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domenica 18 luglio 2021

Karl Haushofer e il ritorno alla tradizione geopolitica radicale (Alexander Dugin)

Dugin, Haushofer, geopolitica, tradizione

Il famoso geografo politico e teorico americano Nicholas J. Spykman disse una volta; “I ministri possono andare e venire, anche i dittatori muoiono, ma le catene montuose restano imperturbate”. È un dato di fatto che le condizioni geografiche, che si riferiscono al territorio fisico dello Stato, sono rimaste la vera determinante della Politica Internazionale. Per secoli, la geografia ha svolto un ruolo fondamentale nel determinare il potere statale e l'influenza nella politica internazionale. Ad esempio, l'antica Roma distrusse eroicamente Cartagine a causa della sua immensa e strategica geografia. Allo stesso modo, la sconfitta del grande guerriero europeo Napoleone in Russia è avvenuta a causa della sua mancanza di comprensione delle condizioni geografiche russe.

A questo proposito, uno degli antichi documenti riguardanti il ​​ruolo strategico della geografia può essere rintracciato negli scritti del famoso storico greco antico Tucidide, il cui libro "La storia della guerra del Peloponneso" dà un breve resoconto del ruolo della geografia nella vittoria delle guerre. Secondo il famoso storico americano ed esperto di geopolitica Robert D. Kaplan “Ogni Stato fronteggia l'ambiente esterno nel determinare la propria strategia”. Questo fu certamente il caso del tentativo di Napoleone di invadere la Russia.

Nel corso della storia, la realtà fisica dello Stato è sempre stata la pietra angolare dell'arte di governo e della grande strategia. Tuttavia, va tenuto presente che la condizione geografica dello Stato è un destino irreversibile. Qui, il termine "destino irreversibile" è la vera essenza della geopolitica, che è il vero volto della politica internazionale di oggi.

sabato 10 aprile 2021

Combattere la Nato significa combattere per l'Europa (Jean Parvulesco)

Parvulesco, Kollontai, geopolitica, Usa, Nato, Groussouvre,Misteri
Le parole Jean Parvulesco hanno sempre un qualcosa di profondamente misterioso eppure evidente per chi è situato saldamente nella lotta per "L'Impero della Fine". In questo articolo del 2002, recensisce l'importante libro
"Parigi Berlino Mosca" di Henri de Grossouvre. Se alcune idee sembrano troppo legate all'inizio del secolo e da riformulare, altre -ed è proprio questa la forza incredibile della verità - risultano ancora più basilari e fondamentali. Lasciamo al lettore la gioia dell'avventura nel leggere Parvulesco.

Figlio di François de Grossouvre - che, durante le presidenze di François Mitterrand, era stato sotto la protezione del Grand Veneur de la République il responsabile presidenziale della condotta operativa di tutti i servizi di intelligence politici e militari francesi, e che, come ricordiamo, ha trovato una morte misteriosa e tragica all'interno del palazzo della Presidenza della Repubblica - il giovane Henri de Grossouvre ha appena pubblicato a Parigi, con L'Âge editions d'Homme, con un'importante prefazione del generale Pierre-Marie Gallois , un saggio sull'analisi geopolitica e la prospettiva dell'attualità più scottante, dal titolo Parigi-Berlino-Mosca.

"Il centro del mondo si sta muovendo verso est", ha scritto il generale Pierre-Marie Gallois nella sua prefazione. H. de Grossouvre, che vive e lavora a Vienna, è uno specialista dei problemi economici e politici della Germania, dell'Austria e dell'intero spazio geopolitico dell'Europa orientale, la vecchia Mitteleuropa. H. de Grossouvre è anche un partigiano attivista e un teorico dell'integrazione della "nuova Russia" di Vladimir Putin all'interno della grande Europa continentale, aperta ora ai progetti eurasiatici portati avanti dai gruppi geopolitici vicini all'immediato entourage del Presidente russo.

