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lunedì 28 dicembre 2020

Libertà o felicità? (Paetel, Karl Otto)

Paetel, nazbol, nazionalbolscevismo, rossobruni

Dal Manifesto del Nazional Bolscevismo

Riguardo la questione se le decisioni debbano essere orientate dall'individuo o dal collettivo, un'altra delle domande del dottor Hiller troverà risposta. Hiller nel suo lavoro sul nazionalismo social-rivoluzionario cita la frase (che, per inciso, non proviene da Ernst Jünger, ma è un mio commento *):

"Siamo dalla parte del proletariato insurrezionale per il bene della nazione, non per il bene di poche idee di felicità umanitaria". Poi chiede:


"Questi portatori di miseria, questi bruti schietti, questi mostri che non nascondono di essere mostri, la loro nazione ideale richiede che i suoi membri siano infelici?"

No, dottor Hiller, no! Tuttavia: nel discorso di Saint-Just † contro Danton, ad esempio, c'è un passaggio che mostra cosa intendiamo:

L'amore per la Patria è una cosa grande e terribile. È senza pietà, senza paura, senza rispetto per l'individuo quando si tratta del bene pubblico. Questo amore ha portato Regolo a Cartagine e Marat al Pantheon. "

Siamo socialisti. Sosteniamo la rivoluzione, la lotta di classe, la socializzazione dei mezzi di produzione, la nazionalizzazione della terra e del suolo, una struttura statale sul principio dell'autogestione.

lunedì 28 marzo 2016

I germogli di sangue (Francesco Boco)

Il suicidio di Mishima ed il suo significato nella modernità
Il rifiuto della modernità e la rivalutazione della Tradizione.
L’impetuosa potenza dello spirito travalica la materia.




Un uomo che a più di trent’anni dalla morte ancora scuote coscienze, sprona uomini, spinge all’azione, indica una via; un autore essenziale, una guida irrinunciabile, uno spirito eroico tra i più puri e tragici, poiché non v’è eroismo se non tragico. 


Analizzeremo brevemente nelle righe che seguono il significato del suo suicidio rituale avvenuto il 25 novembre 1970, un gesto di rifiuto e rivolta, un estremo segno di eroismo, la fredda lama dello spirito che trafigge il futuro! 



Ci piace tuttavia considerare l’ultimo decennio di attività letteraria come eroico; certamente la venatura estetizzante nelle sue opere non scomparve, è comunque doveroso ricordare quella che possiamo definire una reazione al mondo moderno, alla sua estetica ed alle sue leggi.

PROCLAMA di Yukio Mishima




Letto dallo scrittore il 25 novembre 1970, pochi istanti prima del seppuku - taglio del ventre - rituale

"Il valore della vita, nei confronti dell'assolvimento del proprio dovere, ha il peso di una piuma"Proverbio giapponese 





La nostra Tate-no Kai (1) si è sviluppata grazie al Jieitai (Forze di autodifesa) (2); così possiamo ben dire, il Jieitai è nostro padre e fratello maggiore. Perché mai corrispondiamo a tale debito di gratitudine con una azione tanto ingrata? Guardando al passato abbiamo ricevuto nelle Forze di Autodifesa, io per quattro anni, gli altri membri per tre anni, un trattamento quasi come soldati del Jieitai, e un addestramento completamente disinteressato. Noi amiamo sinceramente il Jieitai, perché lì abbiamo imparato a sognare il "vero" Giappone al di fuori delle caserme militari, e proprio lì, abbiamo conosciuto lacrime virili che non avevamo potuto conoscere nel nostro Paese del dopoguerra. Abbiamo versato qui sudore genuino; abbiamo corso insieme ai camerati per le vallate del monte Fuji, accomunati dallo stesso amore per la Patria.

domenica 11 agosto 2013

Perché la Patria? (Alberto B. Mariantoni)

Parlare di Patria, in un mondo completamente atomizzato, distratto e subornato dall’illusione individualista, dall’invadente e devastante aggressione mondialista e dalle cosiddette ineluttabili esigenze della supremazia del denaro, non è certo cosa facile…

Come spiegare, infatti, alle frastornate ed ignare popolazioni del nostro superficiale ed avvilito presente, cosa voglia veramente dire o propriamente significare, sentirsi legato alla propria famiglia, alla stirpe d’estrazione, alla terra natale, al luogo d’origine, alla lingua, alla cultura, ai principi ed ai valori che da quelle scontate o fortuite contingenze continuano, ogni giorno, incessantemente ad emanare o a scaturire? Come far capire, a coloro che tendono psicologicamente a genuflettersi o fisicamente a mettersi in sottordine nei confronti dei contenuti delle proprie tasche, cosa voglia dire o significare, essere, esistere ed agire in correlazione e conformità con l’ambiente naturale che ci esprime e ci caratterizza? Come far comprendere, a degli uomini che hanno largamente dimenticato il senso della vita e dell’esistenza umana, l’importanza di possedere un nome ed un cognome, una maternità ed una paternità; di conoscere il luogo della propria nascita e l’ora in cui si è venuti al mondo; di rammentare a se stessi la contrada dove si sono compiuti i primi passi, scandite le prime parole, vagheggiati i primi amori, fantasticato le prime utopie, saggiato i primi malintesi, ottenuto i primi successi, sopportato o patito le prime sconfitte?

sabato 10 agosto 2013

Numeri della rivista Patria dal 21 al 25


Di seguito i numeri della rivista Patria dal 21 al 25. Per scaricare andate nell'archivio altrimenti contattateci per avere i file


I primi 20 numeri della rivista Patria, anni 2005 e 2006

Nella sezione sottostante troverete i primi 20 numeri di Patria, usciti negli anni 2005/2006. Per scaricarli basta andare nell'archivio che trovate nel sito della rivista. Se ci sono difficoltà nel download contattateci per avere le copie in pdf.