collegarsi con strade attraverso Israele, che manterrebbe in ogni caso il controllo agli accessi con il restante mondo arabo. I geopolitici definiscono uno STATO POLIMERICO quello formato da parti territoriali separate e non confinanti: esempio tipico il Pakistan Orientale staccatosi dal nucleo principale d’occidente nel 1971 con il nome di Bangladesh, dopo una guerra cruenta e semisconosciuta in occidente, che costò milioni di vite umane e di profughi. Altro precedente storico emblematico fu quello della Prussia Orientale, staccata dal corpo territoriale della Germania per dare ai polacchi un corridoio con sbocco al mare, dopo la I Guerra Mondiale: e fu il casus belli della II° ! Nella situazione palestinese saremmo in presenza di un vero "aborto statuale", una creazione ufficiale che non potrebbe materialmente sopravvivere senza "l’aiuto" esterno. Si pensi solo al grande problema di questo secolo in Medio Oriente: l’acqua. E con milioni di palestinesi dei campi profughi da far tornare!