In quanto tale, il libro di H. de Grossouvre, Parigi-Berlino-Mosca, costituisce un documento politico estremamente rivelatore, offrendo le posizioni d'avanguardia di una certa corrente del pensiero geopolitico francese in azione e, tanto più, che H. de Grossouvre sarà senza dubbio presto chiamato ad assumere responsabilità politiche a livello europeo, nel quadro di una “comunità geopolitica Francia-Germania-Eurasia”, attualmente in via di costituzione. La tesi fondamentale del libro promuove la più che necessaria, d'ora innanzi, integrazione federale dell'unità continentale della Grande Europa attorno all'asse Parigi-Berlino-Mosca, dietro la quale si profila, implicitamente e in un futuro più lontano, l'asse transcontinentale della “Fortezza eurasiatica” Parigi-Berlino-Mosca-Nuova Delhi-Tokyo. Ciò richiede, in primo luogo, la “piena” integrazione, sia totale che immediata, della “Nuova Russia” di V. Putin all'interno della comunità dell'essere e del destino della Grande Europa.

I precedenti della dottrina geopolitica dell'asse Parigi-Berlino-Mosca


Ma H. de Grossouvre non si accontenta solo di porre il problema della Grande integrazione continentale europea così come si presenta attualmente, cerca nella storia europea recente questa visione geopolitica fondamentale, che si ripete oggi, nell'area dei combattimenti avanzati delle nostre attuali notizie storico-politiche in atto, i precedenti che l'hanno annunciato e che avevano già cercato di proiettarlo nella storia in movimento, che lo porteranno ad essere effettivamente realizzato.

venerdì 23 agosto 2013

KARL HAUSHOFER (1869-1946) di Robert Steuckers

Nato il 27 agosto 1869 a Monaco, Karl Haushofer scelse la carriera militare a partire dal 1887. Ufficiale di artiglieria nell’esercito bavarese nel 1890, egli sposa l’8 luglio 1896, Martha Mayer-Doss, uscita da una famiglia di Monaco di origine israelita. Ella gli darà due figli, Albrecht (nato nel 1903) e Heinz (nato nel 1906). Salendo rapidamente tutti i gradi della gerarchia militare, Haushofer diviene professore all’Accademia di guerra nel 1904. Nel 1908 viene inviato in Giappone per organizzarvi l’esercito imperiale. Egli incontra in India Lord Kitchener, il quale gli predice che tutto il confronto tra Gran Bretagna e Germania costerà alle due potenze le loro posizioni nel Pacifico a vantaggio degli Stati Uniti e del Giappone; avvertimento profetico che Haushofer ricorderà sempre, soprattutto quando elaborerà le sue tesi sull’area pacifica. Dopo il suo lungo periplo, egli è destinato al Reggimento di artiglieria di campagna della 16^ Divisione giapponese. Il 19 novembre 1909, egli viene presentato all’Imperatore Mutsushito (1852-1912), iniziatore dell’era Meiji e all’Imperatrice Haruko. Nel ritorno in Germania, passa per la Siberia servendosi della transiberiana, si rende conto de visu delle immensità continentali dell’Eurasia russa. Nel 1913, compare la sua prima opera destinata al grande pubblico, Dai Nihon (Il Grande Giappone), bilancio della sua esperienza giapponese che conoscerà un grande successo. Nell’aprile del 1913, comincia a seguire i corsi di geografia all’Università di Monaco, in vista di ottenere il titolo di dottore che egli raggiungerà di fatto otto il patronato del Professor August von Drygalski.

lunedì 12 agosto 2013

I temi della geopolitica e dello spazio russo nella vita culturale berlinese dal 1918 al 1945 (Robert Steuckers)

Karl Haushofer, Oskar von Niedermayer & Otto Hoetzsch

Intervento di Robert Steuckers alla 10^ Università d’estate di "Synergies Européennes", Bassa-Sassonia, agosto 2002. Analisi di Karl SCHLÖGEL, Berlin Ostbahnhof Europas - Russen und Deutsche in ihrem Jarhhundert, Siedler, Berlin, 368 S., DM 68, 1998.

