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martedì 29 dicembre 2020

La nazione come valore più alto (Paetel, Karl Otto)


Tratto dal Manifesto Nazional Bolscevico

In un passaggio dell'articolo di Hiller discusso in precedenza (rimaniamo su questo argomento perché sintomatico della disputa con la 'sinistra' in generale), si dice dei nazionalirivoluzionari che “vengono dal nazionalismo come qualcosa che deve essere superato”; altrove, con approvazione, dice che: "non rinunciano a un briciolo del "nucleo d'oro" dei loro sentimenti nazionali (qualcosa di estraneo a coloro che hanno un'anima paralizzata)." Queste due citazioni sembrano contraddittorie, ma in realtà sono abbastanza correlate. Hiller, come Marx, rispetta la nazione come esiste oggi, ed è anche disposto a concedere la continua esistenza del suo "nucleo d'oro", cioè i suoi aspetti culturali, la lingua, i costumi, il senso della patria; tuttavia, esattamente come Lenin ha detto in modo così chiaro nei suoi saggi sulla "questione nazionale", parallelamente allo svanire dello Stato, ci deve essere una fusione delle nazioni in una più alta unità.

C'è anche il punto di vista di Jaurès*, che non esaurisce il significato politico: "La nazione è quel tesoro del genio umano e del progresso, e sarebbe malvagio per il proletariato frantumare quei preziosi vasi della cultura umana".

Il concetto di sovranità gli è estraneo, come è estraneo a Lenin e Stalin, in un'analisi altrimenti superba della natura della nazione.(42)

giovedì 11 giugno 2020

Citazione sullo Stato di José Ortega y Gasset

“La realtà che chiamiamo Stato, lo ripeto ancora una volta, non è una spontanea convivenza di uomini che la consanguineità ha unito. Lo Stato nasce quando gruppi originariamente separati e distinti si costringono a convivere tra loro. Questo obbligo non è nuda violenza, ma presuppone un progetto attivo, un compito comune che si propone ai gruppi dispersi. Lo Stato è, innanzi tutto, un progetto d’azione, un programma di collaborazione. Si fa appello alle genti affinché nell’unione realizzino un’impresa. Lo Stato non è consanguineità, né unità linguistica, né unità territoriale, né contiguità d’abitazione. Non è nulla di materiale, d’inerte, di prestabilito, di limitato. E’ un puro dinamismo – la volontà di compiere qualcosa in comune –, in virtù del quale l’idea statale non è circoscritta da nessun confine fisico.”

José Ortega y Gasset, “La Ribellione delle Masse”