Nel 1922, dopo l’effervescenza spartachista che ha appena scosso Berlino e Monaco, un anno prima dell’occupazione franco-belga della Ruhr, il Generale di artiglieria bavarese Karl Haushofer, laureato in geografia, è unanimemente e giustamente considerato uno specialista del Giappone e dello spazio oceanico del Pacifico. La sua esperienza di attaché militare nell’Impero del Sol Levante, prima del 1914, e la sua tesi universitaria presentata dopo il 1918, gli consentono di rivendicare questa qualifica. Haushofer entra così in contatto con due personalità sovietiche di primo piano: l'uomo del Komintern a Berlino, Karl Radek, e il Commissario agli Affari Esteri, Georgi Tchitchrin (che siglerà l’Accordo di Rapallo con Rathenau). In quale contesto ha luogo questo incontro? Il Giappone e l’URSS cercano di appianare le loro divergenze intavolando una serie di negoziati in cui i Tedeschi svolgono il ruolo di arbitri. Questi negoziati si basano essenzialmente sul controllo dell’isola di Sakhalin. Il Giappone reclama la presenza di Haushofer, al fine di avere dalla sua parte "una personalità obiettiva ed informata dei fatti". I Sovietici accettano che questo arbitro sia Karl Haushofer, perché i suoi scritti sullo spazio del Pacifico (trascurati in Germania dopo che questa ha perduto la Micronesia in seguito al Trattato di Versailles) sono letti con grande attenzione dalla giovane scuola diplomatica sovietica. In più, con la mania agiografica dei rivoluzionari bolscevichi, Haushofer ha conosciuto i fratelli Ulianov (Lenin) a Monaco prima della I guerra mondiale; gli piaceva parlarne e riferirà in seguito questo episodio nella sue memorie. L’interesse sovietico per la persona del Generale Haushofer durerà fino al 1938, quando, con un brusco cambio di atteggiamento al tempo dei grandi processi di Mosca, il Procuratore richiederà la condanna di Sergueï Bessonov, che accusa di essere una spia tedesca, in contatto, egli pretende, con Haushofer, Hess e Niedermayer (cf. infra). Le stesse accuse sono portate contro Radek, che finirà giustiziato, nel corso delle grandi purghe staliniane.

sabato 10 agosto 2013

La lezione di Karl Haushofer e la discreta presenza di Giuseppe Tucci nel dibattito geopolitico degli anni trenta

Con la pubblicazione del testo di una conferenza del geopolitico tedesco Karl Haushofer[1], dedicata alle affinità culturali tra l’Italia, la Germania e il Giappone, viene inaugurata, a cura delle Edizioni all’insegna del Veltro, la collana “Quaderni di Geopolitica”.

La conferenza “Analogie di sviluppo politico e culturale in Italia, Germania e Giappone“ venne tenuta dal professore tedesco, su invito del grande orientalista e tibetologo italiano Giuseppe Tucci[2], il 12 marzo 1937, a Roma, presso l’Istituto per il Medio ed Estremo Oriente (ISMEO)[3].

Essa si inserisce, storicamente, come peraltro puntualmente evidenziato dal curatore del Quaderno, Carlo Terracciano, nel contesto delle attività culturali volte a informare e sensibilizzare l’intellighenzia italiana sulle opportunità e necessità, nonché problematicità, sottese all’accordo politico-militare relativo all’asse Roma-Berlino, siglato tra Italia e Germania il 24 ottobre 1936, e a quello antikomintern firmato, nello stesso periodo, tra Germania e Giappone. Ma testimonia soprattutto un aspetto, ancora poco esplorato dagli storici della cultura e della politica estera italiana, quello delle attività dell’ISMEO, ed in particolare del suo fondatore e vicepresidente, Giuseppe Tucci - originale ed inascoltato assertore dell’unità geopolitica dell’Eurasia[4] - orientate alla promozione di una visione culturale, geopoliticamente fondante, dei rapporti tra l’Europa e il continente asiatico.